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Counseling


Il termine Counseling compare negli Stati Uniti attorno gli anni 40, grazie a due grandi psicologi americani Carl R. Rogers, che nel 1942 pubblicò “Counseling e psicotherapy”, e Rollo May con “Art of Counseling” del 1939.

L’etimologia riconduce al verbo latino consulo “aver cura di, venire in aiuto di”.
Sono entrambi corretti: Counseling o Counselling, dove il primo (una elle) é impiegato negli USA dalla APA (American Psycological Association) e dalla ACA (American Counseling Association) nata nel 1952; il secondo, con due elle, Counselling / Counsellor è inglese.
Il termine compare nel vocabolario della Lingua Italiana nel 1986, quando l'lstituto della Enciclopedia Italiana, fondata da Giovanni Treccani,  lo definisce:
counselingkàunseli⟩ s. ingl. [der. di (to) counsel “consigliare, consultarsi”] (pl. counselings kàunseliʃ⟩), usato in ital. al masch. – Nella psicoterapia, e in partic. con riferimento a casi di disadattamento e di disturbi psichici di natura non grave, tipo d'intervento in cui il terapeuta discute direttamente con il paziente dei suoi problemi e delle sue difficoltà adattive, propone eventualmente dei test, e consiglia comportamenti alternativi.
Molte parole vengono utilizzate da allora per delinearne chiaramente i confini, al punto che, per molto tempo, più che per una sua precipua connotazione, il counseling è stato definito per differenza.
Ecco che il counselor non è un consulente, né uno psicologo, né uno psicoterapeuta, né un sostituto di capacità mancanti.
  • non fa terapia,
  • non opera cure di nessun genere
  • non fa psicoterapia,
  • nè consulenza
  • non insegna psicologia
  • genericamente non usa mai il prefisso psico se non acquisito per competenza.
Cos’è allora un counselor, e un intervento di counseling?
Il counseling si basa sull’ originaria intuizione rogersiana secondo la quale, se una persona si trova in difficoltà, il miglior modo di venirle in aiuto non è quello di dire cosa fare quanto piuttosto quella di aiutarla a comprendere la sua situazione e a gestire il problema assumendo da sola e pienamente le responsabilità delle scelte eventuali.
Il processo di counseling enfatizza l’importanza dell’autodeterminazione, dell’autocontrollo: il risultato finale è misurabile attraverso “il grado in cui si riesce a rendere una persona capace di azioni razionali e positive, a renderla più soddisfatta, più in pace con se stessa, più capace di condurre una vita serena e socialmente integrata”.
Webster's Dictionary: counselling : " pratica o prestazione professionale atta a guidare un individuo verso una migliore comprensione dei suoi problemi e potenzialità attraverso l'uso di principi e metodi psicologici moderni in particolare raccolta dati storici del caso, uso di varie tecniche di intervista personale e individuazione di interessi e attitudini".
Per Aico[1]: "Il Counselling è un processo che può cercare la soluzione di specifici problemi (di natura non psicopatologica), aiutare a prendere decisioni, a gestire crisi, migliorare relazioni, sviluppare risorse, promuovere e sviluppare la consapevolezza personale, lavorare con emozioni e pensieri, percezioni e conflitti interni e/o esterni.
Partendo da questa definizione personalmente preferisco dire che è una relazione di aiuto (dove il counselor è un facilitatore) nei confronti di una persona temporaneamente in una situazione di crisi o disagio specifico con l’obiettivo di sviluppare le sue risorse e riattivare sue modalità adatte per facilitarne il superamento e restituire così alla persona uno stato di benessere.
Efficace anche la definizione data durante il Counseling day: Il Counselor è un professionista altamente qualificato nella relazione d’aiuto, in grado di sostenere e aiutare le persone nella loro crescita personale e professionale e di intervenire tempestivamente sul disagio/problema per facilitarne il superamento.
Il counselor è un agevolatore dello sviluppo della tendenza attualizzante insita in ogni persona, “non mette dentro” sue soluzioni, suggerimenti o consigli ma educa, dunque tira fuori (educare = ex – ducere).
Per la Sico, Società Italiana di Counseling, il Counselor è colui il quale attraverso le proprie conoscenze e competenze, è in grado di favorire la soluzione ad un questione che crea disagio esistenziale e/o relazionale ad un individuo o un gruppo di individui.
Il Counsellor agevola la comunicazione, interpersonale o intrapsichica.
La Sico mette in risalto che il counselor è un professionista, con un adeguato percorso di studi, almeno triennale ed in possesso di un diploma rilasciato da specifiche scuole di formazione di differenti orientamenti teorici.
Dal 2000 che il CNEL (Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro) ha inserito il Counseling tra le nuove professioni non regolamentate.
Il Counseling è una professione specifica, la cui formazione, attraverso diploma in Counseling Skills prevede un minimo di 450 ore di formazione da svolgere in non meno di 2 anni (CNCP - standard formativi).
La formazione di un Counselor consiste in un processo integrato di crescita della persona sul piano cognitivo, emotivo e decisionale. [2]:
SAPERE

