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Ti prego Ascoltami

Ascolta

Quando ti chiedo di ascoltarmi e tu inizi a darmi il tuo parere, non fai ciò che ti ho chiesto.
Quando ti chiedo di ascoltarmi e tu inizi a spiegarmi perché non dovrei provare ciò che provo, calpesti la mia sensibilità.

Quando ti chiedo di ascoltarmi e tu pensi di doverti adoperare per risolvere il mio problema, mi hai frainteso per quanto strano possa sembrarti.


Ascolta! Chiedo soltanto di essere ascoltato.
Non parlarmi, non agire...ascoltami soltanto.
I consigli? Roba scadente. Con pochi soldi potrai trovarli su qualsiasi rotocalco.
Io posso farcela da solo.
Non sono indifeso.
Avvilito si, forse anche esitante, ma non sono privo di risorse.

Quando fai per me ciò ch'io potrei fare da me, aggravi i miei timori e il mio senso di inadeguatezza.

Ma quando semplicemente acccetti che io provo ciò che provo, per quanto assurdo possa sembrarti, allora posso smettere di convincere te e adoperarmi per capire cosa cova sotto questo mio sentimento irrazionale.

E quando finalmente colgo l'invisibile anche le risposte si palesano e non mi servono consigli.
I sentimenti irrazionali acquistano significato quando si comprende ciò che nascondono.

Forse è per questo che la mia preghiera funziona a volte, con alcuni...perchè Dio è muto e non dà consigli.
Non corregge.
Lui (o Lei) ascolta soltanto e ti lascia fare il tuo lavoro per arrivare a comprendere da solo.
Dunque, ti prego, ascolta e senti ciò che dico e se anche tu vuoi parlarmi, lasciami finire.
Aspetta, tra un attimo sarà il tuo turno e allora sarò io ad ascoltarti.

dal libro di Thomas Gordon
Relazioni efficaci. Come costruirle, come non pregiudicarle


Il lavoro di un counselor: saper ascoltare.
Aiutare a ritrovare ed utilizzare le risorse che ognuno possiede.
Non consigliare, non sostituirsi, non fare al posto di.
Sostenere, accogliere.
Lasciar finire.

Accettare.

16 commenti :

Eagle30 ha detto...

un anno fa questo post mi sarebbe arrivato come una sorpresa. un punto di vista sconosciuto.adesso lo leggo e sorrido, perché per fortuna ho incontrato persone che mi hanno sostenuta, accolta. accettata.grazie Pà.

farfallina74 ha detto...

Accetare!Forse è qui che sbaglio. 

EnergiaCreativa ha detto...

Farfallina, ciaocosa vuol dire sbagli? non accettare il punto di vista di un altro che non è la verità assoluta ma il suo sentire?

EnergiaCreativa ha detto...

Eagle...prego Mà (da Maddie )  

sfigata78 ha detto...

Certo che è difficile come lavoro.

EnergiaCreativa ha detto...

Sfi,in certi momenti lo è davvero.e richiesde che stai tu che lo fai bene bene, e ti curi e ti rispetti e ti ascolti.

Douce ha detto...

Leggendo, mi sono venute in mente due cose. Che a me piacerebbe essere ascoltata, ma trovo sempre quei silenzi che hai definito " aggressivi" mi sembra. Forse invece, dovrei chiedere solo di essere ascoltata, oppure dall' altra parte, devo avere anche uno scambio di opinioni ? ( non so se mi sono spiegata...  ).E da qui, l'altra cosa: l'ascolto, riguarda tutti, o solo un counselor ? ( o uno psicologo, o un medico...ecc ecc ?) Cioè, è giusto desiderare di essere ascoltati ? Non dico capiti, perchè sarebbe il massimo, ma quanto meno, ascoltati...Scusa il contorsionismo mentale, ma meglio di così, ora non saprei dirlo....

EnergiaCreativa ha detto...

Ci sei riuscita benissimo.il primo lo scambio si ha di solito quando lo chiedi: tu che ne pensi?oppure in una seduta strutturata di counseling esiste nella parte finale, sotto forma di feedback, che consente, dato con i crisimi, di riprendersi, allargato il proprio punto di vista.è qualcosa tipo " quando tu usio questa parola, personalmente mi fa pensare a..." etc. il secondo punto è: i corsi di counseling, per sviluppare abilità di counseling sono frequentati e destinati a tutti i soggetti di cui tu parli, più insegnanti e infermieri e genitori! sigh gulp.poi le "abilità" di counseling possono essere anche innate, o migliorate, utilizzate NELLA professione o COME professione, non utilizzate NELLA professione, qualunque sia e neanche nella vita. sono stata comprensibile?

