Iscriviti ai Feed C4U su Facebook Seguimi su Twitter Seguimi su Istagram Scrivimi Skype Linkedin

Pagine

Dare un limite al dolore

Qual è il vostro modo per superare i momenti bui, quelli dove l'uscita non si vede proprio?
Cosa fare in quei minuti assurdi in cui il pensiero di farla finita arriva?


Nel post precedente vi ho lasciato con questa domanda.

Molte risposte, chi guarda i bambini, chi ascolta gli altri ridere.

L'evento che ha generato il mio scriverci sopra è stata però una mamma di 47 anni e 4 figli.
Ovvero quasi la mia età, e lo stesso numero di figli che ha avuto mia madre.

I pensieri sono andati a mille, le testimonianze sono arrivate pure da figli di genitori che hanno fatto questa scelta.
Testimonianze molto personali, di chi ci ha provato ed è contento di non esserci riuscito, di chi ha camminato un buon pezzo della vita cercando di trovare risposte, gioia, motivi e mezzi per cambiare quel dolore interno.
Lo so che è poco "cool" occuparsene, ma far finta che va sempre tutto bene che senso ha se poi nessuno è felice.

Primo punto:
Quanto spesso siamo spaventati che i periodi belli e "fortunati" possano finire, increduli che stia finalmente andando tutto bene, che le cose belle stiano accadendo proprio a noi.

Eppure il pensiero speculare nei pensieri bui, non c'è.
Siamo spaventati che la fortuna possa finire, ma non che possa accadere con il periodo nero.
Il buio è totalizzante, di passato, presente e futuro.
Forse pensiamo di non essere in grado di farcela, ci sentiamo piccoli e soli.

Allora ho scelto questa proposta, e ringrazio di cuore G. per averla inviata.

Darsi un limite temporale per il dolore. 
Io provo sempre a stabilire il tempo in cui posso permettermi di farmi travolgere dalle sofferenze che in quel momento sto patendo. 
Tipo in una situazione di emergenza mi concedo qualche secondo. 
Dopo un abbandono qualche giorno (72 ore di solito). 
Passato questo tempo so due cose: che sono sopravvissuta e che il tempo di non fare nulla perché ero impegnata a soffrire è finito. 
Quindi rimane solo da rimettersi in sesto (o agire). 
In quel lasso di tempo so che posso non fare altro che sentire quello che provo, senza sensi di colpa, perché poi so che arriva il momento di smettere. Può servire?

Vi lascio con una nuova domanda.
Può servire?
Spero di sì.


ps.Anche questa mi sembra una risposta.Nessuno è necessario, ognuno è indispensabile.

Nessun commento :