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Dare un limite al dolore

Qual'è il vostro modo per superare i momenti bui, quelli dove l'uscita non si vede proprio?
Cosa fare in quei minuti assurdi in cui il pensiero di farla finita arriva?

Nel post precedente vi ho lasciato con questa domanda.

Molte risposte, chi guarda i bambini, chi ascolta gli altri ridere.

L'evento che ha generato il mio scriverci sopra è stata però una mamma di 47 anni e 4 figli.
Ovvero quasi la mia età, e lo stesso numero di figli che ha avuto mia madre.

I pensieri sono andati a mille, le testimonianze sono arrivate pure da figli di genitori che hanno fatto questa scelta.
Testimonianze molto personali, di chi ci ha provato ed è contento di non esserci riuscito, di chi ha camminato un buon pezzo della vita cercando di trovare risposte, gioia, motivi e mezzi per cambiare quel dolore interno.
Lo so che è poco "cool" occuparsene, ma far finta che va sempre tutto bene che senso ha se poi nessuno è felice.

Primo punto:
Quanto spesso siamo spaventati che i periodi belli e "fortunati" possano finire, increduli che stia finalmente andando tutto bene, che le cose belle stiano accadendo proprio a noi.

Eppure il pensiero speculare nei pensieri bui, non c'è.
Siamo spaventati che la fortuna possa finire, ma non che possa accadere con il periodo nero.
Il buio è totalizzante, di passato, presente e futuro.
Forse pensiamo di non essere in grado di farcela, ci sentiamo piccoli e soli.

Allora ho scelto questa proposta, e ringrazio di cuore G. per averla inviata.

Darsi un limite temporale per il dolore. 
Io provo sempre a stabilire il tempo in cui posso permettermi di farmi travolgere dalle sofferenze che in quel momento sto patendo. 
Tipo in una situazione di emergenza mi concedo qualche secondo. 
Dopo un abbandono qualche giorno (72 ore di solito). 
Passato questo tempo so due cose: che sono sopravvissuta e che il tempo di non fare nulla perché ero impegnata a soffrire è finito. 
Quindi rimane solo da rimettersi in sesto (o agire). 
In quel lasso di tempo so che posso non fare altro che sentire quello che provo, senza sensi di colpa, perché poi so che arriva il momento di smettere. Può servire?

Vi lascio con una nuova domanda.
Può servire?
Spero di sì.


ps.Anche questa mi sembra una risposta.Nessuno è necessario, ognuno è indispensabile.

Continua...

Lista di cose da fare nei momenti di nero

Accade già da qualche tempo di trovare tra le ricerche che portano al blog la chiave di ricerca "paola bonavolontà suicidio".
Tre parole.
Terribile vedere il proprio nome seguito da un termine che ho sempre cercato di evitare.
O forse no.


Scrivo di counseling, e non sono un terapeuta, come OSO di parlare di queste cose?
Come ti permetti di mettere in piazza cose di famiglia?
Specifica quale famiglia, altrimenti ci ritroviamo sommersi di domande.
Noi non lo abbiamo detto, e se dopo che lo hai scritto chi non deve sapere scopre che è andata così?


Sono i pensieri interni persecutori forse non tanto lontani dalla verità. Ho parenti persecutori oltre a pensieri persecutori.
No, non tutti, perciò sono salvi loro ed anche io.

Accade però che continuando ad impedirci di parlare tutti noi, me inclusa, alimentiamo un TABU'.

Mentre come sempre, parlare aiuta, cercando di assicurarsi al massimo un luogo sicuro, come mi auguro che sarà accolto dentro di voi questo articolo, senza desideri di vendetta o di aggressione, senza indignazione, per ciò che è.
Una testimonianza.

Ci abbiamo messo circa dieci anni a parlarne insieme, un giorno è accaduto, in cucina, noi tre.
Mia madre, mia sorella ed io.

Un altro uomo, padre di un bambino piccolo piccolo, apparentemente sempre sorridente, aveva deciso di andarsene, nel giorno del suo compleanno.

Parlare di lui ci ha dato modo di parlare di noi, di come ci siamo spiegate e non spiegate, di come ricordiamo invece "l'altro" evento.
Dire quello che ci tocca più da vicino è strano. Questi eventi ci toccano e restano distanti allo stesso tempo.
Incredibilmente presenti ed assenti, attoniti e silenziosi.

Parlare ci fa scoprire nuovi punti di vista.
A volte è una doccia gelata, come quando una cugina mi disse di lui "aveva un carattere di m.".
Quanto giudizio, che si accanisce crudele contro una vita - e una morte- che non può essere giudicata.

A volte parlare ci fa scoprire quanto in una stessa famiglia si possa pensare diversissimamente su uno stesso argomento.
Perché si può banalizzare tutto, ma anche ricevere un altra doccia fredda, di quelle però che ti fanno aprire gli occhi, con semplici parole, è scuotere, "ma tu sì pazz".

E allora anche il tu si pazz non è più giudizio, ma risveglio, ri iniziare a guardare, farsi un giro, recuperare tutte le cose che ci piace fare qui su questa terra.

Camminare a piedi nudi nel parco, non a caso ci hanno fatto un film, perché davvero piacevole.
Fare una doccia, con un profumo speciale, una spugna morbida, facendo attenzione all'acqua che cade e ci porta via i pensieri neri.
Saltare su un tappeto elastico, immaginando di calpestare tutta la rabbia e il dolore, tutti quelli che non ci ascoltano e ci fanno male.
Fare cento flessioni, che non son piacevoli, ma lo sforzo fisico ci distrae.
Andare in libreria, annusare i libri. Scattare foto di piccoli particolari da scoprire.
Cantare la propria canzone preferita sentendo tutte le stonature.

Preparare una torta, scrivere una poesia che ci racconti.
Farsi una nuotata in piscina o al mare.
Immergere le dita nella creta e se non ce l'abbiamo nel das.
Ascoltare una musica a palla per gridare forte forte "Ce la posso fare", perché "vado al massimo" in certe situazioni potrebbe essere controindicato.
Cercare un centro di ascolto dove farsi aiutare. Un terapeuta.
Scoprire che esistono musicoterapia, danzamovimentoterapia, insomma pittura, musica, teatro, colori per stare bene e che c'è un mondo meraviglioso dentro e fuori.
Cose divertenti, succosissime, speciali. Persone come noi, persone diverse da noi o da chi non ci ha mai saputo ascoltare o accogliere, o magari perché noi non ci siamo fatti conoscere o ascoltare.

Vi prego se volete, aiutatemi a continuare questa lista, le altre cose per cui vale la pena vivere.
O forse meglio, cosa fare in quei minuti assurdi in cui il pensiero di farla finita arriva.
Per impedirsi di distruggere e poi ricominciare a costruire.





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Per altri articoli scritti su questo argomento clicca qui
per articoli  sulla vita  qui


foto: Gilbert Garcin

p.s. non dimenticherò mai le urla straziate di mia sorella. Gridò: "non è morto".
ed io stupidamente sospirai pensando: vedi, non poteva essere vero.
e subito dopo lei aggiunse: "si è ucciso".
La morte viene ridicolmente negata nel suicidio, si dirà sempre, non so perché, non è morto. Si è ucciso.

Continua...

La manomissione delle parole

Le nostre parole sono spesso prive di significato.
Ciò accade perché le abbiamo consumate, estenuate, svuotate con un uso eccessivo e soprattutto inconsapevole. Le abbiamo rese bozzoli vuoti.
Per raccontare, dobbiamo rigenerare le nostre parole. Dobbiamo restituire loro senso, consistenza, colore, suono, odore. E per fare questo dobbiamo farle a pezzi e poi ricostruirle.[...]

