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Comunicare per vivere

La morte non sta nel non comunicare, ma nel non poter essere più compresi.


Pier Paolo Pasolini

Mi torna in mente questa frase da qualche giorno.

Il dolore che si prova nel non essere compresi equivale a cosa?
Un rifiuto sulla pelle?
Un rifiuto del proprio sentire di ciò che si prova, si sperimenta,  si dice.

Com- prendere l'altro dovrebbe essere compito di genitori, insegnanti, medici ma troppo spesso assisto a giudizi, anche affrettati.
Condanne: non deve fare così'.

Come se dire ad un bambino non devi piangere che sei un maschio possa fargli bene, dire a una persona adulta: devi superare le tue paure o devi smettere di fare questo o quest'altro possa essere la frase risolutiva di una ferita.

Sarebbe facile il nostro lavoro: anzi non esisterebbe affatto.
Il mondo è pieno di questi sapientoni, giudici con toga e martelletto che emettono le loro sentenze.

Io  come persona sento la necessità  di una diffusione delle abilità di counseling intese come ascolto e accettazione, non giudizio, non sostituzione all'altro considerato un incapace ( in qualche area).

Noto soprattutto in chi arriva a studio le prime volte,  lineamenti del viso più rilassati.
Nella frase: " tu mi puoi capire" mi pare di riconoscere incredulità e felicità.
Come aver finalmente trovato una casa dove poter essere accolto.

Perché solo se ci accettiamo come siamo possiamo cambiare (Rogers).

Altrimenti ci si sente soli,  incompresi, diversi, rifiutati, giudicati.

E le risorse che servirebbero a superare le proprie difficoltà vengono invece sprecate a giustificarsi e a convincere l'altro sul  proprio diritto a sentire ciò che si prova.

Ho conosciuto ed apprezzato vent'anni fa il Prof.De Bono* ed ancora oggi scopro qualche nuova prospettiva nei suoi metodi creativi in particolare i suoi cappelli per pensare.

Ecco, quello che mi piace è il cappello rosso, ovvero emozioni, sentimenti, sensazioni,preoccupazioni che NON hanno bisogno di venire spiegate né giustificate.

Solo il cappello nero - rischi e pericoli - e quello giallo - vantaggi e benefici - vanno spiegati.

E in questo, sì, vedo la possibilità vera di far crescere le persone.




*Edward de Bono, autorità internazionale nel campo del pensiero creativo. Laureato in medicina e psicologia, per oltre 25 anni ha collaborato con le più importanti aziende e con governi di tutto il mondo. Ideatore del pensiero laterale - Lateral Thinking® , dei sei cappelli per pensare e di altre forme strutturata di creatività che può essere usata in modo sistematico e deliberato anche per risolvere problemi.





4 commenti :

Eagle30 ha detto...

Perchè solo se ci accettiamo come siamo possiamo cambiare ( Rogers).ecco. io sono ancora qui. ogni tanto accettare è un verbo che non riesco a pronunciare. con il cuore intendo.poi ci sono persone come te, che accendono luci. per fortuna.ps: ogni tanto un commento serio riesce anche a me ;-)

EnergiaCreativa ha detto...

che non è sempre facile accendere le luci da dove sono io;-)))) tocca sempre a me il commento serio!! 

pu31 ha detto...

 bellissima frase ,bellissimo post ....sembra fatto apposta x me !bacio!

EnergiaCreativa ha detto...

pu...grazie mille. questo post lo sento moltissimo in questo momento della mia vita.