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Pulp e splatter

Pulp - genere letterario/cinematografico che propone vicende dai contenuti forti, abbondanti di crimini violenti, efferatezze e situazioni macabre.
Il termine "splatter" è poi onomatopeico: schizzare, spiaccicare.
Indica quel genere cinematografico o letterario di gusto violento, sanguinario, raccapricciante.

Nessuno dei due è comunque il mio genere.
Posso sopportare un thriller, ma già un horror no.
Rischio di dovermi fare accompagnare anche per stendere la biancheria in balcone, o per caricare la lavatrice.
Cosa posso fare? Posso scegliere. Se vederli o meno.

Purtroppo ancora non ho trovato risposta a "cosa posso fare" nei casi di invasione pulp-abile-  sicuro non si dice così ma viene bene- o splatter che siano.
Chiamo così quelle persone che, rimaste affascinate o scosse, o entrambe,  da eventi e scene viste o raccontate loro, pensano bene di "diffondere la notizia".

Probabile bisogno di evacuazione e condivisione, non lo metto in dubbio, ma il racconto arriva inaspettato, quando magari stai tranquillo e rilassato, quei cinque minuti rari in cui, durante una giornata stai tirando un sospiro di sollievo e la tua mente attraversa pensieri lieti.

Invece no:
qualcuno ti chiama o ti scrive per raccontarti qualcosa magari con un particolare che però resta indelebile per alcuni giorni, e fatichi a scacciare via il pensiero.

C'è chi ad esempio ti racconta la sua operazione alla cistifellea, tra l'altro avvenuta 12 anni prima, a te che se vedi un ago svieni.

Se riesci a riaverti dall'offuscamento visivo e giramento (di testa) ed opporti al racconto, la dose aumenta, mista a giudizio e svalutazione della TUA incapacità.
Ovvero, non sono loro indelicati, intempestivi, fuori luogo, ma TU che sei troppo sensibile, troppo impressionabile. Ehhhhhhhhhhh e che sarà mai.
Quante storie!
Così ci sono quelli dei bollettini dei morti e degli ammalati, che ti raccontano le novità appassionanti di chi se n'è andato o di chi è stato colto da questa o quella malattia, ovviamente con i particolari, di dov'è com'è e quanto gli resta.

Chi ha assistito ad un incidente mortale e viene a raccontarmelo con dovizia di particolari perchè io posso capire. Capire cosa? E soprattutto perchè?

Hanno un attenzione selettiva: la stessa che se non riuscite ad avere bambini sembra che tutto il mondo sia incinto,  se cercate un fidanzato vi sembrano tutti già fidanzati etc.


Io faccio il counselor. Vero. Ascolto le persone per scelta vero.

Ma lo faccio quando l'ho concordato. e sono in una condizione, detta setting, che protegge me e l'altro.

Fuori da questo, sono, forse, una persona come le altre.
Quando si entra in una casa o in una stanza si chiede permesso.
Ecco. Informatevi prima in che condizione ricettiva si trovi l'altra persona/e alla quale vi affrettate a svuotare i vostri racconti.

pain- acrilico di P.BonavolontàNon siamo tutti necessariamente sempre pronti e nella situazione di poter ascoltare quel racconto.

Che arriva magari in un giorno in cui é l'ennesimo racconto.
E non vi si può fermare dopo, perchè l'stante è già passato.
Il nastro non può essere riavvolto.
Il sangue è già stato versato.
Splat.

9 commenti :

Eagle30 ha detto...

mi è capitato di essere dalla parte dello splatter.non perché io racconti di malattie o interventi, che sono ipocondriaca e poi non ci dormo la notte.ma perché ho raccontato di me, chiesto attenzione, tutto in buona fede, s'intende, ma in quel momento la persona a cui raccontavo non si sentiva, non poteva o semplicemente non aveva voglia di essere per me il punching ball, lo specchio o anche il cestone della roba da lavare.ma io ho avuto fortuna.perché sempre la persona mi ha detto fermati. non ci sto.e anche se all'inizio ho faticato, perché avevo preso questo come un rifiuto, poi ho capito che non era così. anzi. proprio perché ci teneva mi aveva dato un aiuto. magari ringhiando, che ci stava tutto, perché ero io ad avere invaso, anche se non me ero accorta.e a quel punto toccava a me decidere di prendere l'aiuto, e farne qualcosa di buono.perché le crisi, tante volte, sono un'occasione. per capire, e recuperare rapporti importanti e nutrienti.(chissà se adesso mi pubblica il commento?....commento....facevo prima a scrivere un post)

EnergiaCreativa ha detto...

commento commento.grazie anzi del commento.sai? la differenza tra lo splatter e il cestone, che al cestone puoi dire: guarda sposta la biancheria da lavare che puzza, ci pensiamo un altra volta, neh?oppure, prendi il detersivo e vai in lavanderia (che sarebbe il posto giusto per il cestone)con lo splatter invece ti dice "quel" particolare che si potrebbe anzi TI /MI potrebbe benissimo risparmiare, ed invece no. DEVE aggiungerlo e quello poi ha bisogno di sbiancanti, smacchiatori, acqua bollente, soda. e a volte la macchia resta uguale. ecco, lo vedi come poi il mio passato da manager di un detersivo per pavimenti viene fuori?:-))))

Cembolina ha detto...

mi sa che dopo splatterrott c'è splattercemb ...

Elena T. ha detto...

Anch'io odio gli horror e vedere gli aghi nella pelle. E qualche giorno fa mi hanno inviato un video in posta elettronica veramente raccapricciante! A me.Ti risparmio i dettagli perché ti capisco..

Alessandra1966 ha detto...

Senti,mi è sparito un tuo post prima che facessi in tempo a leggerlo.E' normale o c'è un fantasma nella community?Sai, roba tipo poltergeist.

EnergiaCreativa ha detto...

ce ne sono tanti di fantasmi.pure nel tuo profilo ihhhhhhhma questo è perchè mi ero sbagliata di blog. sta nell'altro.  

leggerezza ha detto...

Ciao Paola! non sai quanto ti capisco... mia madre è una super splatter-omane!!! quando abitavo in casa con loro, prima della cena non perdeva occasione x farmi il resoconto di tutte le tragedie avvenute in giornata... nel mondo e nella mia famiglia!!. Ecco, con un lavoro come il mio era proprio quello che mi serviva!! poi un bel giorno mi sono accorta di quanto questo mi appesantisse e ho iniziato a bloccarla.. che gran SOLLIEVO!!

EnergiaCreativa ha detto...

Leggerezzain molti non hanno neanche un idea di cosa è un lavoro come il tuo, o quanto può essere difficile a suo modo una delle mie giornate.si aggiunge, si aggiunge, incuranti. ed io a volte mi dico che succederà come il peso della farfalla.speriamo di no. 

zoe ha detto...

 praticamente mia madre....