Iscriviti ai Feed C4U su Facebook Seguimi su Twitter Seguimi su Istagram Scrivimi Skype Linkedin

Pagine

Sei competitivo? puoi bruciarti

Esiste una correlazione diretta tra personalità con forte impegno competitivo, alto livello di aspirazione, impulsività, sentimenti di impazienza, fretta e mancanza di tempo (pattern di comportamento di tipo A altrimenti detto Type A behaviour) e incidenza di patologie psichiatriche.


Nello studio tra cause-effetto del burnout:

• i livelli di condizionamento dell’individuo (personale, ambientale e professionale/organizzativo);
• le maggiori fonti di stress (stressor) per coloro con eccessivo carico di lavoro, ambienti disorganizzati;
• il profilo personale del professionista più a rischio di burnout (età sotto i 40 anni, idealista, introverso, suscettibile ai condizionamenti esterni, con hardiness ridotta, Type A behaviour);
• l’humus più favorevole al burnout (aree urbane, zone disagiate con scarsi servizi sociali, strutture fatiscenti, attrezzature insufficienti/inadeguate, gestione burocratica anziché manageriale).
I sottotipi del burnout:
• burnout classico (o frenetico) quando il soggetto di fronte allo stress reagisce aumentando a dismisura la propria attività lavorativa fino all’esaurimento psicofisico;(mio!!!)
• burnout da sottostimolazione (underchallanged) dovuto alla insoddisfazione per la ripetitività e monotonia del lavoro che non è più ritenuto dall’individuo all’altezza di offrire stimoli e motivazioni sufficienti. Si tratta quindi di insegnanti più annoiati/demotivati che stressati nel vero senso del termine;
• burnout da scarsa gratificazione (wornout) dovuto a un lavoro ritenuto troppo stressante rispetto al riconoscimento che lo stesso comporta.

La differenza col burnout classico risiede nella reazione dell’individuo che riduce il proprio ritmo lavorativo col preciso fine di prevenire il sopraggiungere dell’esaurimento. Non è altro che il tentativo di diminuire la discrepanza tra input e output riducendo il primo.

Per prevenire il burnout:
• diminuire la componente onirico-idealista rispetto al proprio lavoro, ridimensionando le proprie aspettative e riconducendole a un piano più attinente alla realtà (…discrasia forte fra ciò che la persona ritiene di essere rispetto a come considerano di essere percepiti…);
• evidenziare gli aspetti positivi del lavoro e non concentrarsi solo su quelli negativi;
• coltivare interessi al di fuori dal lavoro per distrarsi e non focalizzare l’attenzione esclusivamente sui problemi professionali;
• lavorare in compagnia di altre persone per non sentirsi soli e condividere lo stress.

Friedman (2000) e Pithers (1995) ritengono strumenti per la prevenzione del burnout:
 la formazione professionale per l’acquisizione di nuove competenze operative e relazionali, organizzative e manageriali, di comunicazione e problem-solving, decision-making, autocontrollo, gestione dei conflitti e percorsi di counselling.

5 commenti :

Maddie ha detto...

hummmm...che è? Ti ha telefonato Caligola?:-D

bady ha detto...

Quest'anno ho comunicato apertamente che non mi sarei interessata dei regali e della organizzazione pranzi e cene....le mie figlie hanno preso le loro iniziative e mi stanno sostituendo come se io fossi emigrata o morta o bella addormentata!!!!Invece sono qui nella stessa stanza ma impegnata a studiare, lavorare, distrarmi...ahahahaha....Ho solo qualche dubbio: cosa vorranno in cambio? Si sono attivate perchè sono grandi? Hanno rinunciato a me? Andrà tutto bene ugualmente?Basta, tempo scaduto...torno ad acquisire nuove competenze.....

EnergiaCreativa ha detto...

@Maddie...purtroppo conosco un'altra personalità di tipo A...moooolto più vicina, che ho voluto /dovuto stare ad ascoltare, perchè vorrei vivere meglio (del passato) e a lungo.;)))))

EnergiaCreativa ha detto...

@Bady..magari in cambio vorranno una mamma più felice...che ne dici? bello accontentarle.auguri.

Maddie ha detto...

ecco.....;)))