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La paura del giudizio della gggente

Tra qualche giorno presenterò al convegno Reico- Associazione Italiana Counseling- un intervento dal titolo: 

Dare to be different.
Permettiti di essere differente.

Il punto di partenza sarà il Personal branding, ma anche senza entrare nello specifico e svelarne i contenuti, è un argomento che ci riguarda tutti, per la nostra crescita e felicità, per diventare ciò che siamo, per permetterci di essere chi siamo, senza ferire gli altri, ma senza neanche negare noi stessi.




Essere differenti procura sentimenti contrastanti: c'è chi vuole esternare e reclama la sua diversità, chi al contrario la nasconde, ha paura di differenziarsi, di scoprirsi, di avere preferenze diverse,  persino di conoscere se stessi.


Essere diversi, sentirsi diversi, avere un punto di vista diverso.
Può essere scomodo, può essere unico, può essere prezioso per me perché è il mio modo di sentire, e come tale va rispettato e non combattuto, almeno da me.

Quanti di noi già solo in una normale discussione tra amici, o per un articolo, sentono il bisogno di condannare, lottare per dimostrare il contrario, inveire, offendere, fino scagliarsi contro le persone, senza essere "semplicemente" capaci di accettare che è possibile avere
UN PUNTO DI VISTA DIFFERENTE.

Mi sembra una presunzione che TUTTI debbano pensarla te, o sono contro di te, o meglio tu ti metti contro chi la pensa in modo diverso.

Provaci, è una sensazione di libertà incredibile, non essere costretti a pensarla tutti allo stesso modo.

Mi rendo conto che è difficile, finanche quando dico che non mangio il rosso dell'uovo, sento risposte del tipo:
Sei pazza.
Non capisci niente.

Provate a pensare che nella vostra vita che io mangi o no il rosso, non cambia nulla.
Non vi tolgo nulla.
Così vale per discorsi più seri, tipo: a meno che io non ti stia "rubando" il fidanzato o la fidanzata, per te la mia preferenza sessuale non toglie NULLA alla tua vita.

Semmai è il contrario:
ti offre l'opportunità di vedere che al mondo si possono avere preferenze diverse, inclinazioni diverse, passioni diverse e VIVERLE - prima di morire, preferibilmente.

C’è solo un modo per evitare le critiche: non fare nulla, non dire nulla e non essere niente.
Elbert Hubbard

Io la vedo così: qualunque cosa tu faccia o no, comunque potrai essere criticato.
Tanto vale che scegli di fare ciò che rende felice te.

Certo purtroppo esiste il rischio di essere attaccati- per motivi a volte futili ed assurdi, come mi è capitato qualche giorno fa. Una persona  ha commentato in questo blog che " non dovevo permettermi di scrivere di libri".

Intanto è utile saper riconoscere la critica costruttiva dalla critica manipolatoria:
- La prima è utile per chi la riceve, aiuta al miglioramento;
- la seconda è utile solo a chi la fa, l'obiettivo è di creare disagio, svalutare l'altro, usata volutamente per fare male;
La critiche manipolative sono ingiustificate, generiche, riferite alla persona (non al comportamento).

Da chi ti arriva la critica?
Di che tipo è, del primo o del secondo?

Nella esempio del commento: sei una persona importante per me? Ti conosco, mi conosci?
In base a quale competenza ti senti nel diritto di venirmi a dire su cosa scrivere o non scrivere, e soprattutto: chi ti costringe a leggere?
Perché tu puoi evitare di leggere ciò che scrivo senza venirmi a proibire di scriverlo.


La gente che non fa niente, è sempre la prima che fa delle critiche a tutto.
Charles Spurgeon

Pensate che potere enorme possono sperimentare questo tipo di persone che non fanno, non agiscono, probabilmente non sanno neanche fare, non hanno l'umiltà di imparare, comprendere, migliorarsi, confrontarsi civilmente, però CRITICANO.



