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Paola péttinati

Oggi ho pubblicato questa immagine sulla pagina FB.





Fiò commenta: ma non è sbagliato?




Io: in breve è acquisire un altro punto di osservazione- che non vuol dire affatto giudizio o critica. Ma vedere ciò che è chiaro ad altri ma che tu non vedi.
Come uno specchio se sei spettinata tu non lo vedi se non per riflessione.

Fiò: C'è il rischio però di incappare in specchi "cattivi"che ci vedono spettinati anche quando non lo siamo...

Quanta verità Fiò.
Questo è il motivo per cui nel counseling si usa il feedback fenomenologico, uno strumento fantastico per insegnanti, genitori, manager, amici, parenti.
Se le persone sapessero usarlo, ci faremmo tutti meno male.


Acquisiremmo nuovi punti di vista, per conoscere la parte di noi che nella finestra di Johari viene chiamata IO cieco, ovvero molto visibile agli altri, poco o affatto visibile a noi stessi.
Non solo per chi riceve il feedback, ma anche per chi lo da.

Allo stesso tempo ridurremo il rischio di specchi cattivi, specchi che su di noi proiettano ciò che non accettano di sé, che forse esiste anche in noi, o forse è solo una loro proiezione (si chiama così proprio uno dei più famosi meccanismi di difesa di cui parla Freud).


Ridurremmo pure quelle ingerenze ostili che non hanno nulla di assertivo,
di quelle persone che si credono perfette e credono indispensabile imporre i loro non amorevoli consigli non richiesti.

Il titolo del post, dite?
I miei capelli sono ribelli ed io li lascio ribellare.
Così é anche se non piace.
Ognuno può avere le sue idee, esprimere a voce o con il rancore, il silenzio, l'assenza i suoi feedback che comunque ci sono sempre.
Il modo e la costanza con cui vengono espressi contano.
Specie quando vi accanite a negare la persona,  e non il suo comportamento, abbigliamento etc.


Nessuno mi pettina bene come il vento - Alda Merini





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