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Percorso di conoscenza

“Non c’è altro da vedere", sapeva che non era vero.
Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era.”

Jose Saramago, Viaggio in Portogallo.







Tanti viaggi ancora non ho fatto e tanti luoghi ho già visto.
Eppure mi riempie di meraviglia sempre nuova camminare tra i grattaceli a New York col naso in su, o raggiungere Capo Posillipo dove c'è la casa in cui sono nata.
So com'è, eppure ogni volta è un rincontro pieno di incanto e di felicità. Di gioia.

Non è così anche con noi stessi?
Di solito no. Siamo piuttosto in lotta dentro.

Quando accetteremo il nostro mutare, senza trattenere, senza irrigidire, potremo sentire la carezza del fluire.
Osservando, accogliendo con naturalezza come ombre che al sorgere del sole sono più lunghe.

Solo l'essere sempre uguali a noi stessi. Solo il ripetere fisso, granitico di comportamenti che ci fanno male e fanno male agli altri, che ci impediscono di amare o di accettare amore, sono quelli che devono preoccuparci e sollecitare il nostro desiderio di impegno al cambiamento.

Incontriamoci con amore e curiosità.
Conosciamoci davvero, accarezziamoci, con un percorso di consapevolezza.

Perdiamo tempo infinito a chattare con gli altri, a sfuggirci, a giocare fuori, mentre sapere cosa noi abbiamo nel cuore ci lascia indifferenti, o spaventati, o arrabbiati, come se quel viaggio riguardasse qualcun altro e non è invece il nostro unico, preziosissimo percorso qui in terra.

Paola Bonavolontà


Non essere in guerra con te stesso: così… tutto diventa possibile, non solo camminare su una fune, ma anche volare.
Hermann Hesse, Imagination.

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