- i principi della comunicazione interpersonale

- finalità e metodologia operativa del Counseling

- le linee guida di una relazione di aiuto

- i principi di conduzione del colloquio stesso

- osservare se stesso nella relazione anche attraverso le reazioni del cliente

- avere sempre in mente l’importanza di un percorso volto all’autonomia del cliente.
SAPER FARE

- praticare l’ascolto attivo

- praticare il rispecchiamento empatico

- evitare gli errori comunicativi

- mantenere costante l’atteggiamento di accettazione incondizionata

- procedere sempre effettuando un lavoro di monitoraggio su se
SAPER ESSERE

- autonomo

- empatico

- congruente

- disponibile all’accettazione positiva incondizionata

- pronto a rispettare l’altro per i suoi valori, vissuti e per le sue scelte

- paziente e disponibile

- creativo

- sensibile e ricettivo
La REICO[3] - Registro Italiano dei counselor (articoli 1 e 2 del codice etico) focalizza l’attenzione sulla promozione del benessere psico-fisico e socio-ambientale degli individui, dei gruppi e della comunità, nel rispetto della dignità, dell’autonomia delle persone, senza discriminazioni di alcun genere.
Il Counselor opera nel campo della PREVENZIONE della malattia e della PROMOZIONE della salute, cioè nell’ambito delle competenze che gli sono proprie e per le quali ha una formazione adeguata e certificata in modo da non ingenerare equivoci con figure contigue.
E veniamo alle definizioni di counseling in vista dell’obiettivo.
Secondo il C.N.C.P.[4] - Coordinamento Nazionale Counsellors Professionisti (dall'art.6 del suo statuto) l’obiettivo del Counselling è fornire ai Clienti opportunità e sostegno per sviluppare le loro risorse e promuovere il loro benessere come individui e come membri della società affrontando specifiche difficoltà o momenti di crisi.
Giusti, Mattachini, Merli, Montanari, 1993:
Lo scopo di una relazione di Counseling è quello di offrire ai clienti “l’opportunità di esplorare, scoprire e rendere chiari i propri schemi di pensiero e di azione, per crescere nelle competenze di coping (fronteggiamento delle difficoltà) e di autodeterminazione, anche rispetto alla soluzione di alcuni problemi. Tutto questo per aumentare la qualità della vita migliorando l’uso delle proprie risorse e soddisfacendo al meglio le proprie esigenze, i propri bisogni e desideri. Fondamentalmente il Counseling si occupa della salutogenesi” .

[1] AICO Associazione Italiana di Counseling http://www.aicounselling.it/
[2] http://www.aspicmarche.it/
[3] http://www.associazionereico.it/
[4] http://www.conacop.it/

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