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Come stai nella tua coppia?

Amore senza spazio e senza fiato.

Il fotografo Hauruhiko Kawaguchi esprime un concetto comprimendo persone - consenzienti- ad entrare in una busta di plastica a cui viene tolta l'aria il tempo dello scatto.


Vedere queste foto mi ha fatto pensare alle fasi dell'evoluzione della coppia.

Complice le favole, la tv e i film, tanti tantissimi credono che l'amore debba essere tu ed io sempre insieme, senza spazio per gli amici, per i genitori, per lo sport.

Anche i fratelli sono “nemici”, i figli, peggio ancora se da precedenti compagne/i.
Ma questo tipo di amore è possibile per un periodo, poi DEVE evolvere.



Un amore che smette di evolversi, si incarta e si accartoccia.
Le persone sono due, e non possono pretendere di diventare uno per sempre.

Tanti riescono nell'intento, a far credere che così è giusto, che se mi ami davvero smetteresti di fare tutto il resto, avresti più voglia di stare con me, avresti anzi solo voglia di stare con me.

Le persone smettono di essere due, una decide per l’altro e l’altro a volte se ne accorge e gli sta bene così. Altre volte lo nega a se stesso e agli altri, e sparisce per il mondo, rinchiudendosi e lasciandosi rinchiudere con il suo lui/la sua lei.

La fase simbiotica, può durare da 6 mesi ad un massimo 2 anni, riveste una funzione importante nella vita di una coppia perché consente la creazione di un legame di base.

Poi l’evoluzione vorrebbe la differenziazione, in cui comincio a scoprire ed accettare, che siamo DUE persone, non vedo più l'altro come perfetto.
C'è rabbia e sofferenza, perché si scopre che è così, ci sono lati negativi, e non ci sentiamo più uniti in un unico.
Dopo l'illusione, arriva la delusione.
Questa fase allarma, perché si pensa che allora l'amore è finito, sentiamo che qualcosa è cambiato, potrebbe non esserci più la passione e l'ardore, il desiderio- anche di vicinanza- della fase precedente.

Uno dei due potrebbe non voler accettare proprio l'essere diversi da come aveva immaginato e da come vuole stare nel rapporto.
 Alla dipendenza, segue un desiderio di indipendenza:
è' tempo di sperimentare, come un bambino fa a un anno, un anno e mezzo per svincolarsi dal rapporto con la mamma, conoscere, scoprire.
Questa fase tanto fondamentale nel bambino, lo è anche nella coppia.

Ognuno trova il suo modo: lavoro, amicizie, passioni, nuove attività, fuori del rapporto a due.

Immaginate che uno evolve e l'altro no.
Uno comincerà a lamentarsi di vedere l'altro distaccato, e l'altro si sentirà costretto, frustrato, senza respiro. Uno si sentirà abbandonato e deluso, arrabbiato e, magari senza accorgersene, mette in atto una serie di comportamenti che rendono l'altro ancora più sfuggente e desideroso di spazio.

I conflitti si acuiscono, perciò imparare a gestire il conflitto in modo sano, vuol dire investire nel futuro del rapporto.

E' possibile che a questo punto della tua vita hai notato come si ripetono le tue relazioni, dove si interrompono e perché.

E' evidente che il motivo non sono solo sempre gli altri che spariscono, ma anche noi che pretendiamo davvero di togliergli l'aria e le chiavi di macchina, moto e ufficio.

Telefonate continue; più che saluti, controlli sulla proprietà.

Perciò succede che chi ha visto ripetersi questi scenari nella vita propria, o anche in quella di amici o genitori, in un rapporto faccia fatica ad entrarci.

Uno accelera troppo e vuole subito la simbiosi dopo la prima uscita, o vuole ancora la simbiosi dopo un anno, allora ci si stacca.

L'alternativa al distacco è consentire l'evolversi di ciò che viviamo come distacco- ma se lo consentiamo, questo andare e tornare, sperimentare un innocente cena con altri, favorire, incentivare e desiderare, essere felici che il nostro partner abbia il proprio mondo di interessi, la partita con gli amici, la scuola di pittura o di cucina.
Non mettere il muso di fare cose separati ma salutarle con gioia, sapendo che proprio consentendo di fare altro, la coppia riprende aria nuova, come quando si aprono le finestre la mattina.
Nuova aria che circola, cose da raccontarsi e condividere, di nuovo.

E' vero, il rischio del tradimento e del definitivo allontanamento c'è.
Ma non è impedendo  la differenziazione che annulliamo il rischio della fine del rapporto.

Ancora una volta il paragone è come per il bambino che, dopo aver fatto esperienza del mondo e  di se stesso in esso, ritorna dalla mamma, anche la coppia fa qualcosa di simile.
Devo poter andare, prima di poter tornare.

Se questo è possibile, potremmo entrare nella fase del riavvicinamento, in cui alcune volte possiamo ancora sentire bisogno di essere rassicurati, altri meno.  Ci si accetta a vicenda, per quelli che si è. Se ci siamo conosciuti ed apprezzati come singoli, possiamo di nuovo essere vicini, non come metà, ma come individui interi che si scelgono.

Interdipendenza.
Abbiamo scoperto di potercela dare a stare da soli, ci cerchiamo per scelta, non per bisogno.
Perché insieme a te sto meglio. Amo me e amo te.
Siamo consapevoli di noi stessi e dell'altro, c'è sostegno reciproco ed armonia.
Abbiamo imparato a gestire i conflitti e riscopriamo desideri comuni e progetti.


Potresti avere bisogno di un sostegno di un esperto quando le fasi tra voi due non combaciano, quando ti accorgi di farti trascinare in situazioni che non desideri,  quando lasci guidare l'altro senza scoprire e saper affermare i tuoi desideri.
Quando ti lasci chiudere nel sottovuoto dell'amore.

Potresti voler cercare occasioni per conoscerti e stimarti, per differenziarti in un ambiente sicuro.

Oltre agli incontri individuali, anche i laboratori creativi sono un ottima scelta per migliorare il rapporto con noi stessi e nella nostra coppia.

Prenditi il tempo per te stesso, te stessa.
Uno spazio protetto, non giudicante, dove sperimentare, attraverso il colore, relax, benessere, autoconsapevolezza.
Si rilascia attestato di partecipazione.





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