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Cosa fa il counselor?


Quando conosco nuove persone osservo varie reazioni alla domanda “ che lavoro fai”.

La prima è – ovviamente – cosè’ il counseling e lì non è che possa tirare fuori la spiegazione lunga e completa.
Ricorro magari a metafore, o taglio corto e dico:
ascolto le persone.



Oppure mi occupo di sviluppo personale e professionale.

Aiuto le persone ad essere più serene.

Ma tipo?

Chi viene da te?


La risposta vorrebbe essere:
gente normale come te, che invece di volercela fare a tutti i costi da sola, invece o magari insieme al leggere librerie intere, invece di restare con la sua rabbia, insoddisfazione, tristezza o indecisione, paure a incontrare e relazionarsi etc, prova com’é a farsi ascoltare da un altro.

Un altro - non è l’amico che non lo lascia finire, non la mamma che gli vuole dare per forza consigli che per lui/lei non funzionerebbero mai, non il papà che cerca di fare l’amico ma non gli riesce.
Il conoscente che lo va a raccontare in giro e lo compatisce, o quello che lo critica duramente, o che esprime giudizi che cadono come macigni in un momento di per sé delicato.

No. Chi viene da me ha scelto di parlare con un professionista e scopre che questo essere ascoltato in un modo nuovo, lo aiuta.

Lo fa sentire subito, anche solo dopo un ora, risollevato, leggero, con un accenno di sorriso o nuova energia, forza, speranza, coraggio.

Ma in generale correggo subito chi mi dice i tuoi pazienti- perché io di pazienti non ne ho.
Io ho solo clienti, persone che vogliono apprendere, comprendere, migliorare.

La guarigione- legata al concetto di pazienti- é propria di altre professioni.

Quelle che fanno diagnosi e curano, ristrutturano personalità.

Io - dalla mia parte – non faccio diagnosi.

Certo devo saper riconoscere quando il mio sostegno non sarebbe abbastanza- ed allora invio da chi ha le competenze giuste per quel tipo di bisogno.

La domanda più ricorrente é.

Come fai ad ascoltare tutto il dolore, i problemi, le disgrazie.

Io respiro. Lascio fluire. Le emozioni dell’altro risuonano nel mio corpo. Toccando tasti che io stessa conosco bene, o altri nuovi e simili ai miei o tasti che ignoravo esistessero.

Ma ascolto- in me stessa e in chi parla- il suono che emettono e quello che resta muto.

Posso ascoltare attraverso il respiro quello che succede a me nel racconto ed è così che il mio corpo diventa strumento della relazione.

Ho avuto anni in gruppo (di terapia) in cui potermi sciogliere in lacrime ai racconti di miei compagni.

Piano piano le proprie ferite si rimarginano, ed allora il pianto può ancora arrivare ma da dolore si trasforma in pianto di commozione. Commozione al bello, alla partecipazione di ciò che sta cambiando nella vita dell’altro, un nuovo modo di vivere e sentire, di gioire e di recuperare anche dopo delle prove che mi sembrava impossibile poterci riuscire.

Quando le persone sentono qual è il mio lavoro spesso c’è chi cerca di farsi fare un colloquio a cena, paradossalmente gli sembra più sicuro un posto inadatto e con altri che ascoltano piuttosto che provare davvero.

Quella maledetta paura, vergogna che tiene lontani da qualcosa che si desidera, si vorrebbe eppure dalla quale si resta distanti.


C’è chi vuole farti sapere a tutti i costi che lui non ci crede nei lettini.

Io di lettini non ne uso, ho solo poltrone e in più guardo tutto il tempo gli occhi, mani, corpo di chi ho di fronte a me.

Una domanda innocua sul “che lavoro fai “si sta trasformando in altro.

Perché dovrei convincere qualcuno del contrario? Ognuno è libero di credere cosa vuole.

Che a lui non serva, no, certo noto che sta chiedendo attenzione nel modo sbagliato, attraverso l’opposizione, la critica, la svalutazione di una professione e di una persona che non conosce.


In questa ripresa d'estate mi è capitata una cosa nuova.

Niente dolori. Niente difficoltà. Solo racconti di amori.

Uno, due, tre…
Cambiano le persone che si siedono di fronte a me, e di tutti questi amori estivi mi arrivano tante emozioni insieme, come una doccia di menta, come uno sciroppo d’acero, come una suonata di violoncello, una vista mozzafiato.

I miei clienti vanno via e io alla fine della giornata assaporo com’è per la prima volta, aver ascoltato tutto il giorno amori che nascono e persone che crescono, sperimentano, vivono.

20 commenti :

movida69 ha detto...

E' come quando ti improvvisi giardiniere. Zappi, concimi, togli erbacce, ma magari metti vicino un'azalea che ha bisogno di terra acida a una pianta che ha invece la necessità di un terreno dolce. E le piante seccano. E tu resti deluso perché non ottieni i risultati sperati. I professionisti che come te ascoltano senza giudizio aiutano a far fiorire la primavera che hai dentro.:D ciao bella giardiniera dell'anima

EnergiaCreativa ha detto...

