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Italia paese delle torture inutili

Non so se vi è mai capitato, spero di no.
Lo scorso anno vado a fare un controllo.
Di quelli che fanno male, e lo sai anche prima di andare.
Ti prepari, e speri  passi in fretta.

Poi tutto comincia ad andare storto, la solita dottoressa che si occupa di me da anni, ha avuto un problema, per via di una sparatoria!! sul percorso dell'ospedale.
Hanno fretta di fare l'esame, serve la macchina per la revisione.
Ho solo due scelte: rinunciare o "fidarmi" di un altra dottoressa dai modi gentili e garbati.

Mi fido, ma lei dimentica di confrontare i dati del precedente esame, e dunque non sa bene dove guardare.
L'esame, che già di per se, fa male, si rivela estremamente doloroso.
Iniziano a sviluppare i risultati, e mi guardano con quella faccia preoccupata di chi deve darti una cattiva notizia e non sa come fare.

Respiro profondo. Sono sotto controllo da sempre, non ci sono familiari con la malattia, la mia parte razionale cerca di restare fredda.
Ma il mio corpo urla quando è chiaro che devo sottopormi di nuovo alla tortura.
A pochi minuti dal primo esame, di nuovo raggi e seno schiacciato a sinistra a destra, sopra sotto, di lato, un pò di più respira forte.

Un attimo solo ed è finita mi promettono.
Ma quell'attimo è una fitta intensa e quasi insopportabile, un secondo in più e svengo.
La tortura non è finita e devo aspettare di nuovo il responso, ed ho paura.

Penso alle persone giovani che ho conosciuto e se ne sono andate per questo, che hanno lottato e sembravano avercela fatta, solo per qualche anno prima di scoprire che non era vero.
E penso in fretta, a quanti anni ho, e cosa vorrei ancora fare.
La mia counselor è arrivata accanto a me, dopo aver saputo che il primo esame era andato male.
Per fortuna, il primo esame era sbagliato.
Ricomincio a respirare dopo più di un ora in apnea e pensieri neri.
E' passato un anno da allora, tra un pò dovrò di nuovo sottopormi a quella tortura a cui noi donne dobbiamo sottoporci per assicurarci di avere qualche possibilità in più di salvarci.
Mi chiedo: ma com'è possibile che si debba sottoporsi a questo strazio qui, che non si sono inventati qualcosa di meglio, che poi dopo l'esame, comunque non sei al sicuro, devi fare anche l'eco.
Ho da ringraziare solo di riuscirmelo a pagare, ma non sono contenta no, di dovermi spogliare, sentire freddo paura dolore.

Allora scopro che c'era si, qualcuno che si era inventato una macchina come solo nei miei sogni.
Non solo nei miei, non solo per le donne, ma anche per gli uomini, per una serie di esami che fanno male, sono invasivi, mortificanti, invadenti, costosi, e spesso, non affidabili.
Danno quei risultati falsi positivi che muori per la paura, e poi rifletti che il tuo potrebbe anche essere un falso negativo.
Invece quest'uomo qui si è inventato un semplice tubo di 30 centimetri che permette di scoprire i tumori non appena cominciano a formarsi.
Una sonda elettromagnetica che vede qualsiasi infiammazione dei tessuti.
L' esame dura solo 2-3 minuti, non è invasivo, non provoca dolore o disagi al paziente, e fornisce immediatamente la risposta.
Un test innocuo, ripetibile all’infinito e senza togliersi i vestiti, che ha una precisione diagnostica minima del 70% ma, se eseguito da mani esperte, può arrivare anche al 100% di attendibilità.


Io spero tanto che Clarbruno Vedruccio non venga più fermato, e la sua scoperta, che renderà obsoleti centinaia di strumenti, molto più costosi, e molto più dolorosi e invasivi per gli umani, sarà presto disponibile affinchè più nessuno e mai più debba sottoporsi a strazi inutili per restare in salute.

Il 17/10/2012 è stato firmato l'accordo per la produzione e la commercializzazione del nuovo Bioscanner con la Tema Sinergie, azienda leader del settore biomedicale di Faenza - Ravenna (http://www.temasinergie.it).



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