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La tentazione di essere felici

Sono una lettrice compulsiva, oltre alle letture "tecniche" mi piace trovare pagine dove prendo insegnamento, dove sento empatia e vicinanza, dove le teorie diventano storia delle persone, dove ritrovo scritti pezzi di pensieri miei mai chiariti, come ad esempio questo:



Alla mia età ancora non ho imparato a gestire l'ansia. In realtà sono molte le cose che non ho imparato e che nessuno mi ha spiegato. Ci insegnano le equazioni, Il cinque maggio a memoria, i nomi dei sette re di Roma, e nessuno ci chiarisce come affrontare le paure, in che modo accettare le delusioni, dove trovare il coraggio per sostenere un dolore.
Potrei già fermarmi qui e dire che quando ho incontrato il counseling ho compreso che poteva aiutarmi a chiarire come affrontare le paure e accettare le delusioni e trovare il coraggio non solo per un dolore, ma per andarsi a prendere ciò che si desidera.
Pagare il prezzo che c'è sempre, la tentazione di non fare, non coinvolgersi, fuggire.

Anche la non scelta è un tema del libro:
T'incateni a qualcosa o qualcuno ogni volta che non scegli.
Il libro è " La tentazione di essere felici" di Lorenzo Marone, edito da Longanesi.

Se dicessi che è dolcissimo, potresti pensare che è una storia d'amore, o che è per donne.
Invece è una storia di un uomo, cinico e rompiscatole, scorbutico.
Non ne sapevo nulla, né da chi fosse scritto né dove fosse ambientato.
E' stato tutta una sorpresa, l'autore è napoletano, ed è ambientato a Napoli,  (la narrazione è solo in italiano). Semplice, ironico, divertente e commovente.

L'incipit mi ha conquistata subito:

Mio figlio è omosessuale.
Lui lo sa. Io lo so. Eppure non me l’ha mai confessato. Niente di male, sono molte le persone che attendono la morte dei genitori per lasciarsi andare e vivere liberi la propria sessualità. Solo che con me non funzionerà, ho intenzione di campare ancora a lungo, almeno una decina d’anni.           
Gli errori, invecchiare, guardarsi dietro, vivere comunque la vita continuando a cambiare.
Amando e imparando ad amare.



Una chicca narrativa e non solo, come una carezza.
Leggero come un incontro piacevole il cui ricordo resta accanto.

Una delicatezza che ho amato, ancora di più perché scritta da un uomo e raccontata da un uomo:
“Si dice che da vecchi si diventi egoisti. Io lo sono da sempre, eppure ora mi trovo qui, ad attendere notizie su una donna che conosco da poco e che credevo di poter aiutare. Purtroppo la vita mi ha insegnato che nessuno può aiutare nessuno. Ci si salva da soli, se si vuole.”

Eh. Già. Mi rivolgo alle donne che hanno subito o che subiscono violenze.
Salvarsi da soli vuol dire anche permettere di farsi aiutare, autorizzarsi a denunciare.
Acconsentire che qualcuno lo faccia al posto tuo.
Un medico, un vicino di casa.
Basta bugie, finte cadute dalle scale. Basta ignorare segnali.

Questo libro (sta già diventando anche un film con la regia di Gianni Amelio) è già stato scritto, ma il tuo lo stai scrivendo.
Cambia.
Desidera.
Puoi.




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