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Pagine

Raccontarsi
Un bisogno di autostima


Il ricordare o il raccontare ci trasmettono la sensazione di “tenerci insieme”.
Un potere ricompositivo.
D. Demetrio, Raccontarsi.
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Gestire le emozioni in 10 mosse

Ci sono momenti in cui tutto va troppo in fretta, il tutto è troppo e sento il bisogno di rallentare, fare chiarezza, dare un nome, un etichetta che mi aiuti ad elaborare le emozioni, processarle persino come un computer in cui vengono depositati i dati per ritornare ad esserne padrone di farne qualcosa.

Per gli amanti del controllo, le emozioni sono IL male, perché non si possono controllare, ma possiamo farci qualcosa su come le interpretiamo e reagiamo.
Sono un timone, non una vela.
Le emozioni ci aiutano ad identificare i nostri bisogni.
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Omosessualità e mancanza di empatia

Ho ascoltato lacrime e singhiozzi, ricordi di parole e giudizi mai dimenticati, ho visto lottare contro la propria omosessualità od anche passarci attraverso senza domandarsi nulla, per poi uscirne dopo anni come da una casa abitata per qualche tempo e mai rimpianta.
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Come diciamo addio

Partenze e addii, chiusure, cancellazioni, nuovi inizi.
In un mondo che cambia con un click, sempre di più, sempre più di noi e sempre più di ogni età, gestiamo le nostre relazioni su un touch screen, non su una bocca, un viso, occhi, mani.


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Scomparire- il fenomeno del Ghosting

Mi sembra di vivere in un mondo in cui stiamo perdendo le più semplici capacità umane.
Saper salutare ad esempio.
Non si saluta più, si scompare.

Il fenomeno del ghosting, ossia diventare un fantasma, in italiano: sparire, tanto comune e diffuso da diventare oggetto di studio.
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La paura del giudizio della gggente

Tra qualche giorno presenterò al convegno Reico- Associazione Italiana Counseling- un intervento dal titolo: 

Dare to be different.
Permettiti di essere differente.

Il punto di partenza sarà il Personal branding, ma anche senza entrare nello specifico e svelarne i contenuti, è un argomento che ci riguarda tutti, per la nostra crescita e felicità, per diventare ciò che siamo, per permetterci di essere chi siamo, senza ferire gli altri, ma senza neanche negare noi stessi.


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La vita davanti

Girati indietro a rannicchiarsi sul passato, a cosa ci è stato fatto, a quanti bisogni i genitori hanno ignorato, a quanto abbiamo perso a rincorrere una luce che non riusciva ad accendersi, un faro ad illuminare il cammino, a riscaldarci dentro.

Così fino ad oggi, tra un avrei potuto ed invece, avrebbero dovuto.

Però poi io ti chiedo (perché me lo sono chiesta io per prima, eh)

COSA PUOI FARE ADESSO
con il tempo che hai davanti e ciò che ti è capitato già e cosa ancora non ti è capitato mai.


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Quando il bambino era bambino

Quando il bambino era bambino,
se ne andava a braccia appese.
Voleva che il ruscello fosse un fiume,
il fiume un torrente;
e questa pozza, il mare.

Quando il bambino era bambino,
non sapeva d'essere un bambino.
Per lui tutto aveva un'anima, e tutte le anime erano tutt'uno.

Quando il bambino era bambino,
su niente aveva un'opinione.
Non aveva abitudini.
Sedeva spesso a gambe incrociate,
e di colpo sgusciava via.
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La fierezza dei propri talenti

Oscar Wilde scrive "Non c'è cosa che l'arte non possa esprimere", nei laboratori artistici esprimiamo emozioni, desideri, direzioni, fiducia. Esprimiamo e ritroviamo noi stessi, potenziati.

Ho provato tante volte a raccontare cosa può succedere in un laboratorio di crescita personale attraverso la creatività.
Una sola risposta è riduttiva, perché ognuno incontra le proprie, ciò che ha bisogno di vedere, esplorare e chiarire dentro di sé, senza interpretazioni dall'esterno.
Sabato scorso abbiamo lavorato sui nostri talenti, attraverso la metafora del vulcano.

Ogni volta si ripete in me lo stupore davanti al creare degli altri, quell'immersione che prende forma come un guizzo, come un incontro da tempo atteso e pronto a rivelarsi fuori con colore, forme e affermazioni nuove, che prendono il posto di ripetizioni del passato e ci conferiscono forza.