Tutto è criticabile. Essere, non essere, organizzare, non organizzare, persino sorridere.
Già, finanche sorridere a volte mi ha fatto guadagnare occhiatacce, o insulti. (l'ho raccontato qui)
Come se essere felici sia un affronto.
In quella critica, non verbale o verbale, riesce a spiazzarmi, a cancellare quel sorriso, che magari stava solo passando di là per caso, in una lunga giornata di tensioni.

Quindi?

Quindi riflettevo che il giudizio espresso o comunque manifesto degli altri, è in grado di condizionarmi.
Un commento ostile, una risposta sgarbata, un rifiuto palese del mio entusiasmo, un rifiuto all'essere più che al fare.

Così come sempre mi metto ad unire punti, di persone che incontro nel lavoro, di discorsi che sembrano portare nella stessa direzione:
ABBIAMO PAURA DEL GIUDIZIO DEGLI ALTRI.
Come possiamo provare a liberarci della paura, a liberarci del giudizio, del tono sgarbato, del gesto mancato, del saluto tolto?

1. SMETTI DI GIUDICARE, OSSERVA.
E' possibile che tu stesso sei una persona che giudica gli altri e giudica sé stesso?
Quando ti rendi conto di giudicare, semplicemente interrompi.
Resta in osservazione, come un film che si svolge davanti a te, una scena che si compone di parole, suoni e immagini.
Permettiti di evitare giudizi, critiche ed etichette per ogni singolo evento di cui sei protagonista o spettatore.
Senti l'effetto che fa.

2.. SMETTI DI VOLER ESSERE PERFETTO.
Tanto non è possibile, si fa solo una gran fatica.

3. CONSIDERA DI NON PIACERE A TUTTI
Come a te non piacciono tutti quelli che incontri. Si sopravvive lo stesso.
Succede continuamente.



2. Esci dal ruolo che ti sei preso.
Può darsi che negli anni tu ti sia sentito il bambino perfetto, o al contrario la pecora nera, o il clown con il compito di far ridere tutti. Sicuramente hai acquisito capacità e competenze in questi ruoli, ma ora potrebbero limitare quello che vuoi e puoi diventare ADESSO.
Fa strano, spogliarsi di quel ruolo, che ci protegge anche e ci fa sentire sicuri, mentre senza quello ancora non sappiamo la direzione da prendere, cosa sperimentare.

3 - Scopri e segui COSA VUOI- Lascia andare i DOVRESTI.
Lasciati uno spazio per creare i tuoi desideri, uno spazio personale, dove esprimerti, con il gesto, la scrittura. Anche un luogo sicuro, come un percorso individuale o di gruppo dove poter sentire che effetto fa a te stesso parlare delle tue passioni senza sentirti accusato, criticato, sminuito, preso in giro.
Sii il primo ad essere disponibile ad ascoltarti.


4 - Ascolta il tuo corpo
C'è una chiara connessione tra mente e corpo: se sono nervoso, o in ansia, il corpo tende a irrigidirsi.
Posso semplicemente notare questa tensione, e deliberatamente, consapevolmente, scegliere di
 iniziare a rilassare le parti che sento rigide, le mascelle, le mani, fino ad includere ogni parte del mio corpo. Respiro lentamente, accompagnando il respiro più giù, fino nella pancia.
Assumo una posizione comoda e sicura, spalle indietro, petto avanti, fino a sentire che questa sensazione di calma del corpo mi arriva alla mente e lo coinvolge al punto tale che potrei  anche sorridere.

5 - Diventa la minoranza.
I matrimoni riusciti sono la minoranza o la maggioranza?

Ecco dimostrato che non sempre far parte della maggioranza sia sempre bello e facile né porti la felicità.

6. Cambia comandi, scegli i permessi.
Ingiunzioni, copioni, negazioni. Non sai cosa sono? Leggi qui 


Ci vediamo a Napoli, al convegno, il titolo è
PERMETTITI DI ESSERE DIFFERENTE
i contenuto saranno ...differenti da quelli descritti qui.



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