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Una luce che splende

In un giorno così', che non importa gli anni che son passati ma il dolore ti viene a cercare e riallarga il buco profondo del cuore, come cerchi di acqua dove il sasso è appena stato gettato.


Quei cerchi si allargano pensando e sentendo dentro tutte le altre perdite, e gli addii, facendomi chiedere quante il cuore, il mio, può sopportarne ancora.
Sono giornate che accetto, tanto ribellarsi è inutile, cercare di contrastare le onde che i cerchi dell'acqua vanno a creare.

Il vento fuori è forte e prepotente urla ed entra dentro come il freddo improvviso di questi giorni, colonna sonora naturale per un momento così, che ti viene voglia di chiuderti in casa ed aspettare che passi.

Ma.
Ci sono due uomini con la loro arte si prendono cura di me in ogni momento in cui serve.
Mi basta premere un tasto e sentirne la profondità nella voce di uno o in un libro dei tanti dell'altro.
Allora sono uscita di casa e da me e sono andata ad ascoltarli, proprio loro due insieme, nel mio vecchio quartiere, coperta da sciarpa e cappello.

Mi sono messa lì, in ascolto e mi son lasciata portare,  massaggiare dalle loro voci, dalle storie antiche e così vicine, e la vita a Torino e a Napoli e di essere nuovi in terra straniera.

Carezzata dalle parole dei saggi, dalle note e da voci profonde e sicure.
Dai valori fondatori di questa gente che siamo noi, tra il nero e la pece e lo sconforto del brutto del traditore c'è chi accoglie.
Chi pensa che una mano che stringe può ancora essere una promessa vera.

La notte non è finita, torno a casa e vedo un bagliore tanto forte e mi chiedo: ma cos'è quella pubblicità messa proprio lì, così luminosa e prepotente?
Era la luna, perfetta e vicina e abbagliante.

C'è sempre una luce che splende a volerla vedere.








Incontro con Gian Maria Testa ed Erri De Luca, 18/4/2014

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