Oltre all'incontro con gli altri, più significativo e vero di quello solito della nostra quotidianità, c'è l'incontro con noi stessi, risorse dimenticate, desideri, possibilità.
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Buon 1° Maggio

Il mio mestiere è vivere la vita.

Lucio Battisti
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Superare il trauma

Le immagini sono una comunicazione potente, dentro e fuori di noi.
Anche per motivare, descrivere azioni e possibilità.
Così ho trovato questa campagna internazionale per la Fondazione David Lynch, firmata da Herezie e Peter Lippmann intitolata"Trauma".
Quattro temi, unico pay off: superare il trauma da...
Violenza domestica
Tortura
Bullismo
Prigionia

Lo sfondo da nero muta in bianco e così l'oggetto.



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La tentazione di essere felici

Sono una lettrice compulsiva, oltre alle letture "tecniche" mi piace trovare pagine dove prendo insegnamento, dove sento empatia e vicinanza, dove le teorie diventano storia delle persone, dove ritrovo scritti pezzi di pensieri miei mai chiariti, come ad esempio questo:

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Il tempo per te

Il tempo:
Siamo abituati sempre a dire che non ce n'è, ma lui c'è, siamo noi che lo usiamo in modo che sembra scivoloso a volte.
Non ce lo prendiamo per noi stessi, a volte lo pretendiamo da altri, lo buttiamo via, ciondoliamo tra le lancette.

Quando è troppo veloce, cioè quando io sono meno veloce rispetto alle cose da fare, aggiungo la notte, mi sveglio penso e risolvo, organizzo e finanche riaccendo il pc per cominciare o finire qualcosa che va fatto e di notte non c'è quasi nulla che interrompe, tranne il sonno che arriva anche lui a dirmi: è tempo di dormire.

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Perché la vita è un attimo

Scelgo questa canzone, tra le tante sue che amo e mi accompagnano e hanno accompagnato tante persone anche nei miei laboratori.


Scelgo questa perché ogni volta che una cosa così accade (quella cosa lì, la morte), forse se un motivo c'è, potrebbe essere quello di farci accorgere, convergere, apprezzare che la vita è un attimo.


Amarci, lasciar andare i rancori e i conflitti, amarci solo e ringraziare sempre.


Grazie perché le tue parole sono balsamo e cura, in ogni momento come se avessi una risposta e riuscissi a comprendere e esserci.
E tutte le parole che mi vengono in mente sono le tue  " Preferisco così che non c'è niente da fare solo stare seduti a una porta qualunque a guardare che spiove".
Lo condivido qui, perché altri possano conoscere le tue note dell'anima e farsi toccare la propria,
trovare conforto e sostegno, speranza ed incontro. Bellezza.

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Vogliamo davvero stare bene?



Ho imparato tante cose conducendo i gruppi.

C'è chi prova emozioni piacevoli, estremamente piacevoli, eppure scappa. Non torna.

Diciamo di volerci liberare dallo stress, dalle relazioni superficiali, ma poi quando capita di essere con tutti noi stessi in un luogo di condivisione vera, pronti ad accogliere quello che arriva, allora si fa marcia indietro.

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Il mio passato

Spesso ripeto sottovoce
che si deve vivere di ricordi solo
quando mi sono rimasti pochi giorni.
Quello che è passato
è come se non ci fosse mai stato.
Il passato è un laccio che
stringe la gola alla mia mente
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1,2,3,4,5 Si fa presto a dire Relazioni

Ci sono cinque assiomi della comunicazione, gli esperti li conoscono bene,
e magari le prime volte che si sente il nome di questi assiomi c'è bisogno di farselo ripetere, chi è e come si scrive.
Però una volta afferrato, risolvono un sacco di questioni, ti fanno capire errori ed omissioni, trucchi e sgambetti, ferite da parole contundenti e silenzi assordanti.

La comunicazione e la consapevolezza della nostra comunicazione, interamente, non una singola parte, quella che abbiamo messo su carta e possiamo rileggere e tuttavia pur restando sempre di uguale contenuto riesce a prendere infinite sfumature, a seconda del mio stato d'animo e con quale tono immagino di leggerla e compiacermene o distaccarmene.
Dicevo neanche la lettera scritta resta uguale nel tempo e dipende da chi la legge, e finanche cambia nella stessa persona che scrive, come sa bene chiunque cerchi di scrivere per mestiere.

