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Cos'é un esperienziale

Persone strane sedute in circolo su sedie scomode in posti senza colore, ripetono in coro con poco entusiasmo e convinzione il nome del nuovo arrivato "ciao nuovo".

Queste riprese cinematografiche costituiscono il nostro immaginario su cosa siano questi gruppo che hanno qualcosa a che fare con la crescita, il recupero o la condivisione.

Abbiamo visto illuminati svampati come una lampadina, giovani rampanti urlatori  anche quando forniti di microfono e esosissimi corsi che promettono successi strasicuri stratosferici strarapidi in ogni campo.

Non sorprende che le persone si ritrovino confuse, scettiche, spaventate e deluse da quello che hanno visto e magari assaggiato qui e lì.

La ritrosia a volte cede il passo al desiderio di nuovo, di provare.
Alla necessità di trovare un luogo dove poter essere ciò che si è senza maschere da supereroi.
Dal riposarsi e farsi condurre con fiducia, abbandonarsi un po', lasciare il peso e respirare.
Come in un luogo sicuro dopo tanto correre e fuggire, stare attenti a tutto e tutti.
Un porto senza acque agitate.

Perciò è essenziale che quando chiunque decida di affidarsi, possa incontrare le persone giuste, competenti, empatiche e consapevoli, preparate e con esperienza.

Allora come si fa chi comincia?

Come in barca, prima si va con altre persone, che lo fanno da più tempo,  che sanno salpare, gettare l'ancora e recuperarla anche quando s'incaglia, che conoscono i venti, poi si esce con una piccola barchetta, di fronte al porto per imparare le manovre in sicurezza, ma il mare aperto o una traversata la fareste mai con chi è appena uscito da una scuola, o da un corso  di un weekend ?
Avere fiducia nelle proprie capacità è bellissimo, ma non ceca e soprattutto responsabile.


In nessun campo si esce dall'università e ti danno le chiavi della fabbrichetta in mano, a meno di essere figli di casta.
Di solito si parte dalla gavetta.
Se ne fa tanta, non importa quanto pensi di aver studiato.
Serve l'esperienza.
E non si può pensare di far fare esperienza ad altri quando non si è disposti a farla in prima persona.

Anche nella formazione aziendale succede lo stesso: se l'azienda si affida a incompetenti, il personale subisce la formazione, non la considera un opportunità ma un imposizione, una perdita di tempo, dalla quale si esce come si è entrati. In quell'azienda non si farà più formazione.

Così quando sono in aula é una gioia vedere occhi che si illuminano, visi attenti e contenti, perché iniziano a gustarsi la giornata, a sentire che c'è un guadagno anche per loro, che si porteranno a casa un bottino insperato.

Perché, quando si ha la fortuna e la capacità di scegliere i professionisti giusti, i corsi, percorsi e scuole da fare, la ricompensa è tanta.

A seconda del punto di partenza, e dell'obiettivo della formazione, si lascia un pò di peso e si riprende nuove competenze, autostima e fiducia.
Impariamo a trattarci più amorevolmente, ad allontanarci non da chi possiamo amare riamati, ma da chi ci fa male.




Ci accorgiamo di essere co- responsabili nelle nostre relazioni.
Se ci scegliamo la falsità di persone che si esprimono solo a bacetti fatti con una tastiera di pc, o ci facciamo ferire da altri che passano la domenica a coltivare il cavolo su FB, o pensiamo di essere veramente amici dei Vip che sembrano a portata di un retweet.

L'esperienza é un altra cosa.
La tastiera é dura, un viso da baciare é morbido, profumato o puzzolente.
Le mani sono nodose, forti, sincere, sudate, abili, impacciate, veloci o dubbiose.
Gli occhi sono un incontro fuggente, intenso e spaventoso perché siamo sempre più abituati a dialogare su uno schermo di un pc, di un ipad, di un cellulare.


Allora oggi pensavo a quando cammino in un posto nuovo, lontano.
In montagna magari, dove c'è odore di legna bruciata nei caminetti, la neve fresca scrocchia sotto le scarpe nel silenzio ovattato di una notte piena di stelle.
Non sappiamo più goderle in silenzio, le raccontiamo su twitter, come se altrimenti non esistessero senza spettatori.
Credo sia il desiderio di condivisione senza rischi, senza incontrarsi, sporcarsi, farsi male.
Ci si fa anche bene nell'incontro, altrimenti come nascerebbero i bambini?

Quali sono le esperienze belle che ricordi?
Scendere nei fondali marini tra pesci colorati, o passeggiare per stradine e fermarsi a prendere un caffè guardandosi intorno.

Camminare a New York piena di tele vergini da portare a casa sottobraccio, passando da Chinatown ad Upper East Side.
Vedere un angolino romantico e dirsi: dai, vieni, è lì che ti voglio baciare.
Ecco, queste sono esperienze che ho fatto nella mia vita.
Questo sono cose che voglio continuare a fare, e che auguro alle persone di sapersi prendere e godere.
I gruppi in questo momento di "grossa crisi" sia economica che emotiva, sentimentale, sociale etc, costituiscono un imperdibile momento di crescita, condivisione e nutrimento ad un costo accessibile.

Quando si partecipa ad un esperienziale si fa un esperienza, nutriente, rilassante, stimolante.

C'è chi la vuole più forte, perché vuole sentirsi scosso, c'è chi trova fortissima già solo per sentito dire e scappa, chi per rilassarsi preferisce invece una canna, c'è chi invalida il bello che ha provato e torna a coltivare i cavoli su facebook.

Un gruppo di crescita invece ti fa bene senza farti male.

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2 commenti :

Cla ha detto...

"La tastiera è dura, un viso da baciare invece è morbido"... anche i graffi fanno un po' più male, e gli occhi entrano un po' più dentro. Ci sono le volte che non vorresti, che ti serve stare chiusa in casa per ritrovare l'equilibrio. Perchè magari quel passetto in avanti ti è costato, e ti sei messa in gioco, e non è neppure stato capito. Ma ormai sai che c'è vita solo li, che qui - dietro un vetro - si possono mettere in ordine le parole e ci si può raccontare, ma è li, in mezzo agli altri, che ci si incontra. Ci vuole un po' di coraggio, a volte ce l'ho a volte no. Ma se così si cresce, mi sa che non potrò farne a meno.... baci tesor.

Energia Creativa ha detto...

son d'accordo, si fa una fatica bestia a volte ad uscire di casa.
a me risuonano spesso queste parole

“Through the Thou a person becomes I”
Martin Buber
solo attraverso il TU una persona diventa IO

buon weend Cla
Pa