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Cosa uccide l'amore

Stavi attenta a non dire le parole che presto sarebbero diventate il nostro altare privato. Io le avevo già dette molte altre volte, lasciandole cadere come monete nel pozzo dei desideri, sperando che si avverassero. Le avevo già dette molte volte, ma non a te. Le avevo offerte come dei nontiscordardimé a ragazze che avrebbero fatto meglio a starci attente. Le avevo usate come proiettili e merce di scambio. Non mi ritengo una persona insincera, ma se dico che ti amo e non lo intendo, cos'altro sono? Ti vorrò bene, ti adorerò, ti cederò il passo, migliorerò per te, dovunque guarderò vedrò solo te? Ti dirò la verità? E se l’amore non è tutte queste cose, allora cos'altro è?



All'ora che cos'è che uccide l'amore? Soltanto la disattenzione. Non vederti quando mi stai davanti. Non pensare a te nelle piccole cose. Non spianarti la strada, non prepararti la tavola. Sceglierti per abitudine e non per desiderio, passare davanti al fioraio senza accorgermene. Lasciare i piatti da lavare, il letto da rifare, ignorarti al mattino, usarti la notte. Desiderare un'altra persona mentre ti bacio sulla guancia. Dire il tuo nome senza ascoltarlo, dare per scontato che sia mio diritto pronunciarlo.

Strano che il matrimonio, una manifestazione pubblica, aperta a tutti, apra la strada al più segreto dei legami, l’adulterio.

quando portò il cucchiaio della minestra alle labbra, come desiderai essere quell'innocente pezzo di acciaio inossidabile. avrei volentieri barattato tutto il sangue del mio corpo con mezzo litro di brodo vegetale. fammi essere carota a dadini, vermicelli, così che tu mi prenda in bocca. invidiavo i crostini. la guardavo spezzare e imburrare ogni pezzo, immergerlo lentamente nella scodella, lasciarlo galleggiare finché, pesante e grasso, si inabissava in quella profonda massa rossa, per poi venire resuscitato al glorioso piacere dei suoi denti.

le patate, il sedano, i pomodori, tutti erano passati per le sue mani. quando mangiavo la zuppa, mi sforzavo di sentire il sapore della sua pelle. ci doveva essere rimasto qualcosa di lei. l’avrei trovato nell'olio e nelle cipolle, l’avrei scoperta attraverso l’aglio.

… sentirò il tuo sapore anche solo attraverso quello che hai cucinato.

Jeanette Winterson, Scritto sul corpo


e giuro questa non la ricordavo, quando ho scritto
... il cuore non si ruba, si concede. Siamo noi che lo concediamo.
l'ho riscoperta solo ora, riprendendo il libro tra le mani...

“Non si regala mai il proprio cuore, lo si presta di tanto in tanto.
Se non fosse così, come potremmo riprendercelo senza chiederlo?”

9 commenti :

Alina.. ha detto...

speciale..nei preferiti.baci!

EnergiaCreativa ha detto...

Grazie Alina.Si la Winterson è meravigliosa.

Maddie ha detto...

certo che 'sta storia del cucchiaio....se stiamo messi così solo alla zuppa non oso pensare cosa succede al dolce

EnergiaCreativa ha detto...

azzdicevo con la zuppa succede quello che dice movida....sono sempre a mollo..

Maddie ha detto...

:-Dcomunque visto che con il cioccolato non ti trovi il dolce è alle fragole.....tiramisù...

EnergiaCreativa ha detto...

sono allergica anche alle fragole e alle ciliege, alle pesche, ai melograni, alle nocciole appunto....e ad un sacco di altre cose, ma a volte le mangio lo stesso (infatti s'è visto...all'ospedale!!)ma grazie del pensiero. 

Maddie ha detto...

oh caspita! Scusa!Ok proviamo con questo 

Cembolina ha detto...

allora, facciamo che questeAll'ora che cos'é che uccide l'amore? Soltanto la disattenzione. Non vederti quando mi stai davanti. Non pensare a te nelle piccole cose.Strano che il matrimonio, una manifestazione pubblica, aperta a tutti, apra la strada al più segreto dei legami, l’adulterio.me le segno

EnergiaCreativa ha detto...

come vedi...me la sono segnatissima anche io, insieme a tante altre.al dito?