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Cercasi Accettazione MostruosAmante

Ci sono giorni in cui ti trovi insopportabile, ti dai fastidio da solo, giorni in cui ti critichi senza tregua, in cui avresti bisogno di un incoraggiamento, e invece ti bastoni.


Non so come ti parli dentro, e se immagini o fai il verso a questa vocina acida, magari  stridula o estremamente melliflua.
Tutti noi lo facciamo, spesso ci parliamo dentro molto di più di quanto lo facciamo all'esterno.

Non sempre siamo buoni con noi stessi, almeno alcuni di noi.
Persecutori, esigenti, controllanti, petulanti, sfinenti.

C'è sempre una critica su qualcosa che avremmo dovuto fare e non abbiamo fatto, su qualche aspetto che abbiamo e non avremmo dovuto avere, su una spesa superflua, sull'essere lenti, frettolosi, non riflettere, riflettere troppo e così via.

Può diventare un abitudine pressante che, forse, può servire ad alcuni a spronarli a fare meglio.
Ma per tutti gli altri, sono colpi, bassi e continui, ingiusti e feroci, alla nostra autostima.

Quando siamo stanchi e le cose da fare si affollano, non facciamo neanche più caso alle volte in cui la nostra voce interiore si fa imperiosa e criticante.


Roy Martina, medico e psicologo, in "Chi siamo veramente"scrive:
"gran parte della nostra immagine viene determinata dalle informazioni che riceviamo da bambini.
 La qualità della nostra immagine nella nostra mente si basa sulla qualità delle immagini di noi stessi che esistono nelle menti dei nostri genitori e da come veniamo fisicamente trattati da loro.
[...]  A circa sedici anni ad una persona e' già stato detto mediamente 180.000 volte che cosa non sa fare, che cosa ha fatto in modo sbagliato e che cosa non deve fare. I vissuti possono portare ad avere un'immagine negativa di se', alterare la propria identita', il senso del proprio valore e l'autostima. L'immagine e' raccolta in ciò che pensiamo di noi, modifica il nostro atteggiamento verso la vita, influenza il nostro entusiasmo, la nostra creatività e anche le nostre possibilità di ottenere il meglio dalla vita".

Maestre, genitori: quando vi rivolgete ai bambini non chiamateli MAI stupidi, cattivi, o simili.
Fa male ed è crudele (è una Violenza verbale).

Colpendo l'identità e non un comportamento, come possiamo minimamente creare in un bambino la benché minima possibilità di cambiare?
Penserà di essere così, di essere condannato, di non poterci fare nulla, magari metterà in atto la sua cattiveria o se la rivolgerà contro.

Così abituati, con le parole che ci etichettano sbagliati, tendiamo a crederci e a dimenticare che sono per lo più atteggiamenti sbagliati.
Gli atteggiamenti non siamo noi. Gli atteggiamenti si possono cambiare, se lo desideriamo.
Si possono comprendere, accettare, migliorare.
Rendersi conto che ci sono atteggiamenti sbagliati in alcuni contesti ma non sbagliati in assoluto. Rendersi conto che alcuni atteggiamenti fanno male a noi, prima ancora che all'altro, rendersi conto di quando sono nati e a cosa sono serviti.

Robert Bly nel suo "Piccolo libro dell'ombra" afferma che ogni parte della nostra personalità che non amiamo ci diventa ostile.
Più parti rifiutiamo, più ci sentiamo svuotati di energia.

Consiglia molti modi per riportare alla luce ciò che abbiamo respinto, onorare le parti di noi, recuperare le parti perdute, e con esse, energia ed umorismo.
Suggerisce di far ricorso al gioco, alla poesia, al dialogo, alla pittura.

Senza neanche rendermene conto, è proprio quello che ho iniziato a fare alcuni mesi fa.
Ho portato fuori di me i giudizi su di me, usando un  piccolo giocattolo, che alcuni di voi conoscono con il nome di mostrino o anche nerdino.

Mi sono accorta velocemente, nel dare la colpa fuori, e di quanto spesso lo facessi senza accorgermi.
Di quanto spesso puntassi il dito verso le mie debolezze, togliendomi la forza e la voglia di fare altro.

Se il discorso interiore è: "sei sempre il solito/a" stiamo già emettendo una condanna o previsione circa gli eventi futuri.
Perciò meglio smettere anche solo di tentare. Ti suona?

Mi sono accorta che il mostrino - qualunque sia il tuo, è sempre con noi, in agguato.
Il mostrino tuo ad esempio può essere una parte dolce, molto femminile o molto maschile.
Non è qualcosa universalmente inaccettabile, è qualcosa che non accetti tu.
Beh, il perché lasciamolo stare, è tra le righe, neanche tanto nascosto.

Mostrino mio, o principessa tua, brava bambina, robottino, soldatino, mammoletta, ranocchia.

Atteggiamento rigido, altezzoso, ossequioso, formale, discinto, vestiti rosa,  risata finta, acido, poco gentile, aggressivo, svalutante,  etc etc  dipende da com'è insomma questa parte che abbiamo rifiutato e preso noi stessi a calci il più possibile.

In questo modo facciamo fatica a tenere lontane queste modalità, e perdiamo anche l'opportunità di farle semplicemente vivere quando potrebbero.

Un vestito da sera non è adatto alla scuola ma per una festa si.
Essere aggressivi e sapersi difendere serve eccome in certe situazioni, e all'opposto continuare con il sorriso finto ed ossequioso potrebbe essere una modalità errata nello stesso contesto.

Ma, per quanto cerchi di ignorare fino a dimenticare parti di te, da qualche parte salterà fuori.

“Unexpressed emotions will never die. They are buried alive and they will come forth, later, in uglier ways.” Sigmund Freud
"Le Emozioni inespresse non muoiono mai. Sono sepolte vive e verranno fuori, più tardi, in modo peggiore. "


Potremmo vederle solo negli altri, solo bbbbuoni  noi, solo gli altri Kattivi con la k.
Riacquistare più parti ci fa più forti, più veri, più tondi, più efficaci, più competenti, più consapevoli, più accettanti, dove accettazione vuol dire non essere in lotta con se stessi ed i propri sentimenti.

Il gioco con mostrino mi ha dato modo di spostare la critica da dentro a fuori, di conoscere e perdonare, accettare di essere (anche ma non solo) una nerd, una secchiona con gli occhiali.

Se ti va fare lo stesso, recuperare parti di te, ascoltare le voci critiche e modificare  in modalità ludica la critica, il rifiuto, la svalutazione, e riprenderti energia la data è Sabato 27 Settembre.



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p.s. il titolo "mostruosAmante" è un refuso, me ne sono accorta dopo la pubblicazione, ma ci sta benissimo.

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