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Perché la vita è un attimo

Scelgo questa canzone, tra le tante sue che amo e mi accompagnano e hanno accompagnato tante persone anche nei miei laboratori.




Scelgo questa perché ogni volta che una cosa così accade (quella cosa lì, la morte), forse se un motivo c'è, potrebbe essere quello di farci accorgere, convergere, apprezzare che la vita è un attimo.


Amarci, lasciar andare i rancori e i conflitti, amarci solo e ringraziare sempre.


Grazie perché le tue parole sono balsamo e cura, in ogni momento come se avessi una risposta e riuscissi a comprendere e esserci.
E tutte le parole che mi vengono in mente sono le tue  " Preferisco così che non c'è niente da fare solo stare seduti a una porta qualunque a guardare che spiove".
Lo condivido qui, perché altri possano conoscere le tue note dell'anima e farsi toccare la propria,
trovare conforto e sostegno, speranza ed incontro. Bellezza.



Grazie Gian Maria,  la tua voce continuerà ad accompagnarmi ad ascoltare, ascoltarmi e farmi cullare.

Tu mi guardi così
ma la vita è un attimo
e mi guardi così
si ma la vita é un attimo
e ci passa sui piedi e poi
tutto diventa un ricordo
un lampo negli occhi, la cerchi
e non la trovi più
E mi parli così
però la vita è subito
tu mi dici così
si ma la vita è subito
il tempo, soltanto il tempo
di una fotografia
il lampo che abbaglia negli occhi
e non ci vedi più

Ma se la vita è adesso
non farà lo stesso dirsi di no
se questa vita addosso
è tutto quel che posso
quello che ho

E mi guardi così
però la vita è un attimo
e poi mi parli
si ma la vita è subito
il lampo, soltanto il lampo
di una fotografia
ti abbaglia negli occhi, la cerchi
e non la vedi più

... e ci passa sui piedi e poi tutto
diventa un ricordo,
un lampo negli occhi, la cerchi
e non la trovi più



E poi scelgo anche questa, che sento come una protezione intima e amorevole, ed ho ascoltato tante e tante e tante ancora volte. Anche in questo momento.



Dentro la tasca di un qualunque mattino
dentro la tasca ti porterei
nel fazzoletto di cotone e profumo
nel fazzoletto ti nasconderei
dentro la tasca di un qualunque mattino
dentro la tasca ti nasconderei
e con la mano, che non vede nessuno,
e con la mano ti accarezzerei

salirà il sole del mezzogiorno
passerà alto sopra di noi
fino alla tasca del pomeriggio
ti porto ancora
se ancora mi vuoi

salirà il sole del mezzogiorno
e passerà alto, molto sopra di noi,
fino alla tasca del pomeriggio
dall'altra tasca ti porto
se vuoi

dentro la tasca di un qualunque mattino
dentro la tasca ti porterei
nel fazzoletto di cotone e profumo
nel fazzoletto ti nasconderei

dentro la tasca di un qualunque mattino
dentro la tasca ti nasconderei
e con la mano, che non vede nessuno,
e con la mano ti accarezzerei
e con la mano, che non vede nessuno,
con questa mano ti saluterei


E poi ancora penso alle volte che sono venuta ad ascoltarti, e l'ultima era questa qui, e niente, basta, ora metto le lacrime in tasca e inizio questa giornata qua.

Io non  lo capisco il tempo giusto del saluto.



Non sono venuto per salutare
che io non lo conosco
il tono giusto del saluto
e nemmeno le parole
per la circostanza
e dove mettere le mani
dove guardare
quale muro della stanza
guardare
non sono venuto per salutare
non sono venuto per salutare
perché io non lo capisco
il tempo giusto del saluto
che trova le parole
e toglie la distanza
e poi libera le mani
lascia guardare
di là del muro di una stanza
guardare
non sono venuto per salutare

non torneremo mai
sui nostri passi mai
non ci sarà più posto
neanche di nascosto
nei giorni andati mai

non torneremo più
o solo a ricordare
che il tempo del ricordo
è il tempo del ritardo
e non fa ritornare
lasciami andare

non sono venuto per salutare
però adesso lo riconosco
il tono giusto del saluto
e conosco le parole
per la circostanza
e posso stringere le mani
e riesco a guardare
qualunque muro di una stanza
guardare…

non torneremo mai…

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