Mi ha sempre affascinato l'idea che le parole - cariche di significato e dunque di forza - nascondano in sé un potere diverso e superiore rispetto a quello di comunicare, trasmettere messaggi, raccontare storie. L'idea, cioè, che abbiano il potere di produrre trasformazioni, che possano essere, letteralmente, lo strumento per cambiare il mondo. [...]


È necessario un lavoro da artigiani per restituire verginità, senso, dignità e vita alle parole. È necessario smontarle e controllare cosa non funziona, cosa si è rotto, cosa ha trasformato meccanismi delicati e vitali in materiali inerti. E dopo bisogna montarle di nuovo, per ripensarle, finalmente libere dalle convenzioni verbali e dai non significati.[...]

Quando, per ragioni sociali, economiche, familiari, non si dispone di adeguati strumenti linguistici; quando le parole fanno paura, e più di tutte proprio le parole che dicono la paura, la fragilità, la differenza, la tristezza; quando manca la capacità di nominare le cose e le emozioni, manca un meccanismo fondamentale di controllo sulla realtà e su se stessi.


Gianrico Carofiglio



Sabato 5 luglio laboratorio di crescita, consapevolezza, benessere "le parole dipinte"

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I libri che insegnano

Scrivo poco sempre meno.
Leggo tanto, bevo più che altro i libri tutti di un fiato.
Cambiano i libri, li devi scoprire, devi capire da fuori quelli che vale la pena tuffarcisi dentro.
Non sai se la scelta, l'investimento di tempo sottratto ad un altro libro vale da fuori, così a volte mi trovo spiazzata, come sempre davanti a troppa scelta.
Tante cose non si possono capire senza davvero immergersi dentro. Musica, libri e persone.
Forse anche il cibo, a meno che non sia una patatina fritta, ma anche là, immagini come possa essere una volta addentata, ma può riservare sorprese piacevoli o spiacevoli, oltre che, semplicemente, mantenere le attese.
Scrivo poco dicevo, sento di aver detto già tanto.
Lascio ad altri guru copianti il gusto febbrile di essere in prima linea sempre.
Torno ai miei libri, e parlo poco, più per raccontare una scoperta o un pensiero, che per ossessione nell'essere parlante, sempre costantemente, per paura di scomparire.

Quest'inverno il  dottore mi ha chiesto di leggere meno per lavoro, mi ha "prescritto" di tornare ai romanzi e togliere per quanto possibile dalla mia vita privata il resto sovrabbondante di un lavoro che non si placa mai. Onde di altri, scoperte, spiegazioni, teorie.

Così son rimasta solo con un testo, di cui ho riportato pezzi anche qui, meraviglioso, il libro dei Chakra di Anodea Judith,  alla scoperta dell'anima e della storia di ciascuno di noi, di benessere della mente e del corpo, delle energie e dell'equilibrio.
Nella mia ricerca di salute anche fisica, quel libro è stato un frullato alla fragola, molto gustoso, da sorseggiare con calma.
Poi ci sono stati gli altri. Tanti, che per contarli e ricordarli ho un foglio exel, perché li bevo tanto in fretta che solo rileggendo i titoli posso ricordarmi ciò che ci avevo trovato dentro, tra le pagine.

Mi accorgo che in un mese sono già quattro libri sul nazismo, sul periodo della guerra, sulle conseguenze che ha avuto poi, dai nostri nonni in poi, senza che le persone abbiano smesso di farle le guerre, di disprezzare la vita loro e degli altri.
Trovo che la memoria serva a comprendere la nostra storia, apprezzare il nostro presente e rendere migliore il nostro futuro.
Partendo da ciascuno come individuo, cioè da sé prima ancora che per gli altri, perché quel "sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo" includa il nostro di mondo.

Ogni libro magico a modo suo, noto di essere cambiata io, che di tedeschi non riuscivo a sentirne parlare senza essere dilaniata da un dolore insopportabile, e che queste storie rendono onore, e arricchiscono anche chi questa memoria non ce l'ha.
Chi vive la vita continuando a lamentarsi del caldo, del lavoro, del nulla e che palle quando hanno una vita dorata pagata da altri, criticando tutto ed accanendosi a lottare per distruggere l'altro e non per costruire qualcosa da sé.

Meglio se continuavo a non scrivere?
Ecco i titoli: La ragazza che hai lasciato di Jojo Moyes, di Carla Sanchez Il profumo delle foglie di limone, Markus Zusak La bambina che salvava i libri.

Di questo ultimo per i più pigri c'è anche un film, che per ora non ho visto, per non fare confronti tra pagine e immagini.
Una particolarità, nella narrativa a tratti troppo semplice di un autore giovanissimo.
E' la morte che narra.
Scomodo? Fastidioso? Fantasioso?  Mi ha fatto pensare ad un altro libro che inizia proprio guardando alla fine ultima del nostro viaggio.
Se è vero che in certe professioni è una compagna assidua, presente, a tratti invadente, forse se ogni tanto smettessimo di far finta che non esiste affatto, forse smetteremmo di criticare, lamentare, non essere mai contenti e inizieremmo pure a darci da fare per conquistarla la felicità ed apprezzare quel tanto che abbiamo già.

.



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LE PAROLE DIPINTE

Tanti impegni negli ultimi tempi e la volontà di fare un altro laboratorio solo se potevamo esserci tutti.
Continuate a chiedermi quando e io rimando, mi nascondo perché so che comunque qualcuno mancherà, e che le cose cambiano, anche io cambio, anche quando vorrei tenere uguali le cose, le situazioni e le persone che mi piacciono. Tutti vicini vicini.

Quindi accetto che ci sarà chi potrà e vorrà.
Così è venuto fuori il laboratorio di chiusura e di saluto prima dell'estate.
LE PAROLE DIPINTE
Perché  note dipinte  ora non si può ma a settembre sì.
Perché mi piaceva comunque far riferimento a quanto abbiamo dentro. a rincorrere il filo delle parole su tela, su una poesia, su un libro.

Mi piaceva trovare le parole per salutarci, le parole necessarie, le parole vere.
Le parole per creare la nostra realtà. le parole mute ad ascoltare.

Unica data: sabato 5 luglio 2014 h 16-19


Ho dipinto "Life" nel 1999, appena trasferita a NY.
Sempre allora scrivevo sul suo significato: sull'apparire, apparire brillanti ...
le nostre sbavature e debolezze devono restare nascoste, ai margini.


Ora vedo quanto le  debolezze e sbavature siano state fari per me, nel guidarmi attraverso un cambiamento che non avrei sospettato, una strada che non sapevo ci fosse.
Poi quella strada ho aiutato altri a cercarla e percorrerla.

Esprimere vuol dire portare fuori. Ecco l'espressione artistica può essere davvero così potente nel portare alla luce potenzialità e direzioni, desideri e doni sconosciuti.
Quanto ciò che creiamo crea poi la nostra realtà? e ciò che diciamo? e ciò che non diciamo?

Se vuoi venire a creare le tue parole, la tua realtà, anche se non sai dipingere, sicuramente avrai imparato a scrivere.
Scriviamo insieme questo messaggio prima dell'estate, creiamo insieme benessere, relazioni, colori.


Paola

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Il testamento

Le volte che dovrei occuparmi di altro, che è già tardi, ma il mondo interno, in sussulto vuole essere ascoltato ed espresso.
Maya Angelou è una grande ispiratrice e sempre lo sarà.
Le sue parole sono dirette, essenziali, efficaci, precise, chirurgiche.
La sua missione l'ho riconosciuta come desiderabile per la mia vita.