Nelle lezioni di personal branding soprattutto c'è sempre una parte in cui racconto dell'importanza del conoscere quante più parti possibili della nostra comunicazione.
Di come porgiamo la mano, di come incrociamo lo sguardo dell'altro, di quanto siamo soliti alzare o abbassare la voce, di quando sfuggiamo svalutiamo contestiamo o apprezziamo confermiamo e facilitiamo la nostra comunicazione e quella dell'altro.

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Il counseling riconosce le abilità

Fin da piccoli siamo stati confrontati, spinti a guardare il compagno di classe quanto era bravo in questa o quest'altra cosa.
Se non era a scuola, era a casa con i fratelli: guarda lui/lei come studia, com'è bravo.
Guarda lei esce con la borsa com'è femminile.

Sembrava che il confronto comprendesse un insidioso non detto
 "tu invece no".

Sono convinta che leggendo queste due righe ti è venuto subito in mente il confronto che ha fatto male a te, ti ha umiliato/a, ferita, svalutando ciò che eri  come se non fosse importante, speciale, o utile nella vita avere una diversa abilità o preferenza, ma fosse indispensabile sviluppare l'altra, che la tua invece non la vede neanche nessuno e non importa nulla e non serve a niente.



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Quando perdiamo noi stessi...come accorgercene e che fare

La gente pensa che la cosa peggiore sia perdere una persona a cui si vuole bene. Si sbaglia.
La cosa peggiore è perdere se stessi mentre si vuole troppo bene a qualcuno, dimenticarsi che anche noi siamo importanti.


F. Volo







Come può essere dimenticarsi di sé?
Si possono dimenticare le chiavi di casa, quelle della macchina, dove sono gli occhiali, ma noi stessi, com'è possibile perderci?

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L'importanza dell'amore per sé


Amore per se stessi, amore per gli altri, concetto di amore, e amore in tutte le sue manifestazioni: attrazione, infatuazione, romanticismo, abbandono, amicizia, intimità, accettazione, perdono, gioia, passione, estasi e comunione.
Sono soltanto alcune facce dell’amore – aspetti universali di cui tutti noi facciamo esperienza nel nostro passaggio attraverso questa esistenza.
Ma... cosa dire dell’amore per se stessi?
E dell’autoaccettazione e del perdono nei confronti della propria persona?

È qualcosa di sbagliato e bizzarro, inappropriato ed egocentrico?
Amare, accettare e perdonare voi stessi è il primo passo – il passaggio – il “casello d’entrata” verso la capacità di dare veramente amore.
Spesso prendiamo le distanze dall’amore per noi stessi, perché sentiamo di non averne diritto, di non meritarlo, o magari perché proviamo addirittura un senso di colpa. 
Ma senza amore per noi stessi, non può esserci amore per gli altri.

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Amarti ed essere felice attraverso il colore.

Da molti anni uso la pittura come mediatore di emozioni, sensazioni, stati d'animo, interrogativi. Come trasformatore e catalizzatore.

L'ho scoperta quasi per caso "autorizzandomi" a creare dopo immersioni di giorni interi passati nei musei.
Gughenheim, Met, Moma, e tutto un mondo nuovo intorno.

Ho letto solo poi cosa fa, e quali funzioni ha, come può aiutare una persona a trovare equilibrio e sollievo.



Potrei scrivere qui le teorie, ma quelle per me sono arrivate dopo, come una spiegazione di qualcosa che avevo incontrato già.
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Gli esercizi che fanno davvero male

Questa settimana ho condotto un corso di formazione, il primo giorno e il quarto.
Per riprendere il dialogo con gli allievi -20 uomini- ho chiesto cosa avessero fatto nei giorni precedenti, e sono rimasta ghiacciata.

La classe si era confrontata su questo:


ISTRUZIONI
Leggi attentamente la storia che segue, poi fa' quanto richiesto (tempo a disposizione 10').
In un secondo tempo, ti verrà chiesto di confrontare i tuoi risultati con quelli dei tuoi compagni.

“Il traghetto”
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Una nuova tela su cui dipingere

Ogni giorno è una nuova tela su cui dipingere.
Assicurati che il tuo disegno sia pieno di vita e felicità e che alla fine della giornata non la guardi e avresti voluto dipingere qualcosa di diverso.




La pittura per far splendere la tua luna e le tue stelle, i tuoi desideri e le tue potenzialità, i tuoi tempi e i tuoi cambiamenti. Per rilassarti e esprimerti creativamente nel benessere sensuale della pittura.
Per scoprire i tuoi colori e forme senza giudizi, nel flusso dell’ascolto interiore.


