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Dislessia? ce la posso fare

Una fatica enorme, ma ce la faccio.
Il mio motto è: massimo impegno con minimo risultato.
Specie su cose che per altri sono scontate, ma la sensazione a volte mi resta addosso.

Da fuori non si concepisce la difficoltà che posso avere in semplici azioni come ricopiare addizionare, moltiplicare.
Ma ci sono state situazioni in cui, a distanza di anni, mi sono chiesta perché.
Perché noi dislessici dobbiamo essere valutati come tutti gli altri, con test che per un matematico sono un gioco e per noi un incubo.
Una volta ero già stanca, il mio colloquio durava da alcune ore, e mi misero avanti delle schede rosa, ricordo, non finivano mai.
Cerchi aperti, chiusi, a spicchi.
Triangoli, coni, numeri che dovevano per qualche ragione fare coppia!
Ma per me i legami erano incomprensibili.
Dopo aver fatto uno, due, dieci esercizi, non ne potevo più.
La mia mente non sapeva dove prendere quelle soluzioni, mi stava portando via tanto tempo e fatica, e mettere un segno a caso aveva uguali probabilita' di trovare dentro di me la risposta giusta.

Oggi quando cerco di spiegare cosa significa per me la discalculia é che ho una stanza nella mia casa, ma spesso non so dov'é l' ingresso. O la porta, o la maniglia. E' una stanza che esiste nella mia casa, ma non posso entrarci
Se qualcuno cerca di aiutarmi dicendo  più a destra o poi a sinistra, anche le semplici direzioni richiedono ad alcuni di noi dislessici attenzione e riflessione.

la dislessia non è causata da un deficit intellettivo, psicologico, sensoriale o neurologico né da problemi ambientali.
Ogni dislessico è diverso dall’altro perché la dislessia non è un’entità monolitica. Essa si presenta come un complesso di caratteristiche che ogni dislessico condivide in misura più o meno estesa
errori caratteristici come l’inversione di lettere e di numeri (ad es. 21 e 12) e la sostituzione di lettere (m/n; v/f; b/d). A volte non riesce ad imparare le tabelline e alcune informazioni in sequenza come le lettere dell’alfabeto, i giorni della settimana, i mesi dell’anno. Può fare confusione per quanto riguarda i rapporti spaziali e temporali (destra/sinistra; ieri/domani; mesi e giorni) e può avere difficoltà ad esprimere verbalmente ciò che pensa. In alcuni casi sono presenti anche difficoltà in alcune abilità motorie (ad esempio allacciarsi le scarpe), nel calcolo, nella capacità di attenzione e di concentrazione. Spesso questi bambini finiscono con l’avere problemi psicologici, ma questa è una conseguenza, accentuata dalle reazioni dell’ambiente familiare alla problematica, non la causa della dislessia. .Fonte ed approfondimenti


C'è la tendenza a prenderci in giro, a credere che siamo un pò tonti. Forse per quello ci intestardiamo di più e ci impegnamo per non far trasparire, controllare il lavoro mille volte per eliminare gli errori.

Dopo aver letto questa lista, nessun dubbio che i dislessici, disgafici o discalculi, ce la possano fare, e alla grande.

Leonardo da Vinci
Walt Disney
Albert Einstein
Napoleone Bonaparte
Galileo Galilei
Pablo Picasso
Winston Churchill (primo ministro del Regno Unito)
Henry Ford (imprenditore)
Isaac Newton (fisico)
Alexander Graham Bell (fisico)
Carlo Magno (imperatore del Sacro Romano Impero)
William Butler Yeats (poeta)
Nelson Rockfeller (imprenditore)

I presidenti degli Stati Uniti George Washington, Woodrow Wilson e John F. Kennedy

Gli attori Tom Cruise, Keira Knightley, Patrick Dempsey- uno degli attori più pagati  in Grey's Anatomy, Anthony Hopkins- famoso per l' interpretazione di Hannibal Lecter, Orlando Bloom.

Il regista di Pulp Fiction, Quentin Tarantino.


scarica qui la guida sulla dislessia

3 commenti :

Monik ha detto...

Condivido questo bel post!
Uno degli alunni dislessici che meglio ricordo era un ragazzino simpaticissimo, molto sveglio e con un'intelligenza e una curiosità eccezionali...ma una scrittura terrificante!Purtroppo, alle elementari non avevano compreso la problematica e per lui è stato un inferno, nella scuola media dove mi sono trovata ad insegnare, invece, erano molto preparati su questi casi e il ragazzino in questione viaggiava alla grande!
Una cosa che trovo spiacevole, però, è quando capita di vedere che la diagnosi di dislessia viene concessa con estrema facilità e, in questo caso, viene presentata come se fosse un lasciapassare per la promozione.

Energia Creativa ha detto...

Monik
Grazie x questa tua testimonianza.
Ora magari qualcosa sta cambiando, ma di fatto in tutti i concorsi o prove simili, se non sono previste prove orali a supporto, o cmq solo dopo gli scritti, buone probabilita' sono di restare esclusi. Amaro.

Monik ha detto...

Amaro sì.
comunque, da ignorante, credevo che, se ben seguiti da piccoli, la dislessia da adulti diciamo scompariva.
In ogni caso, è vero che non siamo una società attenta alla persona.