Il testamento che lascia, anche.
Dal sito ufficiale

" She lived a life as a teacher, activist, artist and human being. She was a warrior for equality, tolerance and peace. "

"Dr. Angelou’s words and actions continue to stir our souls, energize our bodies, liberate our minds, and heal our hearts."

trad. Ha vissuto una vita come insegnante, attivista, artista ed essere umano. Era una guerriera per l'uguaglianza, la tolleranza e la pace. le sue parole ed azioni continuano ad agitare (mescolare) le nostre anime, energizzare il nostro corpo, liberare le nostre menti, e guarire i nostri cuori.

Allora ho scelto questa sua frase oggi, per quanti - donne e uomini- credono che l'amore possa essere sempre un valore, un dono da apprezzare (e che se non lo fai è colpa tua, che non ti va bene mai niente).

"Dire che ami una persona quando non ami te stessa è lo stesso come se una persona nuda ti offrisse una camicia".

Spiegarlo io è riduttivo, come spiegare una barzelletta.
Ma se non amo me stessa sto donando qualcosa che non so dirigere verso di me, se non merito il mio amore, donarlo ad un altro vuol dire porgere qualcosa che per me stessa non ha valore.
Come un vestito smesso, che non apprezzo più.
O, peggio, che non ho mai creduto bello, neanche su di me.


Accettare amore da una persona che non ha che te, è una responsabilità, piuttosto opprimente anche, magari bella al principio, specie se chi lo riceve a sua volta non ha sperimentato l'amore e si sente "finalmente " amato.

E' davvero amore?

Come disse Freud,  ovunque arrivo io, un poeta  già è stato lì prima di me.
(Everywhere I go I find a poet has been there before me).

Una conferma, se mai per chi non ha consapevolizzato quanto l'arte nelle nostre vite ci orienti, lenisca, motivi, inspiri.

Grazie Maya del meraviglioso esempio.





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Obiettivi sempre più alti

[...]
i problemi che oggi sono in circolazione non sono più affrontabili, come un tempo, attraverso la psicoanalisi.
Gli strumenti psicoanalitici curavano il disagio dell'individuo, il disagio della civiltà nel senso che le condizioni miserabili in cui si viveva, in quella che io chiamo "la società della disciplina", dove il gioco era tra il desiderio di colui che voleva infrangere la legge e chi desiderava comprimere questo desiderio.
Oggi non è più questo lo scenario del dolore.

Lo scenario del dolore, soprattutto su impulso della cultura americana che spinge a tutta andata a raggiungere nel tempo più breve gli obiettivi, produce situazioni di ansie determinate dalla domanda.

Non più quella psicoanalitica tradizionale (cosa ci è permesso e cosa ci è proibito), ma cosa posso fare, cosa sono in grado di fare. 

Questa incapacità di raggiungere gli obiettivi quando l'asticella è posta sempre più in alto, crea un senso di inadeguatezza, di una mancanza di senso ed alla fine, al di là della tecnica che non ha scopi ma semplicemente funziona all'interno di una assoluta, radicale mancanza di orizzonti in vista di non si sa bene che.

Umberto Galimberti

Counseling come sviluppo di competenze e empowerment personale e professionale



Domenica 1 Giugno Aspic Pescara Definire obiettivi specifici nel proprio progetto di successo professionale con Paola Bonavolontà
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Favole quotidiane

 Le due rane (Favola LXX)

Due rane vivevano vicine l'una all'altra. Ma abitavano l'una una palude profonda e lontano dalla strada, l'altra invece in una strada, avendo poca acqua. E allora poiché quella che stava nella palude esortava l'altra a trasferirsi da lei, per partecipare di un tenore di vita sia migliore sia più sicuro, quella non le diede retta dicendo di essere poco disponibile ad allontanarsi dalla consuetudine del luogo; finché accadde che un carro passando di là la uccise.
Così anche tra gli uomini quelli che si intrattengono nelle occupazioni insignificanti fanno una brutta fine prima di dedicarsi alle attività più opportune.


Δύο βάτραχοι ἀλλήλοις ἐγειτνίων. ἐνέμοντο δὲ ὁ μὲν βαθεῖαν καὶ τῆς ὁδοῦ πόρρω λίμνην, ὁ δὲ ἐν ὁδῷ μικρὸν ὕδωρ ἔχων. καὶ δὴ τοῦ ἐν τῇ λίμνῃ παραινοῦντος τὸν ἕτερον μεταβῆναι πρὸς αὐτόν, ἵνα καὶ ἀμείνονος καὶ ἀσφαλεστέρας διαίτης μεταλάβῃ, ἐκεῖνος οὐκ ἐπείθετο λέγων δυσαποσπάστως ἔχειν τῆς τοῦ τόπου συνηθείας· ἕως οὗ συνέβη ἅμαξαν τῇδε παριοῦσαν ὀλέσαι αὐτόν.
οὕτω καὶ τῶν ἀνθρώπων οἱ τοῖς φαύλοις ἐπιτηδεύμασιν ἐνδιατρίβοντες φθάνουσιν ἀπολλύμενοι πρὶν ἢ ἐπὶ τὰ καλλίονα τραπέσθαι.

Esopo


dedicata a chi come me, amava leggere il greco ad alta voce, anche sbagliando tutte le traduzioni.
dedicato a chi come me, cerca di dedicarsi continuamente ad attività significative.
dedicato a chi come me, ama continuare a studiare e sorridere, anche con le favole.
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Le emozioni inesprimibili



La maggior parte delle persone si ammala per non saper esprimere quello che vede e quello che pensa.
Il libro dell'Inquietudine - Fernando Pessoa




Ho sentito tante volte chiedere scusa da una persona perché piangeva.

Scusa si dovrebbe chiedere quando facciamo male a qualcuno, se stiamo tradendo una promessa, infrangendo un patto, non mentre ci stiamo consentendo, semplicemente, di sentire il dolore, la tristezza e stiamo togliendo il carico da dentro e lo lasciamo finalmente scivolare un po' fuori.


Ho sentito chiedermi scusa da un signore perché mi stava permettendo di tenergli la porta aperta mentre lui era carico di pesi.
Mi ha proprio detto "scusi se mi sono fatto aiutare".

Questo stesso uomo, grande e molto piazzato, dopo una settimana aveva un piede rotto, e sarà costretto a farsi aiutare, ad essere dipendente da altri, non più l'unico che si sobbarca pesi per gli altri.

Il corpo reclama l'attenzione che facciamo finta di non sentire, fin quando ci costringe a farlo.

Si, anche con una caduta. Non è una vendetta, è un tentativo di contatto, di salvezza profonda.
Di dirti fermati, c'è qualcosa che stai dimenticando.

Fai qualcosa per cambiare, per riconnetterti a te e al mondo intorno.

Ma in fondo è sempre più facile prendere una pillola, è figo bere, ma non scegliere davvero qualcosa che ci fa bene.

Un percorso, un incontro, un riprendere respiro.

Oggi leggevo questo articolo sul mal di testa da controllo.
Controllo di che?
Delle emozioni, di queste maledette che non stanno al posto loro, che ci vorrebbe un interruttore da tenere sempre su off, ed invece eccole che trovano il modo di venire a martellarci in testa.

Siamo stati cresciuti con non si piange perché dai fastidio - o è da femminuccia, ed anche noi femminucce ci sentivamo svalutate a sentirci chiamare così mentre si diceva a un maschio di non fare come noi.
Deboli.
Come se fosse necessario a tutti i costi (infatti ne paghiamo il costo ogni giorno) essere forti ed invincibili.

