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Allenamento di felicità

Vuoi imparare un metodo semplice per essere felice, ovunque tu sia?

Funziona con il tuo impegno, pratica e costanza, ovvero dopo aver letto questo articolo, tu effettivamente e quotidianamente lo inserisci nelle tue giornate.



Basterà carta e penna, e un nuovo approccio a guardare, una nuova prospettiva, una nuova angolazione.
Insomma ti sto proponendo di smettere di guardare – solo e sempre -a quello che non va.

Così facendo aumenterai il tuo benessere.


E’ un piccolo allenamento di felicità, secondo quanto afferma il fondatore della psicologia positiva, Martin Seligman.
Invece di guardare sempre alla malattia, ai disturbi, alla patologia, a cosa determina e quali sono i segnali di cosa NON va, la psicologia positiva si focalizza invece a studiare cosa determina il benessere personale, sugli aspetti positivi dell'esistenza: emozioni piacevoli, potenzialità, virtù e abilità dell'individuo.
Il positivo permette di limitare, contrastare, agire da leva rispetto a ciò che non va, e di riportarci in equilibrio (spiegato in estrema sintesi e cercando di semplificare, non me ne vogliano gli esperti cattedratici, l'obbiettivo è capire di cosa stiamo parlando e a cosa può servirci nella nostra vita- non fare una lezione o sfoggio di paroloni.)

Ecco che è essenziale imparare a guardare ogni aspetto- fisico o sociale o personale, qualità, emozione non solo per alleviare la sofferenza, ma per amplificare il benessere.

Seligman offre una semplice pratica che promette di migliorare il benessere e ridurre il tristezza – ed è l’esercizio della gratitudine.

"Pensiamo troppo di ciò che va male e non abbastanza su ciò che va bene nella nostra vita. Naturalmente, a volte ha senso analizzare gli eventi negativi in modo di imparare da loro e di evitarli in futuro. Tuttavia, le persone tendono a passare più tempo a pensare a ciò che è sbagliato nella vita rispetto a che è utile. Peggio ancora, l'attenzione per eventi negativi ci prepara per l'ansia e la depressione. Un modo per evitare che ciò accada è quello di arrivare meglio a pensare e di assaporare ciò che è andato bene.
Per ragioni evolutive, la maggior parte di noi non sono così bravi a soffermarsi sugli eventi come siamo ad analizzare eventi negativi. I nostri antenati che hanno perso tempo a crogiolarsi al sole di buoni eventi, quando avrebbero dovuto preparando per il disastro, non sono sopravvissuti all’era glaciale. Quindi, per superare la naturale curvatura catastrofica dei nostri cervelli, abbiamo bisogno di lavorare e praticare questa abilità di pensare a ciò che è andato bene."

Il  nome dell’esercizio proposto da Seligman  pare uno scioglilingua e mi piace molto – WHAT WENT WELL- cosa è andato bene, noto anche come "Tre Benedizioni" –oggetto di studio presso L’Università della Pennsylvania.

Chiamalo come preferisci questo esercizio, a me viene in mente Troisi con Ricomincio da tre.

La sera, prima di andare a dormire, SCRIVI tre cose che sono andate bene oggi.
È importante che sia scritto, per poterlo rileggere subito o a distanza di tempo.


Non importa se siano cose grandi o piccole. Fallo e basta, scrivi la data di oggi e l’elenco dei tre.
Possono essere cose materiali che hai, o doni che hai ricevuto, un incontro piacevole, un gesto gentile.
Io dopo essermi rotta un piede, ed ormai sono passati anni, non riesco mai a non pensare di quanto sia grata ai piedi che mi portano in giro per il mondo, che sostengono il peso del mio corpo, che sono lì alla base del mio essere e mi consentono di alzarmi dal letto ogni mattina. Fedeli e pronti.

Ci sono magie continue che accadono ogni secondo nel nostro corpo che diamo per scontate, garantite, automatiche, eppure se non avvenissero la nostra vita sarebbe drasticamente diversa.

Sicuramente avrai ogni sera la tua lista dei tre, e anzi a volte ti troverai a dover fare una scelta tra più e più cose.
Saprai mettere attenzione su cosa va, sempre più spesso e sempre più in fretta.

Stai allenando la tua mente e stai creando le premesse per un atteggiamento interiore diverso, meno negativo e più felice.

Non è la felicità a renderci grati, ma è la gratitudine a renderci felici.

Studi suggeriscono che livelli più elevati di GRATITUDINE sono direttamente legati al miglioramento della percezione del sostegno sociale così come della riduzione di stress e depressione, e che tali effetti diretti non sono spiegati da fattori di personalità (Wood et al.,2008).


Hai anche un altra possibilità pratica di confrontarti e creare Gratitudine:
il 18 Marzo nel laboratorio esperienziale di Pittura Emozionale partiremo come sempre da una meditazione creativa sul tema per poi mettere le mani nei colori e sentire dove ci portano.

Per aggiungere colore, amore, benessere nella nostra vita con le nostre mani.

leggi tutti i dettagli sull'evento Facebook.


Scarica e stampa i diari della gratitudine per cominciare.


Gli sfondi sono lavori creati nei laboratori di Pittura emozionale.






Studi di riferimento
Emmons, R.A., & McCullough, M.E. (2003). Counting blessings versus burdens: Experimental studies of gratitude and subjective well-being in daily life. Journal of Personality and Social Psychology, 84, 377-389.

Seligman, M.E.P. (2002). Authentic Happiness: Using the New Positive Psychology to Realize Your Potential for Lasting Fulfillment. New York: Free Press

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