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In attesa di principi e principesse

Qual'è la domanda che ci tiene in relazioni sbagliate?
E' giusto accontentarsi, aspettare o continuare a cercare?



Uomini e donne, siamo in attesa di lui/lei, delle sue promesse, della telefonata, che torni quel lato di cui siamo innamorati, e ci ostiniamo a ingigantire, onorare, venerare per quanto piccolo e raro sia il suo comparire.
Una parte di noi ha conosciuto, sperimentato, assaggiato e ne vuole ancora.


Ma intanto aspetta, e tra una volta e l'altra c'è solitudine e malinconia, disperazione persino, incredulità del cambio inatteso e totale di chi ci sta di fronte.
No, accanto no, non c'è nessuno.
Lo vedremmo bene e ne prenderemmo atto se smettessimo di aspettare.

Così nell'attesa che il Dottor Jekyll torni, i giorni e i mesi e gli anni passano.


Ma secondo te, Paola, cambierà?
Devo aspettare ancora?
Perché io so, ho visto, è  fantastica quando c'è, stiamo benissimo insieme, e poi non capisco a un certo punto quella persona scompare sotto un mare di cattiveria, e urla o silenzi ugualmente feroci.

Noi possiamo, in parte, talvolta e solo con tanta fatica e motivazione, cambiare noi stessi.
Non possiamo attendere col cuore in mano che un altro cambi.
Perché quel cambiamento lo desideriamo noi, non l'altro.
L'altro ha dimostrato più e più volte che per noi non alza neanche il telefono, non allunga il braccio, non devia dal corso della sua idea per incontrare la nostra.

Ma ho paura, Paola, ho aspettato tanto, e magari cambia.
E io sono grande, e se poi resto solo/a.

Eccola la domanda che ci scava dentro e ci tiene al guinzaglio dell'attesa, dei whatsapp spuntati e mai risposti. Delle sospensioni dalla vita, che nell'attesa indossiamo la passività senza azione.

Deglutiamo il dolore.
Siamo già soli in questo tipo di relazioni.

Prendiamo atto che è così.
Non possiamo - per quanto amaro e straziante sia - non possiamo far altro che cambiare noi.
Cambiare la nostra risposta.

Rinunciare a credere di non poter avere alternative, che non ci sia un futuro di amore, senza accorgerci che già non esiste nel presente.
Smettiamo di sperare che l'altro torni come lo ricordavamo, o lo sognavamo noi.

Smettiamo di lasciare la speranza della nostra felicità consegnata nelle mani indifferenti o, peggio, violente di un altro.

Prendiamo la speranza, l'amore nelle nostre mani, senza dipendere e farci offendere.
Senza attendere di essere imboccati come uccellini nel nodo che non sanno volare.

Ogni volta che smetti di sperare di poter meritare e costruire un futuro d'amore, credere in te, desiderare, la tua autostima si fa sempre più piccola,  ed è forse il caso di ricostruire, rinforzare, rifocalizzare, riniziare a ...

Se non sai da dove cominciare, qualche incontro di counseling è un ottima idea.

Un ritorno nel respiro, nello spazio, nel centro di ognuno di noi.
Facciamo crescere l'amore dentro.


Il volersi bene si costruisce. Ma l’amore quello vero, no.
L’amore lo senti immediato, non ha tempo.

É dire “ti sento”.

Un contatto di pelle, un abbraccio, un bacio.
Mantenersi, il mio verbo preferito, tenersi per mano.
Ti può bastare per la vita intera, un attimo, un incontro.

Rinunciarvi è folle, sempre e comunque.


Erri De Luca



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