Le espressioni di gioia? Le risate improvvise?
Sono esagerate, sguaiate, volgari.


Cosa resta esprimibile?
Non la gioia, non la tristezza, non la debolezza.
Meno che mai la rabbia.
Solo una facciata falsa che lascia il vuoto dentro.

Fai una cosa, la prossima volta che qualcuno ride, di gusto e di cuore, fatti scendere quella risata nella pancia e lascia il giudizio.

E se proprio ce l'hai, tienitelo, è tuo.
Lascia libero chi vuole di essere lieto.


Del doman non vi è certezza, chi vuol esser lieto sia. Lorenzo de' Medici

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Il counseling riconosce le abilità


Fin da piccoli siamo stati confrontati, spinti a guardare il compagno di classe quanto era bravo in questa o quest'altra cosa.
Se non era a scuola, era a casa con i fratelli: guarda lui/lei come studia, com'è bravo.
Guarda lei esce con la borsa com'è femminile.

Sembrava che il confronto comprendesse un insidioso non detto
 "tu invece no".

Sono convinta che leggendo queste due righe ti è venuto subito in mente il confronto che ha fatto male a te, ti ha umiliato/a, ferita, svalutando ciò che eri  come se non fosse importante, speciale, o utile nella vita avere una diversa abilità o preferenza, ma fosse indispensabile sviluppare l'altra, che la tua invece non la vede neanche nessuno e non importa nulla e non serve a niente.


Si sa i ragazzini reagiscono a modo loro.
C'è chi si avvilisce, e non ci prova neanche più, c'è chi lascia perdere le cose in cui eccelle e passa a copiare quelle che gli sono state indicate come fari come forse uniche desiderabili.
Chi si picca ed esaspera in negativo ciò che non gli è stato riconosciuto: mi vedi poco femminile? divento un maschiaccio.
Mi dici che studio poco? Dimenticati di vedermelo fare.

Quanto spreco di bile, e spreco di risorse ed abilità ed individualità.


Il counseling é un percorso di scoperta e riscoperta di ciò che ti piace fare, essere, sperimentare, ciò che fa bene a te, i tesori che hai tralasciato, l'abbandono di  abitudini dannose che hai coltivato per far dispetto a qualcuno e riabbracciare le tue abilità, unicità, e la tua accettazione nella felicità di averle ed utilizzarle.
Il counseling è anche la possibilità di migliorare le competenze che TU scegli come necessarie nella tua vita, per migliorare le tue relazioni, personali o lavorative, per riuscire a parlare in pubblico, per esporre le tue idee, per conquistare quel senso di orgoglio di essere così come si è, in un miglioramento continuo che è capacità e desiderio di migliorarsi per vivere meglio.

Tu chiamala se vuoi autostima, desiderio di farcela, di crescere, di sapere.
Di conoscere, anche te stesso.

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Proibito non fare le cose per te stesso


Quando si parla di amore, viene spontaneo pensare prima agli altri, all'amore impossibile,  non corrisposto, o al massimo narcisistico per noi stessi, ma difficile pensare e fermarsi all'amore "sano".

Di solito noi veniamo dopo.
Dopo i figli, dopo i genitori, dopo il lavoro, dopo i compagni.
Dopo, quando c'è tempo, quando non sarò stanco/stanca.
Siamo i primi a farci fuori, a tirarci fuori, a sacrificarci.
Dimenticandoci di noi stessi.
Dimenticando che insegniamo con l'esempio, lasciando spesso che questo esempio sia "IL SACRIFICIO", con tutte le lettere maiuscole.

Poi ci stupiamo perché gli altri, per cui ci siamo sacrificati, non hanno rispetto.
Dimenticando che noi per primi, non abbiamo avuto rispetto per noi stessi, per i nostri bisogni, di ricarica, di armonia, di spazio.

Perciò vi invito a prendervi del tempo e dello spazio, del colore e dell'amore per voi stessi, sabato prossimo, 10 Maggio, un laboratorio dove alla biodanza uniremo il colore di matite, pennarelli e pastelli.
Senza bisogno di saper disegnare o danzare.

"[...] E' proibito non fare le cose per te stesso [...]
È proibito non creare la tua storia," [...]
È proibito non cercare la tua felicita',
non vivere la tua vita pensando positivo,
non pensare che possiamo solo migliorare,
non sentire che, senza di te,
questo mondo non sarebbe lo stesso.
Alfredo Cuervo Barrero


Prendi il tempo per te.

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L'apparenza inganna

Giorni interi a cercare di fermare il pensiero che va da solo, e conta quanti ne conoscevo.
Quante vite perdute, con un salto o uno strumento diverso con lo stesso effetto.

Domande che non finiscono mai perché mai avranno risposta.
Giudizi, condanne e assoluzioni affollano i profili facebook di chi ha fatto questa "scelta", finale, ma pur sempre scelta.

Le statistiche dicono che sono più gli uomini, e infatti, io solo uomini conoscevo che hanno scelto così.

Nascosti da un sorriso che sfoggiano all'esterno e lasciano tutti a interrogarsi come è possibile, proprio lui, che sorrideva sempre.
Allegro e SOLARE.

Dove c'è molta luce, l'ombra è più nera diceva Goethe.

Possiamo, potevamo fare, intuire, fermare?

Gli anni passano e le domande restano le stesse, come un disco incantato, fermo a quei momenti che abbiamo continuato ad immaginare così tante volte.
Che io continuo ancora adesso ad immaginare.

Mi ferisce questa pubblicità perché sembra ammiccare su quell'assurdo vuoto che scava dentro e porta a scelte di distruzione.




E se nel filmato, al 50" cambia il finale, l'abisso si apre solo per una dipendenza diversa, relazioni effimere e il gioco.

Lo trovo di una tristezza infinita.
Una donna che scopre di poter finalmente scegliere di essere se stessa, questa è la sua vita e cosa ne fa?
Sceglie di giocare. Che non è affatto un gioco.
Libertà di giocare, così finisce il video.

Usiamola meglio, la nostra libertà.
La libertà significa responsabilità: ecco perché molti la temono.G.B.Shaw

numero verde 800.921.121 www.giocaresponsabile.it per aiutare chi è dipendente dal gioco
(qui un articolo sulle giochi di ruolo e dipendenze patologiche)

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Accettazione e vocina interiore

Per quanto logorroici siamo, la quantità di parole che emettiamo fuori di noi sembra poca cosa rispetto a quanto il discorso continui dentro.
Il dialogo interno batte, come un picchio nel legno, come una goccia sulla pietra e scava.

Di solito non ci rendiamo conto del male che ci facciamo parlandoci male.
Di quanto deprimiamo il nostro umore e l'autostima.

Stupida/o mi sembra sia in alto in classifica.
Facciamo a noi stessi come quei genitori che se il figlio/a si fa male, promettono di dar loro il resto.

Esempio.
In fila ad uno sportello, un ragazzo - beh, della mia età, sbircia il libro che leggo e  mi chiede:
"Einstein? che cosa combina di nuovo?"

Ed io: "Niente, è sempre morto".

Mi sarei sbellicata per quella risposta, ma ecco che le ancelle interiori hanno cominciato la nenia:

"L'hai zittito quel poverello, magari provava solo a fare conversazione" dice quella che tutto il mondo è buono, ma tu sei cattiva.
" see, figurati se ci stava provando" dice quella che ormai si sente vecchia;
"Chissà che avrà pensato" interviene la voce sempre preoccupata dei cosa pensano gli altri di noi, molto di più di quello che pensiamo noi di noi.
" A me la battuta non fa proprio ridere", la musona che deve rovinare i momenti di leggera spontaneità.

