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Si può cambiare dopo gli anta?

E' bello ascoltare le domande che si fanno le persone, quelle domande che ti tengono distante da uno studio di non ben identificato consulente, perché da fuori sembra davvero complesso.



Oggi il quesito posto mi è parso estremamente interessante perché sembra che dopo una certa età (certa si fa per dire, è certa perché i documenti l'accertano così  ) tutto è nell'ormai.

ORMAI E' TARDI.

E' come arrendersi che certe cose non accadranno mai più, tipo innamorarsi, essere felici, conquistare o essere conquistati, sposarsi, prendere una laurea. CAMBIARE.

Metti la tua nell'elenco, e pensa a quanti anni pensavi così.

Io se non mi vergognassi scriverei che a 24 o 26 anni forse mi ero rassegnata al "dovermi" sposare sennò non mi avrebbe voluto più nessuno.
Quei modi di pensare che derivano da una mentalità e una mortalità neanche troppo distante nel tempo, dove le donne erano vecchie a 16 anni, poi a 20 e poi zitelle a vita.

Ora ci definiamo single, per scelta nostra o di altri a seconda dei momenti di disperazione, convinzione o felicità.

Ma comunque stavo dicendo.
Questa cosa che mi hanno consigliato in stile padrino buono e premuroso, ma sempre stile padrino che chissà che mi poteva succedere se lasciavo in questo blog la spiegazione della differenza tra counselor, psicologo, psicoterapeuta e psichiatra.
Che a volte pare che abbiamo cambiato tutti mestiere e facciamo i pm, ma non come lo facevo io che significa product manager, ma pm come pubblico ministero, pronti alle arringhe e alle carte in tribunale, alle virgole e alle interpretazione della legge.

Questa cosa non la dovevi dire...che in effetti vi sembra o no una scena del padrino?

Però poi così si lascia il campo a tanta altra gente che di parole sbagliate e palle sparate non si sa perché poi sta gente più spara in alto e più nessuno va da loro a dire  "compà questa cosa qui non sa da dire" soprattutto perché ve la siete inventata, aggiungerei io.

Così succede che chi ha bisogno continua a non capire niente, e aspettare che magari col tempo qualcosa cambia, ma il tempo così si perde, non si cambia.

Allora ecco voglio dire che i percorsi di crescita, di terapia, o di qualunque indirizzo scegliate non devono per forza essere tremendi, dolorosi, infiniti, pieni di lacrime a lungo ingoiate.

No. Si ride pure, si impara a ridere e sorridere e respirare e si incontra gente bella, e si scoprono cose nuove, l'ormai si trasforma in "magari l'avessi fatto prima" perché avrei goduto più a lungo.
Si impara a scoprirsi e a piacersi pure!

Le possibilità sono tante, basta prenderle. Non restare in casa, addentarle, provarle, masticarle, riprovare e sentire se il sapore fa per noi, e se così non è, cercarne un altro.

Perché fermarsi è come aver fame e smettere di mangiare perché la pizza non ci piace (ma chi è questo pazzo?), allora prova pure il tofu, dico io, anche se un dubbio che non stai bene ce lo avrei se al posto della pizza scegli il tofu.

Insomma, si, anche dopo gli "anta" si cambia.
Con il menu e il ristorante giusto, l'ambiente che vi si addice, addirittura c'è chi il ristorante ve lo porta a casa.
Non ci sono scuse, decidete di mangiare con gusto al tavolo della vostra vita!





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