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Sulla depressione


Una parola ricorrente tra FB e  varie conversazioni "sono depressa".


Poiché è importante con noi stessi innanzitutto saper descrivere il nostro stato d'animo per non allarmarci inutilmente o al contrario per non nascondere un reale disagio dietro una parola ormai abusata, ho pensato di dedicare qualche post alla depressione.




Una volta si chiamava Melanconìa...;

Gli artisti prima e meglio degli altri sono riusciti a cogliere ed a rappresentare le sofferenze e le inquietudini dell'uomo e le loro descrizioni sono state esemplificative della depressione.


Penso ai cieli viola di Van Gogh, all’urlo sordo, angosciato e solo di Munch, alle poesie dell’Achmatova.

Ma ancora prima di loro Seneca, nel De Tranquillitate Animi rispondendo a Quinto Sereno:

Il male che ci tormenta non è nel luogo in cui ci troviamo, ma è in noi stessi. Noi siamo senza forze per sopportare una qualsiasi contrarietà, incapaci di tollerare il dolore, impotenti a gioire delle cose piacevoli, sempre scontenti di noi stessi.

Petrarca, nel Secretum: ...tutto è aspro, cupo, orrendo: la disperazione trasforma il giorno in notte d'inferno e costringe a nutrirci di lacrime e di dolore con un non so che di una voluttà tanto che a malincuore se ne distoglie.

Nel 1846 uno psichiatra, Esquirol, descrive: afflitto da un torpore che impedisce di pensare, una lassità generale che impedisce di agire, abbandona le occupazioni, trascura la famiglia e il lavoro, è indifferente agli affetti, matura idee nere; disperato per la propria nullità che è convinto di non poter superare, desidera la morte che a volte anche si dà.


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6 commenti :

  1. .. impedisce di pensare, una lassità generale che impedisce di agire, abbandona le occupazioni, trascura la famiglia e il lavoro, è indifferente ..conosco bene queste sensazioni..

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  2.  non riuscirò mai a capirla, razionalmente, e ad accettarla, temo

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  3. zoe...capire ci riesco...accettare meno...differenza tra testa e cuore..

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  4.  sì, ci hai ragione... ma se non l'accetto per prima io come posso farmi accettare da chi mi sta introno?

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  5.  in intorno, non introno (lapsus? :p)

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  6. lapsus si:-)diciamo che tu puoi lavorarci e farne qualcosa di diverso. sai - secondo me- se si soffre tanto, io mi preoccupo prima di non soffrire così e poi degli altri che mi amano lo stesso.eperchè se faccio il contrario, aggiungo pure il carico di colpa, come se fossi deficitaria e dunque devo ringraizare a chi mi sta vicino che mi ha fatto "il piacere" di raccattarmi.però magari sono solo io così convoluta...

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