Poi hanno finito, perché era una battuta, però è durata un secondo mentre dentro pareva una riunione condominiale.
Figuriamoci il casino che avrebbero fatto per qualcosa di più importante.
Un martello infinito.
Quando noi siamo persecutori con noi stessi, di solito lo siamo pure con gli altri, e ci attiriamo coloro che lo sono con noi.


Quindi, quando poco poco le vocine, stranamente sono in silenzio congiunto, ecco che spunta qualcuno che ti fa notare i tuoi errori imperdonabili.
(infatti chissà che direte voi che leggete, è un modo per scoprire la vostra vocina se è una persecutrice, una salvatrice o una vittima e quanto agisce in automatico)


Pesante restare a sentire quelle tante voci, dentro fuori, durante e dopo.

Allora pensa un modo tuo per modificarne il peso, il volume, l'intensità, la frequenza.

E se ti va, condividi le tue idee nei commenti.



Continua...

Perseverare o fermarsi

Qual'è la strada? Quale l'obiettivo?

Quale il senso di questo andare?



Inciampo, mi fermo, rifletto, riparto non importa da dove, scegliendo a caso parole da infilare una dietro l'altra, mi porteranno a scorgere forse un posto preciso, una meta o un percorso.

Parole o colori.

A volte prendono forma all'improvviso, senza starci a pensare, altre volte restano segni, graffi, ferite.

Dipingere e disegnare, scrivere è ricercare il senso che le mani trovano da sole, o da sole distruggono.

Le parole e i colori, i suoni restano a ricordarci il percorso nostro e di altri, prima di noi, con le stesse domande.

Sembra che l'arte sia inutile, distante, ma è dentro, che vibra e risponde.

Invece di chiedermi ancora se sbaglio e dovrei cambiare, invece e far altro, perché non è che la gente se scrivo mi vuole più bene, mentre mi chiedo  Perché non fai altro che magari ti viene meglio?

Magari. Intanto mi fermo ed ascolto.







E devo continuare a seguire la strada che prendo adesso.
Se non faccio niente, se non studio niente, se smetto la ricerca, poi, guai a me, sono perduto
Ecco come la vedo io - andare avanti, andare avanti qualunque cosa accada.
Ma qual è il tuo obiettivo finale, potresti chiedermi.

Questo obiettivo sarà più chiaro, emergerà lentamente ma inesorabilmente, così come la brutta copia si trasforma in uno schizzo, e lo schizzo in un dipinto attraverso il lavoro serio fatto su di esso, attraverso l'elaborazione della vaga idea originale e attraverso il consolidamento del primo pensiero fugace di passaggio.

Vincent a Theo, 1880

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And I must continue to follow the path I take now. If I do nothing, if I study nothing, if I cease searching, then, woe is me, I am lost. That is how I look at it - keep going, keep going come what may. But what is your final goal, you may ask. That goal will become clearer, will emerge slowly but surely, much as the rough draught turns into a sketch, and the sketch into a painting through the serious work done on it, through the elaboration of the original vague idea and through the consolidation of the first fleeting and passing thought. Vincent a Theo, 1880
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danza, ama, canta, vivi


danza come se nessuno ti stesse guardando,

ama come se non fossi mai stato ferito prima,

canta come se nessuno ti ascoltasse,

vivi come se il paradiso fosse sulla terra.


Souza


Il 10 Maggio Biodanza e Counseling espressivo insieme per ritrovare il ritmo giusto, le tue energie e i tuoi colori.
Non è richiesta alcuna precedente capacità di danza o disegno.
Danzi con noi?

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Andare avanti

…non bisogna mai disperare nelle vita perché, quando tutto sembra perduto, accade qualcosa che ci viene incontro e ci aiuta.
La nostra vita è quella che la nostra mente crea giorno dopo giorno, e noi siamo lo specchio di quei pensieri.

Tutte le nostre inquietudini si ripercuotono sulla salute fisica e mentale, limitano e indeboliscono la capacità creativa, provocando incertezze e timori.

Tutto quello che nella vita deve accadere accadrà , quindi è inutile preoccuparci più del dovuto perché così non facciamo altro che peggiorare la situazione.
Bisogna cercare di prendere quanto ci capita con ottimismo e ricordare che la vita è sempre degna di essere vissuta, anche quando è noia, fatica, delusione.
La notte non è mai così nera come prima dell’alba, ma poi l’alba sorge sempre a cancellare il buio della notte.
Così ogni nostra angoscia, per quanto profonda, prima o poi trova motivo di attenuarsi e placarsi, purchè lo vogliamo.
Sappiamo che c’è la luce perché c’è il buio, che c’è la gioia perché c’è il dolore, che c’è la pace perché c’è la guerra e dobbiamo sapere che la vita vive di questi contrasti.

[...] nella vita ci sono giorni pieni di vento e pieni di rabbia, ci sono giorni pieni di pioggia e pieni di dolore, ci sono giorni pieni di lacrime; 
ma poi ci sono giorni pieni d’amore che vi danno il coraggio di andare avanti per tutti gli altri giorni.

Romano Battaglia
Notte infinita
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Imparare dal passato

In America anche fare gli auguri può essere un gesto sgarbato.
Sembrano tutti appartenere ad una diversa religione dalla mia, ed ognuno la professa a modo suo.
Solo il lunedì delle ceneri mi accorgo che ce ne sono tanti, che mostrano - senza nasconderla- la croce in fronte  e per tutto il giorno ho un informazione in più di chi mi scorre accanto per strada.
Mi sento, per un giorno soltanto, meno diversa, e più parte, mentre conigli spuntano in ogni giardino.

La Pasqua continua ad essere anche oggi un tempo di riflessione.
Forse vuol dire solo speranza nella resurrezione, nel rincontrare le persone perdute, nel poterci di nuovo parlare.
Forse vuol dire "mi sono fatto uomo" perché tu sapessi cos'è il tradimento degli amici, perché sapessi che il popolo sceglie Barabba, un ladro, preferendolo proprio a te.

Perciò è speranza da un lato e rassegnazione dall'altro: è così e sempre sarà.
Sarai tradito e dopo risorgerai.
Tu, uomo, simile a me, creato, come me, della stessa sostanza del padre.

La Pasqua riapre tutte le ferite ma a volte mi sembra che quella pietra tombale resti chiusa,  troppo pesante di insulti e tradimenti.
Di ingiustizie e finanche di genitori che guardano senza intervenire.
Metterci una pietra sopra poi toglierla.

Avremmo imparato lo stesso. Anzi, non abbiamo imparato ancora.




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Una luce che splende

In un giorno così', che non importa gli anni che son passati ma il dolore ti viene a cercare e riallarga il buco profondo del cuore, come cerchi di acqua dove il sasso è appena stato gettato.

Quei cerchi si allargano pensando e sentendo dentro tutte le altre perdite, e gli addii, facendomi chiedere quante il cuore, il mio, può sopportarne ancora.
Sono giornate che accetto, tanto ribellarsi è inutile, cercare di contrastare le onde che i cerchi dell'acqua vanno a creare.

Il vento fuori è forte e prepotente urla ed entra dentro come il freddo improvviso di questi giorni, colonna sonora naturale per un momento così, che ti viene voglia di chiuderti in casa ed aspettare che passi.
Ma.
Ci sono due uomini e la loro arte che si prendono cura di me in ogni momento in cui mi basta premere un tasto e sentirne la profondità nella voce di uno o in un libro dei tanti dell'altro.
Allora sono uscita di casa e da me e sono andata ad ascoltarli, proprio loro due insieme, nel mio vecchio quartiere, coperta da sciarpa e cappello.

