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Counseling

Il termine Counseling compare negli Stati Uniti attorno gli anni 40, grazie a due grandi psicologi americani Carl R. Rogers, che nel 1942 pubblicò “Counseling e psicotherapy”, e Rollo May con “Art of Counseling” del 1939.

L’etimologia riconduce al verbo latino consulo “aver cura di, venire in aiuto di”.



Sono entrambi corretti: 
Counseling con una elle é impiegato negli USA; con due elle, 
Counselling / Counsellor è inglese.


Il termine compare nel vocabolario Treccani nel 1986:

counselingkàunseli⟩ s. ingl. [der. di (to) counsel “consigliare, consultarsi”] (pl. counselings kàunseliʃ⟩), usato in ital. al masch. – Nella psicoterapia, e in partic. con riferimento a casi di disadattamento e di disturbi psichici di natura non grave, tipo d'intervento in cui il terapeuta discute direttamente con il paziente dei suoi problemi e delle sue difficoltà adattive, propone eventualmente dei test, e consiglia comportamenti alternativi.

Molte parole vengono utilizzate da allora per delinearne chiaramente i confini, al punto che a lungo  il counseling è stato definito per differenza.





Cos'è allora un counselor, e un intervento di counseling?
Il counseling si basa sull’originaria intuizione rogersiana secondo la quale, se una persona si trova in difficoltà, il miglior modo di venirle in aiuto non è quello di dire cosa fare quanto piuttosto quella di aiutarla a comprendere la sua situazione e a gestire il problema assumendo da sola e pienamente le responsabilità delle scelte eventuali.

Il processo di counseling enfatizza l’importanza dell’autodeterminazione, dell’autocontrollo: il risultato finale è misurabile attraverso “il grado in cui si riesce a rendere una persona capace di azioni razionali e positive, a renderla più soddisfatta, più in pace con se stessa, più capace di condurre una vita serena e socialmente integrata”.


Per Aico[1]:
"Il Counselling è un processo che può cercare la soluzione di specifici problemi (di natura non psicopatologica), aiutare a prendere decisioni, a gestire crisi, migliorare relazioni, sviluppare risorse, promuovere e sviluppare la consapevolezza personale, lavorare con emozioni e pensieri, percezioni e conflitti interni e/o esterni."

Partendo da questa definizione personalmente preferisco dire che è una relazione di aiuto (dove il counselor è un facilitatore) nei confronti di una persona temporaneamente in una situazione di difficoltà con l’obiettivo di sviluppare le sue risorse e riattivare sue modalità adatte per facilitarne il superamento e restituire così alla persona uno stato di benessere.

 Il Counselor è un professionista altamente qualificato nella relazione d’aiuto, in grado di sostenere e aiutare le persone nella loro crescita personale e professionale e di intervenire tempestivamente sul problema per facilitarne il superamento.




Il Counselor  attraverso le proprie conoscenze e competenze, agevola la comunicazione, dentro e fuori di sé.

Se stai cercando un counselor, assicurati che abbia seguito un percorso di studi ALMENO
 triennale, ha u n diploma rilasciato da scuole di formazione serie.

Per quanto mi riguarda, ho due master triennali,  una triennale di Gestalt, una triennale di Artcounseling, un anno di Dance Counseling, un master in PNL e tanta formazione continua, lavoro personale e supervisione.
E' un lavoro che necessità di molte competenze interpersonali, saldi valori etici ma soprattutto tanta pratica, disponibilità a farsi ascoltare e farsi prendere in carico prima ed anche durante il proprio percorso di studi prima e di lavoro poi.

Senza questo, il rischio è di fare male agli altri, ma anche a sé stessi.

Per offrirti come sostegno, devi sapere cosa vuol dire chiedere sostegno; cosa vuol dire affidarsi, cosa puoi cambiare, com'è essere ascoltati.


Tornando alla storia del Counseling, nel 2000 che il CNEL (Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro) ha inserito il Counseling tra le nuove professioni non regolamentate.

La formazione di un Counselor consiste in un processo integrato di crescita della persona sul piano cognitivo, emotivo e decisionale. [2]:



La REICO[3] -Associazione di Counseling (articoli 1 e 2 del codice etico) focalizza l’attenzione sulla promozione del benessere psico-fisico e socio-ambientale degli individui, dei gruppi e della comunità, nel rispetto della dignità, dell’autonomia delle persone, senza discriminazioni di alcun genere.

Il Counselor opera nel campo della PREVENZIONE della malattia e della PROMOZIONE della salute, cioè nell’ambito delle competenze che gli sono proprie e per le quali ha una formazione adeguata e certificata in modo da non ingenerare equivoci con figure contigue.

E veniamo alle definizioni di counseling in vista dell’obiettivo.

Secondo il C.N.C.P.[4] - Coordinamento Nazionale Counsellors Professionisti (dall'art.6 del suo statuto) l’obiettivo del Counselling è fornire ai Clienti opportunità e sostegno per sviluppare le loro risorse e promuovere il loro benessere come individui e come membri della società affrontando specifiche difficoltà o momenti di crisi.

Giusti, Mattachini, Merli, Montanari, 1993:

Scopo di una relazione di Counseling è offrire ai clienti 
l’opportunità di esplorare, scoprire e rendere chiari i propri schemi di pensiero e di azione, per crescere nelle competenze di coping (fronteggiamento delle difficoltà) e di autodeterminazione, anche rispetto alla soluzione di alcuni problemi. 
Tutto questo per aumentare la qualità della vita migliorando l’uso delle proprie risorse e soddisfacendo al meglio le proprie esigenze, i propri bisogni e desideri.  Fondamentalmente il Counseling si occupa della salutogenesi” .


[1] AICO Associazione Italiana di Counseling http://www.aicounselling.it/
[2] http://www.aspicmarche.it/
[3] http://www.associazionereico.it/
[4] http://www.conacop.it/


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