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di madre in figlia

Se la madre ha svalutato se stessa come donna, svaluterà anche sua figlia, e l’autostima materna influenzerà fortemente l’autostima della figlia....

Bloom (1976)


e con questo stiamo a posto una settimana!!!!

18 commenti :

  1. è vero, qui c'è un sacco di cui parlare, a partire dal fatto che per molti apprendiamo più dalle prime forme di holding materna che non successivamente, che i modelli di riferimento per tutto sono proprio i genotiri e così all'infinito.C'era già un post simile a questo di qualche tempo fa  su cui abbiamo discusso molto, sbaglio?

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  2. o per il resto della vita!

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  3. mia mamma non ha mai avuto di questi problemi....lei....

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  4. Gdn...è che ieri ho lavorato di nuovo sul DSM e come sempre, nuovi insight anche dalla teoria. credo che sulla stima cmq sia determinante non solo l'holding, ma ancora di più l'handling....post passati? sicuramente...

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  5. un bel post tosto...dany

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  6. ops! mi sa che è abbastanza vero!

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  7. è vero e lo vedo con mia madre...infatti tra noi cè un rapporto di ODIO-AMORE...a volte vorrei ucciderla

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  8. Le mie paure più grandi di quando diventerò madre, se mai lo diventerò, sarà quella che mia/o figlia/o non mangerà pomodori perchè io non ne mangio, e quella di passarle/gli la mia robaccia... spero di averne il meno possibile quando arriverà quel momento!

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  9. leggerezza13:27

    Per me è stato molto difficile ricondurre la mia mancanza di autostima ai miei genitori, ma adesso che lo sto facendo sento un gran sollievo. Quella vocina interna odiosa che in ogni contesto mi ricorda di valere poco mi fa ricordare sempre di più come i miei mi facevano (e tuttora fanno) sentire..

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  10. uh signur e se la mamma è una tosta con parecchia autostima ma cazzia la sua ultimogenita in ogni maniera come si mette la faccenda?

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  11. per un pezzo di vita sono stata convinta che fosse una santa. poi ho capito il tranello. quando sono uscita da questa convinzione assurda mi sono resa conto che la santa stava facendo di me, senza volerlo (??? chissà?), un clone.rabbia, frustrazione, risentimento nel pensare che chi mi ha dato la vita mi abbia trasferito quest'eredità assurda.adesso la guardo con amorevolezza e pietà. darei qualsiasi cosa per vederla diversa, vedere che si ama, che ha rispetto di sé, che intuisce o riconosce il suo valore. anche solo per un mese della sua vita, per fare un'esperienza travolgente in senso positivo, una volta tanto.provo un dolore enorme ogni volta che ci penso ma non posso far altro che accettare che mi madre sta scegliendo questo modo di vedere la vita ed il mondo...non posso far altro che tenere duro, tenermi questo dolore e riconoscerle anche la libertà di rovinarsi la vita visto che io ho quella di fare diversamente...

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  12. @ solè.@maddie...mah...saperlo.....@dany....post tosto da domenica tosta....@pallina...purtroppo.....@pu...ti ricordi il post consapevolezza amore odio? ecco...secondo me meglio rendersi conto che negare sia così. le mamme negano di odiare i loro figli, oltre che amarli, ma il disprezzo, l'astio, la delusione, la rabbia vengono comunque alla luce.

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  13. @Zaira...più si lavora su di noi, meno "robaccia" si passa ai nostri (eventuali ) figli. praticamente stiamo meglio noi e stanno meglio loro. roba che dovrebbe spingere tutti i genitori a seguirsi un bel corso di crescita personale.@leggerezza...la vocina che senti se è odiosa non può essere la tua... ;))))) @tremenda. u signur lo dico io.... mi sembra che se una persona adulta "cazzi" la sua ultimogenita in ogni maniera, di autostima non ne abbia, perchè nessuno che stima se stesso umilia altri. Questo semmai avviene perchè ( ma è solo un es. ) la mia figlia non riflette la meravigliosa immagine (narcisistica e distorta) che io ho di me e quindi la massacro affinchè lo faccia; sono arrabbiata con lei perchè non ci riesce, lei esiste solo come mio specchio e se non è figa, di successo o chissà che altra proiezione, io non riotttengo l'immagine desiderata di me. Ma non sto vedendo mia figlia (che non esiste) ma solo me stessa. dunque altro che autostima. avere una buona stima di sé non significa farsi valere a scapito degli altri, ma essere consapevoli del proprio valore, del diritto che ciascuno ha, nel rispetto degli altri, di realizzare se stesso e di avere un proprio posto nel mondo.

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  14. e allora urca doppia...perchè ora che me lo metti giù così il discorso ha un senso per me ...io ultimogenita di 10,arrivata non cercata (ovvio che mi è stato ripetuto all'infinito),ma anche l'unica femmina su 5 che TA DAAA...fa la mamma a tempo pieno,non ha seguito le orme artistiche di mammà pittrice...le stesse che lei ha dovuto abbandonare per tutte le gravidanze e fa la casalinga come me...discorso lunghetto mi sa...

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  15. Ele....quanto ti capisco!! ieri mi si sono aperti gli occhi d'incanto su qualcosa che non avevo mai visto ed ora, spero, riuscirò a comportarmi diversamente. E' molto triste a volte rendersi conto. e' un processo necessario che ci porta da bambini feriti ad adulti consapevoli, che anche i nostri genitori sono stati bambini feriti. ed è entrando in empatia con quel bambino che possiamo superare la rabbia e la delusione.

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  16. tremenda ...dadaaaa. da una con il nick così non mi aspettavo st'outing...sì il discorso è lungo. ora non riuscirei ...sto per entrare in seduta. baci a tutti.

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  17. facciamo anche per qualche annetto.poi però, volendo se ne esce.

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