Mi sono messa lì, in ascolto e mi son lasciata portare,  massaggiare dalle loro voci, dalle storie antiche e così vicine, e la vita a Torino e a Napoli e di essere nuovi in terra straniera.

Carezzata dalle parole dei saggi, dalle note e da voci profonde e sicure.
Dai valori fondatori di questa gente che siamo noi, tra il nero e la pece e lo sconforto del brutto del traditore c'è chi accoglie.
Chi pensa che una mano che stringe può ancora essere una promessa vera.

La notte non è finita, torno a casa e vedo un bagliore tanto forte e mi chiedo: ma cos'è quella pubblicità messa proprio lì, così luminosa e prepotente?
Era la luna, perfetta e vicina e abbagliante.

C'è sempre una luce che splende a volerla vedere.






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E ricordati, io ci sarò

E ricordati, io ci sarò. Ci sarò su nell'aria.
Allora ogni tanto, se mi vuoi parlare, mettiti da una parte, chiudi gli occhi e cercami. Ci si parla.
Ma non nel linguaggio delle parole. Nel silenzio.
Tiziano Terzani


Tu mi rispondi con il tuo colore, e la delicatezza di questo fiore che sboccia proprio nello stesso mese in cui ti ho perso per dirmi che ci sei, e mi guardi come io guardo te, e mi fai ancora affondare il viso nei tuoi abbracci profumati.


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Fiorire nel counseling

Ogni tanto mi arriva un saluto, un ringraziamento.
O ritrovo un messaggio, a volte proprio quando serve a ricordarmi qualcosa, un perché, una motivazione, o una relazione.
Questo l'ho ritrovato oggi:



I professionisti che come te ascoltano senza giudizio aiutano a far fiorire la primavera che hai dentro.


:D ciao bella giardiniera dell'anima

M.

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Come può aiutare la danza

Capisco, - dissi - Ma cosa devo fare allora?
Danzare, - rispose - Continuare a danzare, finché c’è musica. Capisci quello che ti sto dicendo? Devi danzare.
Danzare senza mai fermarti. Non devi chiederti perché. Non devi pensare a cosa significa.
Il significato non importa, non c’entra. Se ti metti a pensare a queste cose, i tuoi piedi si bloccheranno. E una volta che si saranno bloccati, io non potrò più fare niente per te. Tutti i tuoi collegamenti si interromperanno. Finiranno per sempre. E tu potrai vivere solo in questo mondo. Ne sarai progressivamente risucchiato. Perciò i tuoi piedi non dovranno mai fermarsi. Anche se quello che fai può sembrarti stupido, non pensarci. Un passo dopo l’altro, continua a danzare. E tutto ciò che era irrigidito e bloccato piano piano comincerà a sciogliersi. Per certe cose non è ancora troppo tardi. I mezzi che hai, usali tutti. Fai del tuo meglio. Non devi avere paura di nulla.
Adesso sei stanco. Stanco e spaventato. Capita a tutti. Ti sembra tutto sbagliato. Per questo i tuoi piedi si bloccano.


Haruki Murakami - Dance Dance Dance


Per chi ha seguito tutti i chakra, o ne ha perso qualcuno, per chi non li conosce ancora,
il 10 Maggio riuniremo tutti i colori dell'arcobaleno in una danza e nel disegno,
per ripercorrere e concludere questo percorso bellissimo nei colori e nelle energie di ciascuno di noi.

Non è richiesta alcuna precedente capacità di danza o disegno. Laboratori a numero chiuso, solo su prenotazione.

Biodanza e Counseling espressivo insieme per ritrovare il ritmo giusto, le tue energie e i tuoi colori.





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La delegittimazione di una categoria

Da Roberto Saviano leggo un commento amaro, da parte di chi crede e vive la dedizione e il sacrificio del lavoro di altri, il proprio lavoro e lo vede delegittimato da "I senza onore".

Quella immagine di una donna per terra e di uno sopra che le da i calci, io la conosco bene.

Solo che non ho avuto nessuno che mi difendesse mentre succedeva.
Né dopo in verità.

Forse per questo tutte le ingiustizie, proprio tutte mi fanno non solo indignare, ma anche agire.
Non si può restare a guardare e dire "cosa importa" guarda altrove.

La violenza, le piccinerie, la cattiveria gratuita, senza scopo delegittima qualunque categoria.
I sacrifici di tanti vengono annullati in un secondo, in un click di un immagine.

Non posso, mi dicono, combattere tutte le ingiustizie e i senza onore.

Ne continuano a succedere tante, di continuo, in ogni professione.
Anche nella mia.
Quando vedi un sopruso, un abuso, un omissione, tu cosa fai?
Perché io non lo so più, combattere con le mie sole forze non è servito a 16 anni e continua a non servirmi adesso.
Sono cresciuta in una città dove la parola d'ordine è silenzio, ma anche quello uccide.


Non ho paura della cattiveria dei malvagi ma del silenzio degli onesti. Martin Luther King




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Falsi famosi: il terapeuta di Einstein


La rete è una grande opportunità, come ogni strumento può essere usato bene o male,  anche per condividere centinaia di migliaia di volte falsità e invenzioni.


Questa foto ne è un esempio: circola come "Einstein e il suo terapeuta".


Questa la versione ufficiale di Life:
"Cord Meyer Jr., president of United World Federalists, Inc.(*), visiting physicist Albert Einstein at his home to discuss Russia's attitude toward world government."
Location: Princeton, NJ, US
Date taken: 1948
Photographer: Alfred Eisenstaedt

(*) Note: The UWF is "an organization that wants to persuade the countries of the world to join in a single government in order to avoid future atomic wars."

trad.
"Cord Meyer Jr., presidente della UWF, Inc. (*), in visita il fisico Albert Einstein a casa sua per discutere l'atteggiamento della Russia verso un governo mondiale."

nota: UWF è un organizzazione che vuole persuadere il mondo ad unirsi in un singolo governo al fine di evitare le future guerre mondiali".

La realtà è diversa da quella che viene trasmessa, eppure potete trovare più diffusa la finzione che la verità.
Anche la verità è disponibile in rete, come la finzione.
Occhio alle fonti, e a chi le nasconde.

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Una nuova tela su cui dipingere


Ogni giorno è una nuova tela su cui dipingere.
Assicurati che il tuo disegno sia pieno di vita e felicità e che alla fine della giornata non la guardi e avresti voluto dipingere qualcosa di diverso.



Each day is a new canvas to paint upon.
Make sure your picture is full of life and happiness, and at the end of the day you don’t look at it and wish you had painted something different.
– Unknown



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Il counseling al lavoro

Lavorare a volte puo' lasciarti svuotato di energie, arrabbiato, stanco e svogliato.

Le forti pressioni competitive, l’incertezza sempre piu' presente nelle nostre vite, la rapidita' dei cambiamenti intorno a noi e la velocita' di adeguamento che ci viene continuamente richiesta, riorganizzazioni aziendali, ristrutturazioni, pluralita' di ruoli da rivestire.


Quanti di noi di fronte a tanta complessita' finiscono col rendere meno a lavoro, entrare in conflitto, anche silenzioso, con il capo o i colleghi, oppure si concentrano totalmente sul lavoro trascurando la loro sfera personale?

