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Storia di un corpo

Un viaggio di una vita, che si incontra con tante altre ma viste dal punto di vista del corpo, che è contenitore, ma anche strumento.

Un inno alla vita con tutto ciò che include: scoperte, delusioni, amori, scelte in apparenza casuali o obbligate.
Incontri, compresi quelli con i genitori che ci accolgono o respingono alla nostra nascita.


Chi decide di avere un figlio e perché e quali conseguenza ha sulla vita del bambino, nella fattispecie la vita della voce narrante, e quali gli effetti di parole sgarbate, sguardi mancati, insulti più o meno velati.

Come si sopravvive nel mondo con una mamma che ti rifiuta e che temi, e quali sono gli affetti che ne prendono il posto, compreso l’affetto per te stesso che ti consente di crescere e amare.

E’ un libro che consiglio a chi ha perso il contatto col suo corpo, a chi lo svaluta, a chi si definisce attraverso i propri mali.
A chi sta affrontando un lutto e a chi è appena diventato genitore o nonno, a chi sta affrontando l’incontro con le proprie rughe e il non riconoscersi allo specchio, a chi è entrato in prostrazione per aver dimenticato il pin del bancomat.

E’ uno sguardo mai narciso, ma progressivamente benevolo, di un uomo sorprendente, che si è messo di fronte alle sue paure
e posso dedicarmi alla mia lettura, dove mi imbatto in questa confessione di Hobbes che mi calza a pennello: ''L'unica passione della mia vita è stata la paura''.
lasciando in ogni pagina il lettore libero di riflettere o immaginare, cosa ne abbiamo fatto delle nostre paure e chi ci hanno fatto diventare?

Anche il diario che scrive ha per il protagonista la funzione di aiutarsi ad affrontare la paura.

E’ un invito all’ascolto di se
In fondo questo diario è un perenne esercizio di messa a fuoco
che non si traduce mai in ottundimento verso il mondo od egocentrismo.

Uno dei pregi di questo diario è di evitare gli altri le condizioni del mio corpo. A tutto vantaggio del buon umore dei miei cari.

Non ci sono giudizi, come in ogni buon momento di ascolto.
Accettazione, spazio, trasformazione, ricordi.
Integrazione.

Ascoltare i sensi e fidarsi
Per tutta la vita, dobbiamo sforzarci di credere ai nostri sensi.
Esprimersi congruentemente a ciò che si prova:
Niente male, dico all’apice dell’estasi.
Intende dire bellissimo!, obietta lei, assolutamente meraviglioso! Facendomi poi osservare che la litote* e l’eufemismo, praticati da noialtri europei come il massimo del bon ton, riducono le nostre capacità di entusiasmo, rattrappiscono i nostri strumenti di percezione, che il nostro stile ha preso il sopravvento e che di questo moriamo.

Divertente, profondo, delicato.
Ricco di pennellate:
L’uomo nasce nell’iperrealismo per dilatarsi pian piano fino a un puntinismo alquanto approssimativo per poi disperdersi in una polvere di astrattismo.


*(ovvero fare un affermazione con una negazione)


Storia di un corpo di Daniel Pennac
Editore: Feltrinelli, pagine 341

Sull'uso del diario nella tua vita, puoi leggere


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