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Coppie, conchiglie e cozze.


Tendiamo a chiuderci nelle nostre coppie, come in una conchiglia che ci protegge dal vento, dalla pioggia, dalle paure e dalle delusioni.
Tendiamo a chiuderci in quella conchiglia arredandola come piace a noi, diventa talmente comoda che non c'è motivo di mettere fuori la testa per vedere cosa c'è.



Disimpariamo a vivere fuori dalla conchiglia che ogni sera si richiude creando consuetudine e sicurezza.
Non c'è nulla più di cui aver bisogno nel mondo.
Tutto è dentro. All'interno della coppia che diventa ogni giorno più simbiotica.

E noi non sappiamo più come fare a quel punto a ritrovare lo slancio e la motivazione per andare a guardare fuori, che è comodo così, non rischiamo serate senza senso e certezza di parcheggi impossibili.
Non rischiamo di dover dare spiegazioni, noi che neanche comprendiamo bene perché dovremmo voler coltivare una individualità.
Ad un certo punto non sappiamo più dove finiamo noi e dove inizia l'altro.
L'invischiamento è totale.
Diventiamo insicure e dipendenti, anche su cose di cui abbiamo sempre fatto benissimo da sole.
Ci si nasconde in una coppia, dietro un fidanzato, mettendolo sempre al primo posto, poi il marito ed i figli.

E noi?
Ce ne accorgiamo tardi, e riproviamo con movimenti impacciati a ricostruire il senso di noi.
Noi non come 2 ma come noi stesse.

Cosa ci piace fare?  Come ripartire?
Alcune donne si accorgono di quanto siano vissute in una conchiglia a due solo quando l'altro va via.
Tra queste ci sono le fortunatissime, perché in una landa desolata di relazioni altre che non ci sono più, riescono chissà come a trovare un solo altro essere maschile, che guarda caso, va proprio bene per richiudersi nella conchiglia e riniziare tutto da capo.

Ed io mi sono commossa quando ad un laboratorio ho sentito:


E' la prima cosa di cui son felice da quando se n'è andato.
Ho scoperto una cosa che mi piace che non avrei avuto il coraggio di provare se ci fosse stato ancora lui.

Io voglio mantenere quella conchiglia aperta.
Che non diventi cozza. Avvinghiata sullo scoglio.
Voglio che ci si scelga per desiderio e mancanza e non per paura e assenza di alternative.


leggi anche:
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9 commenti :

Elena T. ha detto...

Io mi sono separata da mio marito nel 1991 e da allora nessun uomo ha più messo le sue ciabatte e il suo spazzolino da denti in casa mia. Ho detto abbastanza? ;)

EnergiaCreativa ha detto...

mi piacerebbe saperne di più:-)scherzo. intendo dire che poi le ciabatte le mettiamo noi. cioè io piedi nudi forever, ma il senso è quello. 

cla ha detto...

Col cavolo che mi chiudo in una conchiglia... dopo la fatica che ho fatto per uscirne e capire chi sono. Adesso però tocco e fuggo, appena mi sento un minimo rassicurata. Io ho tolto anche il secondo cuscino, dal letto, per evitare dubbi... :-) altro che spazzolino! Una via di mezzo no?? Una conchiglia senza coperchio??  Baci Paola!Come sempre arrivi al momento giusto

cri73 ha detto...

sono appena uscita dalla conchiglia... o per mglio dire, ne sto uscendo ora...Le faremo sapere

Elena T. ha detto...

E sai quanto ci sarebbe da dire sull'argomento! ;)

EnergiaCreativa ha detto...

Claè triste vederlo succedere e non poter fare nulla..Io le cozze non le mangio neanche..:-DD

EnergiaCreativa ha detto...

cri73 ti sento forte!

EnergiaCreativa ha detto...

Elenaso so e mi impegno!

cri73 ha detto...

non sempre... è la mia immagine quella della donna forte... ho paura di sgretolarmi all'improvviso... spero di tenere insieme i pezzi del mio cuore e della mia vita...