Emozioni quali rabbia, paura e ansia, noia, insofferenza, sono presenti nella vita lavorativa, e quando ignorate o non gestite correttamente rischiano di travolgere tutto e tutti: azienda, colleghi, famiglia, oltre ovviamente a te che le provi, le reprimi o le esprimi con aggressione attiva o passiva.
Un counselor puo' aiutarti.

Ricorrere ad un counselor non e' necessariamente una spia di qualcosa che non va, al contrario puo' essere un valido aiuto per l’evoluzione e la crescita: piu' una persona vuole crescere, piu' puo' trarre vantaggio da incontri di counseling.

Il Counseling e' un sostegno per ritrovare le proprie capacità ed energie temporaneamente indisponibili E per apprendere nuove competenze.

Destinatari principali sono soprattutto coloro che sostengono giornalmente una pressione forte, ovvero dirigenti e imprenditori.


L’intervento di un counselor può essere utile in vari momenti della carriera,
- quando inizia una nuova avventura, in una nuova azienda, in un ambiente nuovo;
- a seguito di una promozione, con l’assunzione di nuove responsabilità e ruolo;
- quando, sperimentato la validita' di corsi aziendali, vuoi approfondire alcuni temi in privato.


Un’azienda che collabora con un counselor ha come interesse principale aumentare il benessere nei luoghi di lavoro, attraverso un concreto sostegno al miglioramento personale; di fornire un aiuto in situazioni conflittuali e di disagio; agevolare le relazioni e la comunicazione in azienda; aumentare la motivazione; incrementare la qualità, in termini di efficacia e di efficienza; ridurre l’assenteismo ed aumentare la produttività.


Cosa puoi aspettarti allora da un counselor?


Che ti giudichi, che ti guardi dall’alto in basso, che ti dia ordini o ti faccia sdraiare su un lettino?
Niente di tutto questo.
Il modello utilizzato é l'approccio orientato al cliente, o non direttivo di Carl Rogers.


Ecco perché un counselor non ti dira' cosa fare, ma ti aiutera' a guardare da più prospettive, trovare nuove soluzioni e metterle in pratica.

Mentre un consulente dispensa pareri e consigli, un Counselor non impone il suo punto di vista, si affianca per guardare con la tua prospettiva ed aggiungere nuovi dettagli importanti per te, consentendoti di ritrovare energie e rinnovato entusiasmo.

Il counselor deve facilitare te, e per farlo usa se stesso e non il contrario.
Un counselor non da pareri dall’alto ma lavora per il benessere della persona o di un gruppo nel suo ambiente, anche aziendale.

Per trasmetterti fiducia sarà capace di ispirarti fiducia, rispetto e riservatezza, nuove modalità di pensare e di agire.

Puoi riconoscere un buon counselor quando ti senti sicuro di esprimere ciò che senti e cio' che vorresti, in un rapporto protetto e non giudicante, in cui ricevi energia e supporti necessari di tipo cognitivo, concettuale ed anche emotivo.

Per lavorare meglio, per gestire le complessita', la velocita', lo stress, le persone, le riunioni.


Potresti sentire il bisogno di essere ascoltato, in ambiente protetto e riservato, e non avere il tempo o la necessità di una psicoterapia profonda.
L'intervento di counseling può offrirti un orientamento o un sostegno favorendo il tuo sviluppo e l'utilizzazione delle tue potenzialita' in tempi compatibili con la velocità di oggi e la complessità dei tuoi impegni.

L'obiettivo principale e' il tuo benessere oggi, senza indagare sul passato o cercare "interpretazioni".

Un percorso di counseling puo' facilitarti in un momento di confusione, di difficoltà relazionali: tu fissi l’obiettivo, il punto di partenza e' l’oggi per trovare in breve tempo le tue risposte per vivere meglio.

Paola Bonavolontà
counseling individuale, di gruppo ed aziendale

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Le parole alleviano il dolore


E' molto importante ciò che semplicemente il giorno ci dà, ogni singola cosa che si realizza durante il giorno.
La persona, l'osservazione che ha fatto, l'odore dell'aria in quel momento.
E queste cose hanno bisogno di accettazione, di ricognizione, di riconoscimento...
Adesso non ho ancora la parola giusta.
Ma trovare le parole è magnifico. Trovare la parola giusta è così importante.

Le parole sono come cuscini: 
quando sono disposte nel modo giusto alleviano il dolore.

James Hillman




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I pregiudizi nel cercare aiuto professionale

Ieri sera decido di godermi in relax un film leggero, con due faccine di quelle che nelle loro mimiche, o assenza di totale di esse, mi fanno ridere, ovvero Neri Marcorè e Giampaolo Morelli in “Una Ferrari per due”.

Neri Marcorè é direttore marketing, anzi lo era, perché viene licenziato per ristrutturazione degli americani, che non guardano alle persone ma ai numeri, e il numero che lo condanna è anagrafico.
Giampaolo Morelli è il rampante direttore del personale che lo ha licenziato ma senza averlo mai neppure visto in faccia.

Insomma si incontrano e si sviluppa la storia.

Penso al mondo da dove vengo, quello delle ristrutturazioni sui numeri e sull'anagrafica, dove a 40 anni sei vecchio.
Credo di essermene andata prima (anche) per non sentirmi dismessa, e vecchia prima del tempo.

Un mondo di squali che si mangiano e non sanno che verranno mangiati, a prescindere dalla bravura.
Chissà perché, mi chiedo, il mondo politico tiene per sempre gli inetti e i ladri, gli incapaci e i raccomandati; il mondo aziendale ha tagli, indipendenti dalla bravura delle persone, delle giornate e nottate passate a lavorare, producendo risultati.

Dunque il film nei contenuti non era poi così leggero, in più Neri Marcorè è finito a vendere ombrelli e smacchiatori fuori della metropolitana, sono tre anni che ha perso il lavoro ma alla ex moglie e alla figlia non ha detto nulla, anzi continua a mantenere la figlia in un costoso collegio.

Ormai è chiaro che film vuol far riflettere, sulle relazioni, la vita, le difficoltà lavorative della nostra epoca.

Lo scivolone arriva quando Neri corre preoccupato dalla ex moglie chiedendole se va "in analisi" e se prende psicofarmaci (detto poi da chi per tre anni non riesce a raccontare la verità e vive nella bugia oltre che in totale solitudine tutte le sue oggettive difficoltà).

Ancora una volta la televisione perde la possibilità di comunicare in positivo, di diffondere l'aiuto professionale come un opportunità per rendere migliore la vita nei momenti in cui le difficoltà si presentano taglienti.
In un mondo in cui i comportamenti a rischio sono ad ogni angolo e in tante, troppe famiglie,  dall'alcol al gioco d'azzardo, al bullismo, alle violenze gratuite fatte passare per passionali; le depressioni continuano ad essere motivo di biasimo, e generano nei familiari una generica "preoccupazione", pacche sulle spalle e vedrai che passerà.

Invece di un incoraggiante, costruttivo e supportivo: stai cercando aiuto, vero?
Neri si preoccupa che lei sia genericamente in analisi, parola usata con leggerezza svuotata di ogni significato.

Come se ad una persona che avesse fame, le dicessimo: stai mica mangiando, vero?


Basta stereotipi che fanno male e feriscono, allontanano le persone da un aiuto possibile e concreto, per restituire fiducia, speranza e motivazione.

Se e quando un genitore si sente incerto nella sua capacità di aiutare i figli, inutile dire: tanto quello che faccio sbaglio.
Sa di alibi.
Se vuoi aiutare tuo figlio, cerca l'aiuto giusto per te, perché le tue stesse parole siano un alleggerimento per il cuore e non una condanna.

