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La mia espressione creativa

Quello che segue è un post veramente personale, relativo ad un periodo durissimo della mia vita, New York, un ruolo da dirigente internazionale, lontana da casa, parlare in americano anche di notte senza intendersi mai...

Mi sono aiutata con due cose: il counseling (da utente, ma certo è stato il preludio di un cambiamento di vita, che mi ha portato a distanza di 7 anni a praticarlo dall'altra parte della poltrona) e la pittura…fino ad oggi vi ho parlato quasi solo di uno, ora è tempo di presentarvi l’altra..





La mia scelta “astratta” perché non figurativa, ma astrazione della realtà e nella realtà.
Un viso a me caro è per gli altri solo un viso. Un tramonto è uguale ad altri tramonti.
Sono dati oggettivi, riscontrabili, realtà fuori di noi.
Una macchina fotografica può cogliere meglio e più in fretta.

Perciò mi interessa ciò che si fa fatica a volte a raggiungere, qualcosa che è più profondo, a volte oscuro a noi stessi.
Le mie emozioni sono le stesse emozioni che ci sono nel mondo.
Fanno parte dell’universo collettivo.

Un ricordo è sfocato nella memoria.

Un dettaglio è affondato nell’indeterminatezza.
Riattingo ai ricordi che sono nelle mie viscere, è di lì che riaffiorano fino ad arrivare al cuore.

Il mondo come mi appare è confuso, disordinato. Veloce.
Un’opera figurativa è una forzatura ulteriore, più irreale di un quadro astratto.
I miei quadri non sono astrazioni ma emozioni.
Un’emozione è.
Giudicare un’emozione sebbene inutile, può avvenire comunque solo a posteriori.
Se arrossisco posso ridere o pentirmi, ma comunque l’emozione è stata più veloce e forte dell’intelletto.
Mi sono sentita costretta ad avere sempre un’opinione su tutto, ad essere anche veloce nel formularle, le mie “opinioni”.
Ho dovuto mostrare di continuo di essere intelligente, ad emergere, e per farlo sono stata costretta a sottolineare le differenze tra me e il mondo.
L’abitudine mi ha reso così brava che le differenze mi hanno autoesclusa dal mondo, mi sono creata un muro di gomma, di mattoni, di vetro.

Separata dalla vita, dalle unioni, dall’incontro con l’altro.
Le emozioni mi restituiscono la mia appartenenza al mondo, nel mondo.
Le emozioni sono comuni.
Riappropriarmi della consapevolezza che tutti hanno emozioni mi restituisce respiro ed umanità.
Ciò che vedo fuori è fretta, separazione.
Confusione senza direzione e senza gioia.

Nei quadri scendo nel mio mondo interiore e navigo.
Ritrovo pezzi di passato, in una fluttuazione che esiste solo nel momento presente.

Galleggio, affondo, riemergo, rinasco.
Porto sulla tela ciò che rimane dentro di me, di un’emozione provata davanti ad un tramonto, ad una carezza, ad una prova di vita. Un addio, un incontro.
Ciò che io provo ha dignità quanto ciò che vedo.
Riconoscere le emozioni restituisce dignità anche al mondo emozionale, interiore, vero, degli altri.
Nelle emozioni ritrovo le mie radici e l’appartenenza, la somiglianza a chi mi siede accanto per caso.

Il fare è personale, il sentire è comune.
Il figurativo è fruizione immediata e superficiale, presenta ciò che APPARE.
L’apparire mi confonde e mi spinge a mostrare ciò che non sono, a nascondere ciò che non è accettabile, a sentirmi indesiderabile se non rispondo a ciò che mi si chiede in quel momento, in quel frangente.
L’apparire sottolinea l’inadeguatezza, l’esagerazione, l’essere troppo o troppo poco.

Le emozioni esistono e basta. Rabbia, incredulità, passione, dolore, struggimento, stordimento.
Tutto ha senso nel momento in cui accade.

La comparazione nel mondo emozionale è priva di significato e utilità: a cosa serve affermare che soffro più di te, o godo più di te?
Le emozioni esistono così come sono e danno ad ognuno la dignità di essere ciò che si è.


Pannelli emozionali materici. L'emozione prende forma.

12 commenti :

Maddie ha detto...

Tu sei una gran persona....non riesco a dirti altro...no aspetta, quancosa di più riesco a dirla, ma ci devo pensare.....

Cembolina ha detto...

siamo sicure sicure sicure che non mi puoi seguire tu, eh? post meraviglioso. io per ora mi appunto un paio di frasette. tipo questaLe emozioni mi restituiscono la mia appartenenza al mondo, nel mondo.e questaLe emozioni esistono così come sono e danno ad ognuno la dignità di essere ciò che si è.

EnergiaCreativa ha detto...

mie care, questo post e quello che seguirà ho avuto il "coraggio " e il desiderio di pubblicarli proprio per voi...immaginavo che mi avreste letto e compreso (che è diverso di capito. capito è con la testa, l'intelletto). comprendere significa prendere insieme.noi siamo insieme emozionalmente ci siamo trovate e ogni giorno ci ricerchiamo. ed anche questo fa parte del percorso.

bjsasha ha detto...

