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Il cliente di un counselor chi é?

A volte mi chiedono chi viene da me, cosa ha dimenticato di sé.

Poi ci sono le teorie, le scuole, gli obiettivi e i confini con le altre professioni, quelle che parlano di pazienti e di patologia.


E tra le due ci sono io, la mia etica e la mia esperienza, di professionista e di persona, che mi rende sicura nel poter fare veramente tantissimo senza sconfinare.

Perché in ognuno di noi ci sono segreti che fanno male, giudizi ricevuti quando avevamo bisogno solo di essere ascoltati ed accolti, errori che non perdoniamo a noi stessi o ad altri.

Amori finiti, bambini arrivati nella nostra vita e poi violentemente usciti, bambini mai arrivati e bambini arrivati non desiderati.

Desideri inappagati, obiettivi da realizzare ma dai quali ci teniamo comunque distanti, per paura di fallire. Per paura di non essere in grado di raggiungerli, non ci proviamo neanche.
Persone sbagliate che scegliamo perché non abbiamo nulla da perdere, persone giuste che non avviciniamo per la paura di essere rifiutati.

Sesso facile che di facile non ha nulla e non lascia nulla se non un senso di vuoto ed amaro.
Subìto e non scelto, perché pensiamo si debba fare per dimostrare, perché l'altro se lo aspetta, perché ormai abbiamo cominciato e non possiamo tirarci indietro.
Rinunciando a poter desiderare anche una storia d'amore, di poterci sperare.


Ci sono giornate in cui quello che ascolto è solo un mare di dolore.
Nessuna patologia in vista.
Ma la ricerca di un porto sicuro dove approdare, di una barca sulla quale remare insieme mentre passa la tempesta.
Di trovarsi finalmente in due a poter fare uscire le parole, a raccontarle ad un altro, testimone di quelle onde, alte e fredde.

Di sapere, di sperare, di poter dire senza aggiungere al dolore altro dolore, quello della condanna, già troppo avuta da sé e dagli altri in passato, come sale dentro ferite aperte.





Date parole al dolore: il dolore che non parla
bisbiglia al cuore sovraccarico
e gli ordina di spezzarsi.
dal Macbeth
W. Shakespeare

4 commenti :

Anonimo ha detto...

questo post mi ha fatto piangere...mi ci sono riconosciuta come cliente e come counselor....
ti abbraccio, Paolè.
angie

Energia Creativa ha detto...

A volte fa bene anche riconoscersi e piangere. Di commozione e non più dolore..un abbraccio a te

monica ha detto...

....E allora...counselor in ogni scuola....convenzionati co ssn xche per tanti di questi tempi un aiuto cosi' prezioso e' negato x colpa del"dio soldo"

Energia Creativa ha detto...

Monica

il denaro non è l'unico motivo.

ci sono anche tantissime resistenze. a volte i servizi esistono, molti di noi sono impegnati nel volontariato, ma ci sono tanti genitori che non ne vedono né il bisogno né l'opportunità.

Grazie per essere passata di qua