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Ritornare in sella col counseling

Chi di voi ha mai ha avuto l'esperienza di cadere da una moto oppure da un cavallo?




(Gesti apotropaici per chi no).

Io le ho fatte entrambe ed ho sempre sentito dire che o ritorni subito in sella oppure non ci ritorni più.

È proprio pensando alle mie cadute, ho scritto questa linea per raccontare il counseling.

Perché ci sono dei momenti della nostra vita in cui attraversiamo complessità, dolore, difficoltà.
 Ma è essenziale anche il fattore tempo, non possiamo permetterci mesi o addirittura anni per tornare in pista.

Chi di voi ha esperienza di lavori dove si corre sempre, ci sono sempre nuovi obiettivi ed urgenze?
Ecco, io vengo da quel mondo lì, dove fermarsi vuol dire essere travolti, dagli altri più veloci, da scadenze, da altri veicoli che percorrono la stessa strada.

Poi certo questa foto per me parla anche di adolescenza, di prime volte ad apprendere qualcosa di nuovo, un oggetto desiderio, un cult che si guida in modo totalmente diverso da tutte le altre moto, quel gesto col polso, quella marcia che ingrana, l'aria nei capelli (nella preistoria non si usavano i caschi) ed era proprio un'esperienza quella di iniziarsi a sentire grandi, a prendere, sentire anche la libertà sul viso.
Questa foto parla allo stesso tempo di difficoltà da superare e della necessità di doversi rialzare anche in fretta e della libertà.

Di riprendersi la libertà e di riprendersi il potere, la capacità sulla propria vita.

Sicuramente tutto questo è quello che c'è dietro, quello che passa a voi non lo so però la storia che mi ha portato a scrivere questa frase sulla Vespa è quella che ho raccontato adesso.



Il convegno a cui si riferisce questa foto me lo ha ricordato Facebook, e visto che quest'anno è tutto sospeso, ho sentito nostalgia di quei momenti, e ho pensato di raccogliere qui i pensieri che ho condiviso a Genova.