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Agire o non agire

Dice: "sto ferma, non faccio nulla perché ho paura di sbagliare".

Rispondo: "anche l'inazione può essere un errore".
Immagina di essere invitata ad una festa e non ci vai ( una storia d'amore che sta nascendo mi ricorda in effetti una festa);
di partire per un escursione nel deserto e di non portare l'acqua (fatto!);
di vedere il tuo autobus fermo davanti a te e non salirci.

Mi dice" insomma come mi muovo sbaglio."

La conosco bene questa sensazione di non sapere cosa è meglio dire, come comportarmi ed anche quale forchetta usare.

Le situazioni asimmetriche, io ventunenne appena laureata e loro, direttori, CEO, fino alla riunione con lui, Silvio, come un panzer verso di me a mano tesa e sorriso esagerato.
Non mi sono voltata per vedere con chi ce l'avesse perché avevo il muro dietro (allora era "solo" il presidente della Fininvest ma troppo sorridente, mi dicevo, per non avermi scambiata per un altra).

Insomma allora non ero consapevole delle mie capacità interne o del possibile fascino di una giovane napoletana su di lui :-).

Ero (e lo sono tuttora in altre situazioni) insicura.
L'insicurezza inibisce l'azione.

Solo azione, senza riflessione è evacuazione.

Scegliere le proprie azioni per compiacere gli altri, vuol dire non ascoltare i propri bisogni.
Vuol dire sacrificio: quello che le nostre bisnonne hanno insegnato alle nonne che attraverso le nostre mamme è giunto fino a noi.

O forse è solo indice di paura, di un io troppo debole, che non sa chi è, cosa vuole dove inizia e dove finisce, e vive appoggiandosi alle pareti degli altri.
E sentirsi inadeguati (qualunque cosa sbaglio).

E' UNA RIFLESSIONE CHE STO FACENDO, NON UNA DIAGNOSI.

I perché possono essere tanti.
Uno di quelli che ho sentito miei è il voler essere perfetta, che è la versione adulta della brava bambina.

E torniamo a lui, l'uomo che ha generato commenti e citazioni di "non gli piaci abbastanza".

Spesso non sappiamo i motivi di ciò che facciamo o non facciamo noi stesse.
Perché interrogarci sui motivi di un altro?
Forse, un altro forse, perché così continuiamo a non prenderci le nostre responsabilità, a dimenticarci che le relazioni si ballano in due.
Anche quando non balliamo più...è una decisione.

Come sapere se è giusta o sbagliata?
Sei stanca, hai sete, devi fare pipì?
Non solo è giusta.
E' necessaria.
Hai ascoltato il tuo corpo (nella scala di Maslow i bisogni al primo gradino).

Ecco, continua così, iniziando dalla base.
Comprendi i tuoi bisogni.

ASCOLTANDO NOI STESSI POSSIAMO ENTRARE IN RELAZIONE CON L'ALTRO.

Quando vedo folle di nonne, mamme e zie che si agitano su un neonato per dargli l'acqua, vedi se ha sonno, no ha fame, prova il pannolino.
Scene di panico quotidiano che pare di assistere a una riunione al vertice per la sicurezza nazionale.

Ma il bambino piange per il casino che gli fanno intorno.

Acquietati.
Rallenta.
Ascolta.

Cosa vuoi?

9 commenti :

aquilotta13 ha detto...

sto cercando la mia tranquillità...per potermi ascolatare...e poi...agire...un bacio

tremenda ha detto...

Buona Domenica

EnergiaCreativa ha detto...

ciao aquilotta...si nel trambusto è difficile sentire.... ohoh...la tremenda...buona domenica a te.

movida69 ha detto...

:-D quando io dico... respira. l'immagine del bambino che si mette a urlare per queste ombre infinite di corpi e suoni che gli piombano addosso la condivido.anche questa bellissima domanda: perché interrogarci sui bisogni di un altro? perché voglio nutrire la mia inadeguatezza. ci sguazzo. mi lamento mi sento vittima mi compiango mi chiedo perché... ci sono momenti in cui stare fermi ha un senso. ma non è per paura di che si sta fermi. è ché hai agito e devi vedere dove ti indirizza la vita lo stomaco il tuo istinto (e non il cuore o la ragione che partendo dal cervello mentono tantissimo). il ragno tesse la tela prima di restare immobile. lui sa cosa vuole. vuole mangiare. per farlo l'unica azione che può compiere dopo aver tessuto la tela è restare fermo. a noi ci frega l'idea che azione sia da intendere come movimento diretto, immediato visibile palpabile, secondo me... che poi riflettevo sull'accettazione. accetta + azione (oppure usa l'accetta intesa come arma contundente )... accetta (azione uno) comprendi cosa vuoi fare (azione due) agisci (azione tre). mi sa che si torna sempre lì. l'accettazione di sè fa vedere il senso della strada da prendere... (forse che ho preso troppo sole??? buona domenicaaaaaaa)

EnergiaCreativa ha detto...

hai preso troppo me ;****proprio così come dici.cioè il resto di cosa dici. ed ora vedrai. finalmente anche io...sto agendo. sono piena di colori. in faccia e fin sopra i gomiti.vedrai.non so cosa mi ha preso, ma finalmente mi ha (ri)preso. e forse è la rabbia e forse è la tristezza, e forse è chi se ne frega...ma i colori sono ad asciugare sul terrazzo...sisi...la brava bambina è tornata a colorare..a volare forse..a volere.sto accettando quello che arriva. 

Eagle30 ha detto...

ok. filate tutti nei preferiti. post e commenti.;*

movida69 ha detto...

ma i gessetti colorati ci sono nei preferiti?

Eagle30 ha detto...

@Movida: non ha importanza. quelli li avete di serie. :-)

EnergiaCreativa ha detto...

a ribuongiorno.oggi fotografo il bottino e lo posto.