Douce ha detto...

Comprensibilissima! Ho capito una cosa. Quel "Tu che ne pensi ?" non sempre lo dico, perchè di solito, quando parlo con qualcuno, dico sempre la mia opinione, anche quando forse non è richiesta. Allora mi aspetto che tutti facciano così...Ma così non è. Ecco. " Tu che ne pensi ?" Ci provo! 

EnergiaCreativa ha detto...

sai, oggi ho avuto la 2nda seduta che un bel ragazzo. (capitano qui). e mi ha detto: mi piace parlare con te perchè no mi sento giudicato.ed io ho sentito che è bello offrire il non giudizio. fa bene dentro di me e a chi lo riceve.ed è anche più rilassante: non devi stare a pensare tutto il tempo cosa devi dire, riaffermare e pensare tu.lasci "semplicemente " spazio all'altro

NonsenseSpot ha detto...

Quante, quante volte ho dovuto spiegare al mio Lui che quando chiedo un orecchio - e una spalla, perchè no - non sto cercando di risolvere i miei guai: li spartisco semplicemente con qualcuno che so avere la giusta empatia per capirmi e damri una pacca amichevole. Poi se devo risolverli, allora chiedo aiuto. Aiuto e ascolto sono due cose diverse. La mia prof di psicologia spiegava che gli uomini hanno questa pretesa fin dall'infanzia: sono il principe azzurro che salva la principessa dal drago, no? E quindi appena vedono un problema hanno la mentalità da Adulto, e non da Genitore (cosa che, erroneamente, lo so, noi donne chiediamo).O forse sbaglio io ora, a generalizzare sessualmente questo argomento? Eppure vedo che le donne colgono al volo l'input e gli uomini no...

EnergiaCreativa ha detto...

nonsense spot,io le generalizzazioni sessuali ma forse le gemneralizzazioni non le amo. ma anche questa è una generalizzazione.ll fatto pare dipendere da come si sente una persona quando gli parli: se scatta l'impotenza e l'inadeguatezza, si fanno male nel profondo e parte la risposta non richiesta. ecco perchè può ascoltare chi si è calmato nel profondo. perchè può accettare il tuo racconto o il tuo svuotamento quello che è senza farsi travolgere dalle tue acque.ti confesso che nonostante la preparazione sia di lavoro personale che professionale, a volte mi trovo anche io a pensare dentro di me: " e mò che gli dico?".ma poi mi accorgo che è un MIO bisogno, non dell'altro.per le persone è così raro trovare un posto protetto dove essere ascoltati ed ascoltarsi che si sentono contenti già solo per quello. per questo motivo comunque ci sono due piccoli trucchi:se sono io che parlo preannuncio: ti voglio dire questo perchè vorrei che tu .....[ es. facessi questo per me, mi dicessi cosa ti sembra, o mi ascolti o mi dai un consiglio o etc] se sono io che ascolto - e dunque in seduta, chiedo: quando  mi  dici questo .......e cosa ti aspetti da me? oppurerestituisco il mio sentire al racconto:e mentre tu mi dici questo....io immagino che sia per te doloroso ( spesso è la parola che non è stata esplicitata proprio perchè fa male a chi parla) e mi sento vicina ( o quello che è. l'importante è che sia vero reale dentro di me, congruente ciò che dico, sento e penso altrimenti si sente fuori)vedi la categoria counseling.style.it/tag/feedback

Douce ha detto...

Oh sì..rilassarsi mentre si comunica. Da quanto non mi succede piu'..... Proprio stasera ho avuto una piccola discussione con mia mamma per questo, ma nulla di particolarmente importante....

EnergiaCreativa ha detto...

io ho avuto una discussione accesa ( avevo torto io!!!  al principio e poi lui dopo ) con l'uomo della tasca, ma appunto abbiamo fatto pace.gli ho fatto leggere i post e abbiamo ballato insieme la canzone.non vi fate cariare i denti...ma è successo così

Clorofillla ha detto...

grande articolo

Energia Creativa ha detto...

Si Clo
veramente bello bello