MERAVIGLIAora ho una metafora nuova anche per me.grazie grazie. detto da te è poi ancora più bello

leggerezza ha detto...

il bello di te è che riesci a farmi scorgere la luce anche lì dove a me sembra tutto completamente buio. ogni nostro incontro mi regala un raggio in + di sole che mi riscalda, sempre. :-)

EnergiaCreativa ha detto...

uhh....grazie.....che bello che è riscaldare ed essere riscaldate

Cri's ha detto...

Ricordo quando in lacrime ti chiesi aiuto, volevo morire e le immagini del mio blog erano queste  Tu mi dicesti che avevo bisogno di un professionista, ti supplicai, parlammo un paio di volte, e ora, io te e il counseling, abbiamo contribuito insieme a farmi tornare alla vita. Ci sono momenti che penso a quanto io sia passiva e fallita, alla voglia di farmi del male, ma poi tu, mi ricordi i miei successi durante il nostro percorso e ora le immagini del mio blog si sono trasformate in un'esplosione di colori Ogni volta, con te, è come rinascere.Grazie di cuore!!

Cecilia ha detto...

Ho trovao per caso vagando su internet il tuo post!E ne approfitto per chiedere un'informazione...sto studiando psicologia e in particolare psicologia della comunicazione e del benessere!Come si può ben capire mi interessa come dici tu lavorare con clienti e non con pazienti!Non inizierei mai una scuola di psicoterapia, ma mi piacerebbe molto entrare nel mondo del counseling!Peccato che le informazioni al riguardo sono veramente poche, anche in ambito uiversitario!Esistono delle scuole di specializzazione?Dei corsi?E' una professione riconosciuta?Ti sfrutto un po' visto che ammiro molto il tuo lavoro!Grazie delle informazioni!Buon lavoro...che secondo me è uno dei lavori più belli del mondo!! :D

EnergiaCreativa ha detto...

Cara Crile immagini di prima del tuo blog me le potevi risparmiare, che io non riesco neanche ad entrare in macelleria. e la carne- quando devo - la mangio con gli occhi chiusi.detto ciòcon il solito sorriso che ci cotraddistingue...soooooo conntentaaaa dei tuoi progressie grazie per quello che mi scrivi è molto bello bellissimo. sorgente di freschezza. 

EnergiaCreativa ha detto...

Ceciliaqiuanta responsabilità mi conferisci a rispondere a queste domande.. come dirlo in modo politically correct? ecco ti invio una email con una lunga risposta al tuo indirizzo senza tediare le altre che hanno commentato.  

Cri ha detto...

E se te le avessi risparmiate da dove avrei ricavato divertimento???  trallallìtrallallabastardatrallalla

finbar ha detto...

giardiniera dell'anima è perfetto!!!!!

cri73 ha detto...

... ma tipo io, che sono così lontana da te, come potrei fare?

EnergiaCreativa ha detto...

Ciao Cri73potresti provare un colloquio gratuito via skype e se ti trovi bene continuare.oppure se non vuoi me...cioè vuoi toccare, sederti etc davanti al tipo che ti segue ed ascolta dimmi dove sei e vedo se conosco qualcuno affidabile...  

EnergiaCreativa ha detto...

Fine per te devo ancora inventare un soprannome. quando ti leggo mi dico questa vince il pulizer.o il premio strega magari...o il bancarella. io potrei vincere il premio...streghetta aggiunta.Tati ed io siamo molto fiere di te (noi saremmo svenute al parto)

paopasc ha detto...

Toglimi una curiosità: quanti commenti di donne e quanti di uomini, qui sul blog?E' lo stesso rapporto che c'è tra i tuoi clienti?

EnergiaCreativa ha detto...

Paopascriesci sempre a farmi ridere.allora: fino a 6 mesi fa avevo più donne. come clienti dico.poi d'un tratto i clienti uomini sono diventati di più delle donne.ora siamo quasi 50/50 ma sai che i percorsi di counseling non durano molto dunque ricambierà.quale idea ti eri fatto? 

paopasc ha detto...

preferivo "sorridere", ha minori implicazioni negative, ma lo intendo in senso totalmente positivommmm, nessuna...

EnergiaCreativa ha detto...

Paopascsorridere è lieve. a volte mi scoppia una risata, di quelle positive come dici tu.e sai che bello in una mia giornata. sono i momenti che preferisco di più apri il pc e trovi una boccata d'ossigeno, una nota di allegria. 

finbar ha detto...

ohh che dolce! :) eheheheh per il premio direi che sarebbe un buon inizio trovare una bella storia da raccontare ;)il parto...oddio ora come ora non vorrei mai averne uno...evviva il mondo occidentale e l'epidurale!!!  

Anonimo ha detto...

Ciao sono una counselor appena diplomata e domani ho il mio primo gruppo di studenti. E' un' emozione... Grazie per le tue parole su questo sito. E' vero purtroppo le persone sono ancora lontane dal capire che possono migliorare la loro vita. Sono troppo abituate a star male e a pensare che sia normale. Speriamo che emerga la cultura del counseling ... Ciao

Energia Creativa ha detto...

auguri "Anonimo" per oggi

questo blog è nato per diffondere la cultura del counseling e del benessere. della possibilità di migliorare le nostre giornate.
ed ognuno può fare il suo pezzetto, anche tu ;-)