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Il feedback fenomenologico

Personalmente credo, per quanto l'inconscio esista e funzioni anche a volte benissimo, che ognuno di noi è esperto di se stesso.

Per questo ho scelto il counseling.
Odio essere interpretata e non capire cosa mi dicono e in base a cosa.

Io ho bisogno anche di nutrimento cognitivo, di capire le cose, di vedere causa effetto, di poter partecipare attivamente alla mia crescita e al mio miglioramento e non avere un tipo che mi guarda, mi squadra e mi dice perché delle MIE scelte.

Che poi chiedere aiuto è un altra cosa, è bello, bellissimo, allevia i pesi, da la possibilità di abbandonarsi un po'.
Come una persona che guida sempre, deve stare attento alla strada, ai segnali, al tempo meteorologico.
Ecco, io con la nebbia per esempio non so guidare.
Lascio fare volentieri e mi rilasso.
Il counseling è così: 
ti consente di farti aiutare quando sei stanco ma non si sostituisce per sempre a te.

Non sei bendato nel percorso, capisci tutto ciò che succede, partecipi, puoi chiedere di cambiare strada eventualmente o cambiare destinazione.

Il counseling utilizza molto uno strumento chiamato feedback fenomenologico.
E' una restituzione al cliente di ciò che " ho visto - ho sentito - ho immaginato  e provato".

Si chiama fenomenologico perché basato sul fenomeno, es.:
ho visto che stringevi i pugni mentre parlavi del tuo fidanzato, ho sentito che la tua voce tremava. ho immaginato che tu provassi rabbia.

Ho provato ..etc etc (che è la MIA emozione) che consente all'altro di comprendere anche l'effetto della sua comunicazione (verbale e non) su un altro diverso da sé.

Così ognuno si prende le sue responsabilità:
io ho immaginato e non tu sei arrabbiata, che può arrivare sia come un giudizio che come un interpretazione.
Inoltre posso avere anche immaginato male e magari non è rabbia ma dolore, con il feedback fenomenologico la persona può riconoscere la sua emozione oppure no.
Cosa prova lo sa solo lei. Io posso vedere ed ascoltare da fuori, ed immaginare cosa significhino quei segnali.
Ritengo molto frustrante se provo un emozione e l'altro pretende di sapere meglio di me cosa provo io.
Mi sento non compreso, (ed interpretato, etichettato)  e questo noto che a molti oltre me da fastidio.

A volte si viene a colloqui "solo" per sentirsi realmente ascoltati e capiti, ed è un sollievo poter dire" tu mi capisci!" che sostituisce finalmente quella frase dalla solitudine sconfinata di "nessuno può capirmi".

Inoltre col feedback fenomenologico è chiaramente separato ciò che ha fatto/detto l'uno da ciò che prova l'altro nel mentre della comunicazione.
Perché i casini si fanno proprio così, anche imputando ad altri sentimenti emozioni che l'altro non prova.
Il counselor è un agevolatore di comunicazione e di relazione.

Molti clienti, seppure il percorso è orientato ad altro, comunque vedono migliorare le loro relazioni, perché entrano in una nuova dinamica:
quella di poter parlare senza essere giudicati ed interpretati e imparano anche loro a farlo.

Esprimere un giudizio da esperto non è compito del counselor.

L'unico esperto è il cliente.
La persona responsabile della sua vita è il cliente.
Il counselor fornisce nuovi punti di vista, nuove lenti.
Uno specchietto retrovisore, un amplificatore o una rilettura con un tono diverso, nel totale rispetto dell’originale.

12 commenti :

evinrude ha detto...

ecco. a me serve un counselor. che spieghi tutto questo a psycho...

EnergiaCreativa ha detto...

ihihi

movida69 ha detto...

il più bello specchietto retrovisore che io abbia mai guardato negli occhi :-D

EnergiaCreativa ha detto...

merci mercì.

sfigata78 ha detto...

Per quello che ho dentro, mi sa che se lo faccio uscire mi serve di più un penalista.

EnergiaCreativa ha detto...

cara Sfi....inizia a far uscire qualcosina, dai...come la pentola a pressione...sennò ci credo al penalista.io un ideuccia ce l'avrei...

sfigata78 ha detto...

Quale sarebbe? Tempo fa per sfogare cosa avevo dentro ho scritto addirittura un romanzo... ora x sfogarmi, faccio attività fisica, però, è inutile, spesso mi manca l'aria e tutto si ricopre di nebbia... così inizio a piangere.

EnergiaCreativa ha detto...

sfi...di solito NON do mai consigli.non posso.l'attività fisica aiuta tanto, quando inizi a essere costante.e poi  cambiarei  il nick...come vuoi vederti in futuro?scegli un colore, un'emozione POSITIVAquando finisco di parlare del feedback, magari ci dedico qualche post

sfigata78 ha detto...

Veramente il nome l'ho scelto perchè mi fa sorridere (causa una conversazione che ebbi con un'amica)... cmq aspetto i tuoi post... anche perchè alle altre cose delle risposte, le ho già trovate.

marinaki ha detto...

Ciao!Ti leggo sempre,mi piace quello che scrivi e sopratutto come lo scrivi.Io studio ancora ma sono del settore.Voglio diventare una psichiatra.Dall' anno scorso frequento il reparto e una delle prime cose che il prof.he detto è quella di osservare bene le persone,come muovono le mani,la testa,il loro sguadro,il tono della loro voce..E' il punto di partenza ottimale..Dopo si fanno le domande.Io ci provo,sono solo all'inizio, ma a volte rimango molto coinvolta dalle situazioni,non riesco a mantenere la distanza...E il prof.mi rimprovera tanto...marina

EnergiaCreativa ha detto...

marinaki...che bel feedback che mi mandi.il COME faccio le cose è uno dei miei primi interessi in questo periodo.e...il rimprovero della prof non serve a tanto...nel nostro lavoro si é soprattutto persone in contatto con persone.hai mai letto " Il contagio inevitabile" di Casoni - Sandomenico.ecco...ci vuole tempo per imparare ad accogliere e entrare nel mondo degli altri, accedere al proprio sentire le emozioni e lasciarle andare e fluire senza trattenere.auguroni per il tuo ( e mio) futuro.di quello che ho scritto io, il tuo commento mi fa pensare a questo che cmq finisce con: "L'equilibrio giusto é.... saper chiudere ed aprire."

marinaki ha detto...

Ciao! Ti ringrazio della risposta e della dritta sul libro e sul post...E da poco che ho iniziato a studiare le metafore...E che ci sono cosi tante cose da studiare,da imparare,da capire ,ma io mi sono molto apassionata,voglio fare questo mestiere tanto,e dunque vado avanti come meglio posso...