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I numeri dello stalking

Nell'85% dei casi la vittima è donna 2.777.000 in Italia ( Istat)
Il molestatore è uomo, nel 55% ex partner o attuale compagno, ma anche collega di lavoro che pretende di avere una relazione con la vittima.

Secondo l’indagine realizzata dall’Istat  2007 su “La violenza e i maltrattamenti contro le donne dentro e fuori la famiglia – anno 2006” con un campione rappresentativo di 25 mila donne fra i 16 e i 70 anni:
 il 18,8% ha subito violenza fisica, sessuale o atti persecutori da parte di un ex partner.
Quasi il 50% delle donne vittime di violenza fisica o sessuale ha subito anche comportamenti persecutori.
Il 68,5% dei partner ha cercato insistentemente di comunicare con le donne.
 Il 61,8% ha chiesto ripetutamente appuntamenti per incontrarle.
Il 57% le ha aspettate fuori dalle proprie abitazioni, da scuola, o dal luogo ove svolgevano la propria attività lavorativa.
Il 55,45% ha inviato messaggi, telefonate, e-mail, lettere o regali indesiderati.
Il 40,8% le ha seguite o spiate .
Lo stalker non è un disadattato: nell'80% dei casi occupa una buona posizione sociale e un elevato livello di istruzione; ha tra i 20 e i 40 anni (45%); soffre di disturbi della personalità (solo il 20%); è recidivo (25%); soffre di perdita di contatto con la realtà (5%).
Nel 70% dei casi si tratta di un manipolatore con uno stile rigido di personalità solo nelle relazioni con una connotazione affettiva, reale o immaginaria.
1 molestatore su 4 risponde positivamente a trattamenti di ri-socializzazione.
In 80 casi su 100 le donne oggetto di attenzione morbosa o violenta conoscono il loro aguzzino ma non hanno il coraggio di denunciare,  si confidano con amici e vicini di casa (58,2%): e 38,3% di donne che non ne parla con nessuno quando il persecutore è il proprio partner.

Chi consiglia spesso tende minimizzare tali violenze, non denunciano, non comprendono il rischio, hanno paura.
Il fondatore dell’Ons  -Osservatorio Nazionale Stalking  Massimo Lattanzi, afferma che i giovani hanno  poca fiducia nella denuncia, non conoscono  il significato del termine ’stalking’, sebbene il fenomeno coinvolga anche i  giovanissimi”.
Secondo Lattanzi, fra chi dichiara di essere vittima di violenze del genere, ha subito un grave trauma non elaborato (il 33 per cento la perdita di un familiare e il 28 per cento la separazione dei genitori). “Il trauma da abbandono sembrerebbe inibire o ridurre la capacità, fra le vittime, di riconoscere l’atteggiamento dello stalker o di porre in essere comportamenti difensivi adeguati”.
negli Usa lo stalking è reato dal 1994, in Italia da febbraio 09:  “il reato consiste ‘nel porre in essere minacce reiterate o molestie con atti tali da creare nella vittima un perdurante stato di ansia o paura o un fondato timore per l’incolumità propria o di persona legata da relazione affettiva o a costringerlo ad alterare le proprie abitudini di vita'’.
I limiti della pena sono stati adeguati alla gravità del reato (da 1 a 4 anni) e possono essere aumentati ‘’se il fatto è commesso dal coniuge legalmente separato o divorziato o da persona che sia stata legata alla vittima da relazione affettiva'’.
La pena inoltre è aumentata da un terzo alla metà ‘’se il fatto è commesso ai danni di un minore'’, se a compierlo è una persona armata o mascherata, e, infine, si tratta di una violenza ‘’di gruppo'’.

2 commenti :

Chitta69 ha detto...

Quello che mi preoccupa è che quando scatta la denuncia il danno è fatto. Comunque ben venga la pena che si sa, qui in Italia capita raramente. Ciao Paola, un bacione. Cri!

EnergiaCreativa ha detto...

ciao Cri.si...al principio è difficile capire che è stalking.i primi risultati (sembrano) esserci anche qui da noi.P