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Fasi del ciclo della coppia

Quando la prima volta ho saputo che esistono delle fasi nella vita dei gruppi per me è stato illuminante e di grande aiuto.
Avevo degli strumenti da poter usare, per attraversare e superare le difficoltà.

Così è successo quando anni dopo ho incontrato anche le fasi nella vita della coppia.
A molti piace l'innamoramento, ma come gestiamo il dopo?



Sapere che anche la coppia ha un ciclo vitale, consente di attraversare le fasi con minore pena, e preoccupazione, sapendo che il cambiamento è "fisiologico" e che ci sono azioni che possiamo intraprendere per consolidare il rapporto.

Sapere com'è questo ciclo e se esistono per noi delle ripetizioni nella nostra storia personale, ci consente di  farci aiutare a passare tra queste fasi, diventare autonomi senza sentirci soli, costruire sul rapporto senza pretendere che l'altro si faccia carico di noi.
Che risolva tutte le insicurezze, che ci aspetti a casa senza avere interessi e spazi.
Ci aiuta a rispettare anzi gli spazi nostri e dell'altro, perché se l'amore è un fuoco, senza aria si spegne.
Se vogliamo che l'amore duri, ne dobbiamo aver rispetto, dargli luce e spazio, senza restare abbagliati da quella luce e senza sentirci vuoti di significato quando quell'amore non c'è.

Il brano successivo è tratto da  Essere Insieme Terapia integrata della coppia amorosa di
Edoardo Giusti, Anna Pitrone pg 30-31.


Il ciclo di vita della coppia si basa sul concetto di ciclo di autonomia e di separazione-individuazione della Mahler, e va dalla dipendenza alla controdipendenza, quindi passando per l'indipendenza raggiunge infine l' interdipendenza.

In ognuna di queste stazioni per raggiungere l'autonomia la coppia vive esperienze emozionali particolari.
 1. Nella prima fase della dipendenza, la coppia vive un delirio passionale o simbiosi, durante il quale l'idealizzazione del partner è estrema, si pensa a lui come l'anima gemella e l'oggetto che soddisfa ogni proprio desiderio.

Si è molto egoisti rispetto ai propri bisogni che hanno la precedenza sul resto e che, comunque, sembrano essere totalmente appagati dall'altro.

Questa prima fase che dura circa 2 anni, si interrompe per favorire il passaggio alla successiva con i primi conflitti legati all'ambiguità e alla ricerca della differenziazione; si manifestano le prime crisi d'ansia, utili, appunto, per lo scioglimento della simbiosi.

2. La fase successiva corrisponde al periodo della contro-dipendenza e si caratterizza per il desiderio di differenziazione; è il periodo della disillusione, della sofferenza dovuta alla scissione tra l'ideale e il reale, nascono i primi sintomi di incompatibilità, si comincia a pensare alla necessità di creare una giusta distanza.
Si manifestano crisi depressive legate ad una difficoltà di gestione della rabbia nata proprio dalla scoperta dell'altro diverso.
Il conflitto in questo periodo è centrale e fisiologico anche in funzione di un apprendimento delle regole del conflitto.
Una buona elaborazione di questa fase permette il passaggio alla fase successiva.

3. L'indipendenza corrisponde alla terza fase e si caratterizza per un periodo di sperimentazione, la coppia sente l'esigenza di uscire dal nucleo a due e di esplorare l'esterno.
È forse il periodo più problematico e pressante dal punto di vista conflittuale, si presentano litigi anaffettivi, ognuno cerca di andare per la propria strada, si presentano crisi emozionali legate all'alternarsi di rimpianti e di speranze.

È la fase più a rischio di rottura anche perché corrisponde al periodo in cui avvengono i tradimenti. In questa fase c'è però anche molta voglia di approfondire la conoscenza della coppia, si propende più per il mantenimento dell'unione che per la separazione.

4. L' ultima fase dell'interdipendenza si basa sull'accettazione dell'
integrazione di un legame imperfetto, i partner giungendo alla consapevolezza
che l'altro può essere imperfetto, che la scelta del partner indubbiamente collegata a modelli di attaccamento appresi nel tempo.



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