L'astrazione sta alla pittura, come la prosa spontanea (propria della bet generation di Jack Kerouac) sta alla poesia. E' un modo destrutturato di raffigurare le proprie segrete sensazioni; parole-idea personali; oggetti posti di fronte alla mente, nella realtà,come in una foto, o sono posti nella memoria, dove diventano disegno a memoria di  un determinato oggetto-immagine. La pittura astratta propone un percorso, un dialogo interiore, un modo di sentire che sa rendere partecipe d'una dimensione altra, facendo vedere se stessi, le proprie sensazioni e gli altri, risultato di un nuovo e sempre diverso modo di sentire, di essere, di divenire. Lasua visione avviene in modo piacevole e incalzante come sa esserlo un'avventura. E quale più affascinante avventura della "navigazione nel proprio mondo interiore", fautrice di trame antiche su di un sentire individuale, peculiare, sempre nuovo?I tratti trascinano dentro una successione di avvenimenti e sentimenti che ben si declinano con stati d'animo del momento, sedimentati, però, "in una fluttuazione che esiste solo nel momento presente".La tecnica utilizzata - che trova ispirazione nell'impulso senza selettività di espressione ma, come per la beat generation, segue la "libera deviazione della mente" - propone modi di sentire e d'essere in successione. E anche quando  il fluire dei tratti, delle geometrie e degli accumuli cromatici, sembra aver perso il senso - o meglio, divenire ostico alla percezione soggettiva -, l'incalzare delle immagini e dei colori, in un rincorrersi sincronico-diacronico, permette il recupero di un senso sovrastato sempre da sensazioni, stati d'animo intimi. Ciò non deve sorprendere. Anche qui, come nella prosa spontanea, non vi è pure "il flusso imperturbato della mente di segrete parole-idea personali"?Basta seguire il suggerimento, lasciandosi andare alle libere deviazioni della mente, per ricostruire quell'empatia le cui radici affondano negli archetipi della mente umana...; "nelle emozioni"... "davanti ad un tramonto, ad una carezza, ad una prova di vita. Un addio, un incontro"... Ecco garantita, per l'artista, la capacità di ritornare alle origini e alla vita,  "all'appartenenza al mondo", "alle unioni", "all'incontro con l'altro" attraverso la propria "dignità di essere ciò che si è"... - Ne prendiamo atto e cogliamo, nel dipanarsi via via del percorso visivo, un modo personale di cogliere, di partecipare, di comunicare sensazioni le più intime. "Scrivi perchè il mondo legga e veda le immagini precise che ne hai", recita uno dei fondamenti della prosa spontanea di Kerouac. Ebbene, riformulo io: "Disegna perchè il mondo veda e apprezzi le immagini precise che ne hai" è quanto offre la visione.  E non è poco, in un mondo dove si fa spreco di parole.S.

EnergiaCreativa ha detto...

poco tanto...qual'è la mia visione e la tua nel mondo?mondo pieno e mondo vuoto...anzi mondo pieno ed io vuota, svuotata e rempita ancora..quale di queste parole ti appartiene e ti descrive nel mare pieno di bagliori che lasci a mescolare le tue parole e quelle di altri (?) affinchè io non abbia mai chiaro quale di quelle onde sei tu..

bjsasha ha detto...

Io sono fra le vette di monti evanescentiforse perchè sorrette da ponti inesistentiSono dentro a una strana dimensione... un limboNon sono vecchio, che situazione... Né un bimbo!Degli altri non mi curo, a prescindere dalla moleSolo sto attento e misuro - della gente - le paroleE di ognuna di codeste colgo esatto l'argomentoche non siano tarde o leste, bado ben l'inserimentoCiò non toglie qualsivoglia mia diretta interessenzaDi ogni altrui doglia, causa mia interferenza!S. 

EnergiaCreativa ha detto...

Dolente vo, pascendomi sospiri,quanto posso inforzando 'l mio lamentoper quella che si duol ne' miei desiri.E però, se tu sai novo tormento,mandalo al disioso dei martiri,che fie albergato di coral talento. 

bady ha detto...

EEEEEEEH...ragazzi...qui si esagera! Ho aperto i commenti solo per dire che con la tua capacità retorica potresti scrivere per molti artisti incapaci di definire il perchè della loro opera....e.....e.....vi ritrovo a scambiarvi versi in rima! Ma allora ci ho preso in pieno....devo stare attenta a voi due??? Aggiungo che secondo il mio non dotto parere...il vostro linguaggio spaventa avatar, cani, gatti e perfino peluche! Sarà meglio richiudere sto vaso di pandora e ritornare a più leggeri testi oppure cercare portali con altre mission....Baci a tutti e due......metaforicamente vostra...

EnergiaCreativa ha detto...

il "metaforicamente vostra" mi fa immaginare che sei anche tu dei nostri...ormai nella nostra rete di rimatori non estinti... ps...ma quali altre mission?

EnergiaCreativa ha detto...

questo è il mio gatto americano col suo peluchee grazie ai complimenti per la mia retorica 

bady ha detto...

sono dei vostri solo perchè capisco che non è il caso di lasciarti sola con un bj.....c'è da uscir pazzi...e appunto...non li vorrai incontrare tutti tu!! Saluto il gatto e il peluche...ma a esser sincera li vedo leggermente frastornati (come volevasi dimostrare). Sulle altre mission lasciami riflettere, condividerò volentieri le mie intuizioni...ma se tu posti con tanta frequenza dovrò prendermi una apposita vacanza!

EnergiaCreativa ha detto...
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