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Ascoltare il proprio bisogno

Perché questa è la verità dell'anima, pensò, del nostro io, che alla maniera di un pesce abita in mari profondi, e naviga all'oscuro, facendosi strada tra mucchi di alghe gigantesche, attraversando intervalli di sole intermittente,
per andare sempre più giù nel buio, nel freddo, nel profondo, nell'imperscrutabile; poi d'improvviso si lancia in superficie e gioca con le onde increspate dal vento; ha, cioè, un inequivocabile bisogno di darsi una spazzolata, una rassettata, di ravvivarsi, di chiacchierare.

Virginia Woolf, La signora Dalloway



Questa metafora meravigliosa di Virginia Woolf mi aiuta a raccontare che per ogni nostro bisogno c'è una risposta.
A volte desideriamo andare giù giù, nel profondo e nell'imperscrutabile.
In questo caso ci possiamo rivolgere ad un terapeuta.

Quando il nostro bisogno è invece di giocare con le onde in superficie, increspate dal vento, vogliamo darci una spazzolata, rassettarci, ravvivarci, chiacchierare.
Il counseling è una risposta adeguata a questo tipo di esigenza.

Che è assolutamente presente in tutti noi, e ha la sua dignità, la sua necessità di trovare ascolto e uno spazio dove poter esistere.

Dove quella "chiacchierata" ci chiarisce, schiarisce, rinnova e magari ci sostiene fino a quando questo desiderio non sarà realizzato, ed attraverso di esso avremo proprio imparato ad ascoltare noi stessi, a far accadere quel che desideriamo, passando dall'inazione all'azione, dalla colpevolizzazione alla consapevolizzazione, dall'evitamento all'accettazione ed a un desiderio nuovo di conoscerci meglio perché ci piaciamo di più ed abbiamo scoperto di volerci più bene e di poter vivere meglio.

Paola Bonavolontà

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