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Ritirarsi non è arrendersi

In questi giorni, ormai mesi di difficoltà, cambiamenti, rinunce, paure, nessuno di noi ha la ricetta giusta per gestire ciò che stiamo obbligatoriamente attraversando. 
C'è chi prova negando. 
La negazione è un meccanismo di difesa, esiste, ma può essere pericoloso, e , personalmente la ritengo un offesa per chi questa realtà l'ha vissuta e sta cercando di raccogliere i cocci, di andare avanti nonostante il mondo continui ad usare quei termini che sono coltelli rigirati quotidianamente in una ferita sempre più difficile da curare.

Poi è un offesa per quanti lavorano ingabbiati in tute e dispositivi che fatico ad immaginare cosa possa significare indossarli tanto a lungo, e per così tanti mesi, giorno dopo giorno.
Negare perché è difficile, duro, doloroso crederci, non vuol dire che la realtà smetta di esistere. 
Sarebbe davvero facile.
Dunque in questo tempo sconosciuto, stiamo conoscendo anche noi stessi, stiamo conoscendo persone che credevamo di conoscere. 
Questo aggiunge emozione ad emozione, difficoltà ed incredulità a difficoltà ed incredulità.
Ci troviamo davanti all'ambivalenza nostra e di altri.
All'incredulità.

A dover dare senso a qualcosa di completamente sconosciuto.


Come sempre, per me la risposta o il supporto, spesso arriva dal mondo dell'arte.
Pittura, scrittura e, in questo caso, poesia.
Quindi spero che questa che ti lascio possa servire anche a te, a riflettere, o semplicemente a mettere in pausa il tumulto che c'è. 



A volte, solo a volte,
ritirarsi non è arrendersi,
né essere contro è aggredire,

Cambiare non è ipocrisia,
disfare non è distruggere.

Essere soli non è allontanarsi,
e il silenzio non è non avere niente da dire.

Restare fermi non è pigrizia,
né vigliaccheria, è sopravvivere.

Immergersi non è annegare,
retrocedere non è fuggire.

Non si scende inciampando,
né desideri il cielo per ben soffrire.


A volte, solo a volte...

Occorre riuscire a lasciarsi andare,
issare le vele, abbandonarsi,
lasciare che scorra, che il vento cambi,

chiudere gli occhi e tacere.


Maria G. Munguia Tiscareño



Questo è il testo originale, se hai un modo migliore di tradurre, sei benvenut* nei commenti.


A veces, sólo a veces... 

Retirarse no es rendirse,
ni estar en contra es agredir.
Cambiar no es hipocresía
y derrumbar no es destruir.


Estar a solas no es apartarse,
y el silencio no tener qué decir.


Quedarse quieto no es por pereza,
ni cobardía es sobrevivir.

Sumergirse no es ahogarse,
ni retrocedes para huir.
No se desciende trastabillando,
ni el cielo ganas por bien sufrir.
Y las condenas no son eternas,
ni por perdones vas a morir.

A veces, sólo a veces...

Hace falta lograr soltarse,
izar las velas, abandonarse,
dejar que fluya, que el viento cambie,
cerrar los ojos y enmudecer.


María Guadalupe Munguía Tiscareñoqui