Sabato 12 Marzo dalle 15 alle 19- Roma Eur

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Solitudine, speranza e caffè

una tazzina.o massimo ra solitudine.

uanema...manca a speranz e coccurun che o vene a truvà
(una tazzina, il massimo della solitudine. neanche la speranza che qualcuno lo venga a trovare)




Una delle tante scene in cui mi hai fatto innamorare.
Massimo Troisi 19 Febbraio 1953 – 4 Giugno 1994

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Buon San Valentino del se

C’era una volta, e c’è ancora, un’anima curiosa che vagava per gli spazi infiniti senza trovare un amore dentro il quale tuffarsi.
Stava andando alla deriva negli abissi di un mare di noia quando sentì pulsare qualcosa.
Una luce, fatta di musica.
E rimase inebetita da tanta bellezza. Disse solo una parola e si tuffò dentro di te.

Allora vi siete dimenticati tutto e avete incominciato a vivere. Tu e la tua anima.
Per sempre felici e contenti, prometteva l’ultima riga delle favole.
Invece siete finiti in una gabbia, e le sue sbarre le ha costruite il dolore.
Non riuscite più a stare insieme e neppure a staccarvi.
Vi trascinate senza meta sotto il peso dell’infelicità e nei vostri pensieri il futuro assomiglia a un deserto dove la nostalgia prevale sul sogno e il rimpianto sulla speranza.
Lettrice o lettore, non ti crucciare.

Prima o poi, e più prima che poi, sentirai in sogno una voce di flauto.
“Lei è la tua anima, mica un accidente. 
Se non te ne innamori, non amerai mai niente.”
“Innamorarmi della mia anima! E come si fa?”
“Ti do un indizio. Ricomincia dall’inizio…”

L’ ultima riga delle favole - M. Gramellini


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Ezio Bosso commozione tra parole e musica

La musica siamo noi.
Noi mettiamo le mani ma ci insegna la cosa più importante che esista che è ascoltare.

Tendiamo a dare per scontato le cose belle.

Abbiamo tutti una stanza che non ci piace.
Che è buia, è piccola e ci preclude.


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Proibito non fare le cose per te stesso


Quando si parla di amore, viene spontaneo pensare prima agli altri, all'amore impossibile,  non corrisposto, o al massimo narcisistico per noi stessi, ma difficile pensare e fermarsi all'amore "sano".

Di solito noi veniamo dopo.
Dopo i figli, dopo i genitori, dopo il lavoro, dopo i compagni.
Dopo, quando c'è tempo, quando non sarò stanco/stanca.
Siamo i primi a farci fuori, a tirarci fuori, a sacrificarci.
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ColoriAMO il colore alleato per il nostro benessere

Se tu potessi avere la bacchetta magica per liberarti dello stress,
la useresti?

In effetti, ce l'hai, tante, a tua disposizione, sotto forma di legnetti colorati, pronti a disegnare linee e forme piene e vuote di senso, con e senza direzione, libere e ordinate, armoniche e discordanti, per donarti riposo e sollievo, sorriso e scoperte.

Colorare è un attività che abbiamo abbandonato e recuperarla può aiutarci a ricontattare la calma, il tempo, lo spazio, il non giudizio, il divertirsi inseguendo un colore su un foglio.

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In attesa di principi e principesse

Qual'è la domanda che ci tiene in relazioni sbagliate?
E' giusto accontentarsi, aspettare o continuare a cercare?

Uomini e donne, siamo in attesa di lui/lei, delle sue promesse, della telefonata, che torni quel lato di cui siamo innamorati, e ci ostiniamo a ingigantire, onorare, venerare per quanto piccolo e raro sia il suo comparire.
Una parte di noi ha conosciuto, sperimentato, assaggiato e ne vuole ancora.
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Come stai nella tua coppia?

Amore senza spazio e senza fiato.

Il fotografo Hauruhiko Kawaguchi esprime un concetto comprimendo persone - consenzienti- ad entrare in una busta di plastica a cui viene tolta l'aria il tempo dello scatto.

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Emozioni a comando

Le emozioni a volte arrivano e ci scompigliano tutto, in una galleria di vento troppo freddo e imprevisto.
Abbiamo altre possibilità oltre a farci travolgere?

