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counseling empatia non patologia


Non credo che tu sia la persona in grado di guarirmi dalle ferite interiori;

ma forse, in questa fase della mia vita, non ho tanto bisogno di un medico
quanto di una persona che abbia una ferita simile alla mia.



Che tu sia per me il coltello - David Grossman




Pain- 40x30-2000 di PBonavolontà

11 commenti :

or ha detto...

Ho incontrato, un coltello. Inconsapevole: che non sa di esserlo per me. Fa parte dell'essere per me coltello. Non empatia quindi ma: aprire, riaprire la ferita. E io voglio provare a osservarla e accettarla per quello che è, una bua grande grande oppure no (beh, un pò pulp vero?). Credo ci vorrà molto tempo: spero perciò di farcela. Nemastè, Paola.

cri73 ha detto...

sì sì... nessun medico, solo ferite simili... il coltello lo eviterei però!!

Eagle30 ha detto...

libro forte quello di Grossman. l'ho cominciato ma poi non so....mi sono bloccata.ora però credo che lo riprenderò.sento che ora è possibile per me leggerlo.

EnergiaCreativa ha detto...

ciao Orconfesso che la mia attenzione è andata sul "non medico".per il resto dipingo le mie ferite (come in questo quadro) fanno schifo (pulp molto pulp) ma mi è utile.per me colori invece di coltelli :-)

EnergiaCreativa ha detto...

Cricoltello, ferite e medici. eviterei tutto, pacchetto col fiocchetto ;-)

movida69 ha detto...

ho come l'impressione che quel libro lo possa leggere fino in fondo solo chi sta così male (e non ha nessuna intenzione di cambiare) d'aver bisogno di trovare uno specchio nel quale riflettersi (e continuare a godere)... ma magari sbaglio.

EnergiaCreativa ha detto...

non so dirti, non l'ho letto.ma la frase rende bene il concetto che mi interessa.cmq mi sono annoiata moltissimo col suo del cerbiatto, tanto da aver fatto fatica ad arrivare al fondo.. 

EnergiaCreativa ha detto...

Eaglemagari Movida ti ha dato una risposta al tuo dubbio?:-)posso dirvi che oggi ho finito Zia Mame e mi sono molto divertita (a tratti lungo, si ma molto divertente )

movida69 ha detto...

io sì, ma solo in parte e non ho nessuna intenzione di riprenderlo in mano, almeno per ora. fa male come fanno male tutti i minuti passati a guardare ologrammi di vita mentre la vita ti scorre di sotto senza che tu te ne accorga. è un libro sull'assenza e sulla non-azione. su una scelta che non è la mia scelta. lo regalerò alla biblioteca baci monbabà

EnergiaCreativa ha detto...

mah. sai pensavo che per me la non azione e l'impotenza sta solo nella vera assenza, quella finale.però ottima idea quella di regalare i libri "in eccesso". io non so più dove metterli.bacione a te mon choux

Eagle30 ha detto...

ninzò....comunque lo riprendo e poi magari ti dico.;-)