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Troppo poco tempo


Ti è mai capitato di accorgerti di voler fare troppe cose?

Rispondere a tutte le email, cancellare ogni riga dalla tua lista delle cose da fare, leggere, viaggiare, essere perfetto come partner, genitore e amico.
O forse no.



Il fatto è che siamo orrendamente limitati (ebbene sì, cito Silvia Plath)




Non potrò mai leggere tutti i libri che vorrei
non potrò mai essere tutte le persone che vorrei né vivere tutte le vite che vorrei
non potrò mai esercitarmi in tutti gli ambiti che vorrei
e perché dovrei volere?
Voglio vivere e sentire tutte le forme, i toni e le variazioni delle esperienze
mentali e fisiche possibili in vita.
E sono così orribilmente limitata

Sylvia Plath

Non c'è abbastanza tempo durante la giornata, né abbiamo la possibilità da dedicare attenzione a tutto.
Proprio come con il cibo, dove i nostri occhi sono più grandi rispetto ai nostri stomaci.

Ma come? I limiti non sono solo quelli che ci poniamo?
In un certo senso si, ci autolimitiamo da soli, complicando e cercando di essere perfetti, perdendo davvero ore preziose, che diventano giorni, mesi in cose che non abbiamo davvero scelto.
Le ingurgitiamo, senza prestare attenzione.
C'è un amico con noi? Invece guardiamo il cellulare.
Facciamo pausa? Pranzo, cena?
Ci sembra che i social ci ributtino nella vita nella "socialità" appunto, ma è davvero così?

Ecco qualche spunto su cui cominciare.

FERMATI AD ASSAPORARE.
Presta attenzione a cosa stai facendo, smettendo di fare altro.

COLTIVA I TUOI GIORNI  ogni giorno, decidendo persone e cose importanti per te.

FILTRA le entrate di persone e cose nella tua vita.
E le tue uscite di tempo e di parole, di energie e di affetti.

Presta attenzione, quello che fai è scambiare, o consumare?
Utilizzare il tuo tempo o ingannarlo?
Che è di fatto un autoinganno.

Spegni ogni tanto il telefono. Per un ora sola, o almeno due ore prima di andare a dormire.
Stabilisci tu i limiti

IMPARA A DIRE NO (e ad accettare che altri possano dirlo a te), o non adesso, proponendo quando.

Accetta l'imperfezione. 
Siamo umani. Gli ideali possono essere sfide o lance, motivanti o pesi insostenibili.
Cerca un confronto con un professionista per comprendere quanto sei critico/a nei tuoi confronti e come puoi migliorarti senza sfiancarti.

Lascia la rigidità del controllo, sperimenta l'adattamento creativo.
Quando le cose non vanno come dici tu, diventi una furia.
A tal punto che non riesci a vedere più neanche il bello e il buono, quello che hai costruito, raggiunto tu o chi ti sta accanto.
Voler controllare tutto non è possibile: ci potrà essere sempre un imprevisto, per quanto la tua pianificazione sia stata puntuale. La flessibilità del problem solving creativo può aiutarti a sentire la tua efficacia e raggiungere comunque un buon risultato.

Fermati a elencare ciò di cui sei felice e soddisfatto.
Ogni giorno, ti svegli e il pensiero corre subito al litigio, alla difficoltà, all'arrabbiatura?
A cosa dovevi fare e non hai fatto? Così ti massacri l'autostima e la giornata che hai davanti.
Forse la rovini anche a chi dici di voler bene.

Ci sono sicuramente delle cose che ti son riuscite: parti da quelle e usale come leva positiva per modificare quelle su cui ancora devi lavorare.


Allora, quale punto decidi di mettere in pratica per te, adesso?



Se ti va, di sperimentare insieme, il tempo e gli obiettivi, e cosa fai nella vita, di cosa la riempi e decidere come riempirla invece, partecipa al laboratorio esperienziale del Barattolo della vita.
(In questo blog ci sono tantissimi articoli su barattolo o puoi anche sbirciare solo le fotografie dei lavori delle edizioni precedenti qui).

E' un occasione bellissima e fantasiosa, nutriente e toccante, pratica e utile.
E' una pausa per rifocalizzare l'attenzione, consapevolizzare  i propri traguardi, passati e futuri, in un atmosfera creativa e senza stress.




(alcune parti di questo articolo sono tradotte ed adattate da zenhabits)

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