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L'apparenza inganna

Giorni interi a cercare di fermare il pensiero che va da solo, e conta quanti ne conoscevo.
Quante vite perdute, con un salto o uno strumento diverso con lo stesso effetto.


Domande che non finiscono mai perché mai avranno risposta.
Giudizi, condanne e assoluzioni affollano i profili facebook di chi ha fatto questa "scelta", finale, ma pur sempre scelta.

Le statistiche dicono che sono più gli uomini, e infatti, io solo uomini conoscevo che hanno scelto così.

Nascosti da un sorriso che sfoggiano all'esterno e lasciano tutti a interrogarsi come è possibile, proprio lui, che sorrideva sempre.
Allegro e SOLARE.

Dove c'è molta luce, l'ombra è più nera diceva Goethe.

Possiamo, potevamo fare, intuire, fermare?

Gli anni passano e le domande restano le stesse, come un disco incantato, fermo a quei momenti che abbiamo continuato ad immaginare così tante volte.
Che io continuo ancora adesso ad immaginare.

Mi ferisce questa pubblicità perché sembra ammiccare su quell'assurdo vuoto che scava dentro e porta a scelte di distruzione.




E se nel filmato, al 50" cambia il finale, l'abisso si apre solo per una dipendenza diversa, relazioni effimere e il gioco.

Lo trovo di una tristezza infinita.
Una donna che scopre di poter finalmente scegliere di essere se stessa, questa è la sua vita e cosa ne fa?
Sceglie di giocare. Che non è affatto un gioco.
Libertà di giocare, così finisce il video.

Usiamola meglio, la nostra libertà.
La libertà significa responsabilità: ecco perché molti la temono. G.B.Shaw

numero verde 800.921.121 www.giocaresponsabile.it per aiutare chi è dipendente dal gioco
(qui un articolo sulle giochi di ruolo e dipendenze patologiche)

numero verde prevenzione suicidio 800.507.717