La mia proposta, che faccio anche a me stessa quando mi sento guidata da qualcosa che non ho deciso e sembra fuori totalmente dal mio controllo, è scegliere.

Volontariamente, guardiamo l'emozione che arriva, diamole un nome, e poi lasciamola andare.
A comando, il nostro.

Come stessimo giocando a palla, arriva la tristezza e la lasciamo cadere, senza farla prigioniera.

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La creatività come fonte interiore di risposte e di rinnovamento

Ti capita mai di sentire che non riesci a raggiungere ciò che vuoi?
Che tutto è sempre uguale, tu sei sempre uguale?

Stessi errori, stesse cadute.

I punti saldi scivolano e tu con loro.

Allora ti trovi in conflitto tra desiderio di cambiare e lasciare il resto uguale.

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I laboratori dei prossimi mesi

Si può sperimentare piacere, significato, trovare una soluzione ad un problema, sentirsi parte, sentirsi flusso "semplicemente" dipingendo?


La risposta è SI.
Un si grande quanto un mondo interiore in continuo cambiamento, veloce o più lento di quanto accade all'esterno di noi stessi.
Dentro di noi scendiamo a trovare il segno, il disegno, il colore e l'esclamazione che illumina una strada, o anche solo un pomeriggio di pausa.
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Se la vita fosse una partita di tennis

Com'è il tuo rapporto con il potere?

No, non quello degli altri, ma quello della tua vita.
Possiamo stare a guardare, possiamo scipparlo dalle mani degli altri. Possiamo rinviare, incolpare.
Lamentarci.
Non agire mai.



Adoro questa opera di Tom Mosser perché mi fa pensare vita come una metafora del tennis.
C'è chi resta tutto il tempo a raccattare le palle, chi non torna mai al centro del campo e si perde quelle degli angoli.


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bevo a chi ha diritto a un brindisi stasera

Bevo a chi è di turno, in treno, in ospedale,
cucina, albergo, radio, fonderia,
in mare, su un aereo, in autostrada,
a chi scavalca questa notte senza un saluto,
bevo alla luna prossima, alla ragazza incinta,
a chi fa una promessa, a chi l’ha mantenuta,
a chi ha pagato il conto, a chi lo sta pagando,
a chi non è invitato in nessun posto,
allo straniero che impara l’italiano,
a chi studia la musica, a chi sa ballare il tango,
a chi si è alzato per cedere il posto,
a chi non si può alzare, a chi arrossisce,
a chi legge Dickens, a chi piange al cinema,

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Babbo Natale è dentro di noi

In questo periodo si leggono tanti articoli sullo spirito del Natale e su chi quello spirito lo fugge, del perché per alcuni il Natale è tristezza, consigli utili e strampalati.



Ne ho parlato in questo blog negli anni scorsi [quiqui  e qui], e dunque aggiungo quello che mi sembra nuovo
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Bivi

Ci sono momenti nella vita quando ci troviamo ad un bivio, spaventati, confusi, senza una mappa.

Le scelte che facciamo in quei momenti possono definire il resto dei nostri giorni.

Ovviamente se ci confrontiamo con  l'ignoto, la maggior parte di noi preferisce voltarsi e tornare indietro.
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Il porcospino e la tartaruga

C'era una volta un piccolo porcospino.
Era un animale molto strano, perché pur avendo un corpo assai piccolo, era coperto dalla testa ai piedi da lunghi aculei minacciosi, che facevano apparire il suo piccolo corpo molto più grande.
Ciò gli era utile perché quando si allontanava dalla tana, gli altri animali, più grandi e più forti di lui, lo evitavano con cura.
Questo poteva essere abbastanza divertente, ma era anche un po' triste, poiché si sentiva solo, e non
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La limpidezza attraverso l'ascolto


E’ sbalorditivo come certe cose che sembrano insolubili diventano solubili se qualcuno ci ascolta, come una confusione che sembra irrimediabile si trasforma in un flusso che scorre con relativa limpidezza.

Ho apprezzato profondamente le volte in cui ho sperimentato questo ascolto sensibile, empatico, concentrato.


Carl Rogers
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1° dicembre: giornata mondiale contro l'Aids


Nessun superman o wonder woman



3.695  persone nel 2014 hanno scoperto di essere sieropositive, un dato costante negli ultimi tre anni.
l’infezione colpisce soprattutto i giovani fra i 25 e i 29 anni che, 8 volte su  10, si contagiano durante rapporti sessuali, perché non usano il preservativo.


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