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Prendere il dolore coi versi



ci sei e non ti stacchi un attimo
sei arrivato, inopportuno e violento.
costante, di quella costanza che picchia in testa
richiedendo tutta la mia attenzione e il mio tempo.
dammi tregua.
ho tanto altro da fare, preparare, coordinare
lingue da mettere insieme
mentre prendi la mia e la contorci nel dolore.
notte e giorno.
appena apro gli occhi ci sei già.
ci sei ancora quando tento di chiuderli, stremata
dalle giornate che si rincorrono piene

e come se non bastasse ci sei tu
a pretendere che tutto ruoti intorno a te.
ad impedirmi le pause
a costringermi di farmi carico del tuo peso,
a chiedermi cosa c'è di sbagliato,
quali conseguenze porterai e se sei solo di passaggio
o finalmente toglierai presto il disturbo.
non chiedi scusa e permesso.
ma so e spero che, almeno tu,
non potrai durare per sempre.
vai, sparisci, dileguati
voglio sentirmi di nuovo libera,
di sorridere.

San Valentino col mal di denti.




Parafrasando nuovamente Shakespeare, quando ho un dolore fisico lo ascolto, cerco una risposta a cosa mi succede, come mai arriva proprio in quel punto, a dirmi cosa.

Quando è inutile cercare di non pensare (tutto ciò che inizia con un "non" è fallimentare), di respirare, di prendere medicine- che evito o dimentico- cerco di comprendere il messaggio.

Per approfondire  Metamedicina, ogni sintomo è un messaggio,di Claudia Rainville o Il grande dizionario della Metamedicina sempre di Claudia Rainville,  sulle cause psicosomatiche delle malattie e dei disturbi o malesseri, sulle domande che possono aiutarci a comprendere il messaggio che si manifesta attraverso il nostro corpo.

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