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Imparare dal passato

In America anche fare gli auguri può essere un gesto sgarbato.
Sembrano tutti appartenere ad una diversa religione dalla mia, ed ognuno la professa a modo suo.
Solo il lunedì delle ceneri mi accorgo che ce ne sono tanti, che mostrano - senza nasconderla- la croce in fronte  e per tutto il giorno ho un
informazione in più di chi mi scorre accanto per strada.
Mi sento, per un giorno soltanto, meno diversa, e più parte, mentre conigli spuntano in ogni giardino.

La Pasqua continua ad essere anche oggi un tempo di riflessione.
Forse vuol dire solo speranza nella resurrezione, nel rincontrare le persone perdute, nel poterci di nuovo parlare.
Forse vuol dire "mi sono fatto uomo" perché tu sapessi cos'è il tradimento degli amici, perché sapessi che il popolo sceglie Barabba, un ladro, preferendolo proprio a te.

Perciò è speranza da un lato e rassegnazione dall'altro: è così e sempre sarà.
Sarai tradito e dopo risorgerai.
Tu, uomo, simile a me, creato, come me, della stessa sostanza del padre.

La Pasqua riapre tutte le ferite ma a volte mi sembra che quella pietra tombale resti chiusa,  troppo pesante di insulti e tradimenti.
Di ingiustizie e finanche di genitori che guardano senza intervenire.
Metterci una pietra sopra poi toglierla.

Avremmo imparato lo stesso. Anzi, non abbiamo imparato ancora.




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