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Erri

Sono qui con l’emozione che si prova davanti ai grandi saggi, ai grandi maestri.
Ai grandi amori.
Come d’abitudine mi racconta una storia, la mia storia prima di me.
Quella della mia città, vuota sopra il tufo, come il muro che ricordo mentre da piccola salivo le scale infinite nella casa di Posillipo.
Racconta una storia che mi appartiene, e di cui ho sentito in parte dai miei genitori.

La guerra, i tedeschi, il nascondersi e il vivere di niente. Il morire con facilità.

Lui mi fornisce particolari nuovi, i suoi occhi sono sinceri e profondi e mi trasmettono un unione come di sangue.
Il sangue di Napoli. Quell’accento in cui lui, come io stessa, ogni tanto cadiamo.

Ho le lacrime agli occhi al suo racconto, nell’ascoltare le sue parole.
Come quando le bevo dalle sue pagine.
Davanti a me Erri. Le sue mani tengono il mio libro e scrivono il mio nome accanto al suo.

Il racconto di stasera inizia proprio di qua, dal libro che gli ho portato.
L’avevo scelto per la presenza di quel “mantenere” che solo lui è riuscito a spiegare con le sue parole il cuore mio in quel verbo.
Ma poi Erri ha cominciato da un'altra parte di quel libro là, dal concetto di giustizia di noi quando eravamo bimbi.
Incontra i miei battiti Erri, i suoni che ho dentro e le storie dalle quali discendo.
Resterei ad ascoltarlo ancora di giorno e di notte e di giorno ancora, ma il sole cala ed è ora di salutare quegli occhi e di poter ritrovare le sue parole di nuovo raccontate dalle pagine di un libro.
Fatto di alberi che sanno galleggiare.

2 commenti :

Anonimo ha detto...

wow che invidia il libro firmaro da Erri! ;)))
Federica

Energia Creativa ha detto...

Federica
che invidia l'altra Paola, la donna sua!!
:-)