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La crescita continua nel counseling


Ci bagniamo in acque tempestose, fredde, con fondali corallini o melmosi.

Voler essere -ed uso la parola essere e non fare - counselor è questo.



Dobbiamo bagnarci noi per primi ed accanto.
Continuare a scendere in acqua e nuotare.
Provare a riposarsi sul dorso, andare controcorrente, farsi trasportare da essa.

Prendere il sole sui massi del torrente.
Scivolarci sopra incerti, a tratti correrci sopra sicuri.

Il lavoro parte da noi stessi, e continua anche quando il cliente decide che basta.

Non è un intermittenza.
E' una disponibilità continua.
Un apertura senza chiusura.
Si può solo seguire il ritmo del respiro, prendi e dai, prendi e dai.

Non puoi prendere senza dare.
Non puoi pretendere di far fare le cose senza farle tu per primo.
Senza sapere cosa vuol dire scivolare e farsi male, provare a prendere la mano di qualcuno che tende e non sai come saprà tenerla.


Per imparare ad aiutare, devi farti aiutare per primo.

Un counselor non può dire "ho finito".


Paola Bonavolontà


Non si può guarire il mondo senza guarire se stessi prima.
Elisabeth Kubler-Ross, The Wheel of Life: A Memoir of Living and Dying

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