Se un marito, una moglie, un amico vede un amico in difficoltà, che già vuol dire che l'altro si fa vedere in difficoltà, non andiamoci sopra con uno schiacciasassi, come ho raccontato ad es. qui

Cercare aiuto nel modo e con le persone giuste (come sempre lo dico a tutti i miei colleghi che mi leggono: intendo qui qualunque persona professionalmente ed eticamente preparata per sostenere il bisogno specifico) vuol dire prevenire, evitare problemi più grandi, alleggerirsi di pesi che fanno male e fanno camminare con difficoltà.

Vuol dire respirare, gioire, saper accettare cadute e salute, successi e sconfitte.
Anche il successo per alcuni è un peso, quello che sembra invidiabile a te, magari per un altro è una corsa all'essere accettato, a dover essere sempre al massimo, a non potersi permettere semplicemente di riprendere fiato.



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Le mani della creazione

Mani che creano ponti, nuove connessioni e comprensioni.
Mani che disegnano il colore, risplendono dentro e portano fuori.

Mani che chiedono, mani che abusano ma di solo colore e carta e colla, e ricerca di ciò che vogliono con urgenza, per mettere a tacere quel bisogno che può placarsi nella creazione.

Mani che esprimono passione, tristezza, gioia, le mani piene di amore e di ferite.
Mani che toccano, che incontrano. Che cercano, trovano.
Significati, autostima, forza, speranza.


c'è tutto il destino in un palmo di mano
Le mani, le mani che sanno parlare, che sanno guarire e che sanno pregare
(cit. De Crescenzo)


Cerca il ponte dentro e fuori di te.
Lascia le scuse.
Scegli di costruire.




Sabato 5 Aprile ULTIMO laboratorio sui Chakra: la connessione con la nostra natura più autentica.


Creatività è l'abilità di vedere relazioni là dove non ne esistono ancora. Thomas Disch
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Non perderti di vista

Tra qualche giorno ci sarà il laboratorio sul penultimo colore del nostro arcobaleno Chakra.
L'indigo, il terzo occhio.
Se in tanti credono che i Chakra siano roba di fricchettoni strani, mi spiace tantissimo.

Mi spiace pure per quelli che si preoccupano per chi vuole venire e raccomandano di far attenzione.
Chissà ste persone che fanno, magari si risveglia la kundalini e non ti addormenti più.
Cose così.

Peccato che la gente sia sempre spaventata di ciò che potrebbe accadere, che ne so, nei miei colori si potrebbe annidare un pericoloso batterio killer, e non si preoccupano di ciò che già accade nelle loro vite.

Paure, incertezze, stress, relazioni totalmente instabili, notti passate senza dormire, costante inconsapevolezza durante la veglia, di quella che ti fa trattare male le persone a cui vuoi bene, o quel senso di inferiorità e insicurezza che ti respira accanto e ti fa cercare un appiglio, qualsiasi, di quelli che fanno male, dall'alcol a tutte le altre schifezze facili da acquistare in farmacie più o meno legali.

Tutte le vie facili, veloci, mi verrebbe da dire certo, portano veloci alla distruzione.
Per costruire ci vuole disponibilità, tempo, apertura, ci vuole il coraggio di saper scegliere e guidare e percorrere una strada piena di giochi, e carte colorate, colla che però si usa nel suo modo tradizionale.

Mi spiace per chi non vede cosa si perde, nella sua vita e della sua vita.
Per chi svilisce le cose che non conosce, i percorsi di costruzione e sceglie invece gli altri, così incredibilmente affollati.

Il percorso che abbiamo scelto noi, è solo uno dei tanti possibili di benessere.
Abbiamo scelto la meditazione e l'espressione artistica, e i colori e i significati dei chakra.
Fino ad oggi è stato intenso e molto interessante, sotto tanti profili.

Il chakra sono centri energetici che ricevono e distribuiscono il flusso della forza vitale (prana) che sostiene la vita e a cui ogni essere vivente dell’Universo è connesso.
Avevo iniziato questi laboratori un po' su richiesta e un po' per problemi di salute e non volevo lasciare nulla di intentato.
I chakra infatti sono ruote di energia che influiscono a tutti i livelli della persona: corpo, mente, spirito.

Il raccolto è stato di molto superiore alle aspettative, estremamente coinvolgente, pieno di connessioni, comprensioni emotive e mentali.

Ora è il momento in cui il serpente detto Kundalini, che si sdoppia nel primo chakra, quello di base, si riunisce al centro della fronte, perché il dualismo sarà poi superato nell'ultimo Chakra, di riconnessone al divino, che non sembra, ma c'è in tutti noi.
Forse si sarà nascosto pure lui, per paura del serpente, cioè del sesso, di se stesso, dell'infinito, ma soprattutto del fatto che siamo tutti uno. Perciò io sono pure in te e tu in me.
Sto fatto è terribile.
Significherebbe che io mi ammazzo di palestra e tu sei magro al posto mio?


Non perderti di vista.

Sabato 22 Marzo- MeditART - Chakra dell'occhio interiore.

Mi chiedo quante persone ho guardato tutta la mia vita e non ho mai visto.
John Steinbeck, The Winter of Our Discontent


p.s. si, nei miei corsi si ride pure. Chi non ride non è una persona seria. (cit.)e ridere fa bene alla salute e alle rughe pure.


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Cento benefici della meditazione

meditazione ed espressione artistica
Pochi minuti al giorni, o molte ore.
Da soli o in compagnia, tanti i modi per meditare, tanti i benefici.


Per chi vuole incontrare altri e se stesso in semplicità e nel colore, due ore dedicate ad una meditazione guidata, come sempre scritta da me, ogni volta diversa dalle precedenti, e seguita da una breve esplorazione artistica.

Guarda le foto dei precedenti incontri MeditART.

Prossimo incontro
Sabato 22  Marzo
Chakra Anja- terzo occhio
dalle 11 alle 13
oppure
dalle 15 alle 18
solo su prenotazione paola@energiacreativa.org

Leggi i 100 motivi per meditART.
Ne troverai molti buoni anche per te.




Benefici fisici
1 – Rafforza il sistema immunitario.
2 – Riduce gli attacchi di ansia riducendo i livelli di lattato nel sangue.
3 – Riduce i sintomi della sindrome pre-mestruali (PMS).
4 – Aumenta la resistenza all’esercizio fisico.
5 – Aumenta l’energia, la forza e il vigore.
6 –  Riduce l’attività di virus e stress emotivo.
7 – Porta ad un livello più profondo di rilassamento fisico.
8 – Abbassa la pressione alta
9 – Aiuta a eliminare malattie croniche come allergie, artriti, ecc..
10– Cura mal di testa e emicrania.
11– Aiuta nella guarigione post-operatoria.
12– Diminuisce la tensione muscolare.
13- Abbassa il consumo di ossigeno.
14– Diminuisce la frequenza respiratoria.
15– Aiuta a perdere peso.
16– Riduce l’azione dei radicali liberi, rinvigorisce i tessuti.
17- Aumenta la resistenza della pelle.
18- Diminuisce i livelli di colesterolo, riduce il rischio di malattie cardiovascolari.
19– Migliora il flusso d’aria nei polmoni con conseguente respirazione più facile.
20– Diminuisce il processo di invecchiamento.
21– Aumenta il flusso sanguigno e rallenta la frequenza cardiaca.
22– Previene, migliora o controlla il dolore delle malattie croniche
23– Fa sudare meno.
24– Livelli più elevati di DHEA (Deidroepiandrosterone).
25- Migliora l’attività cerebrale.
26- Riduce la necessità di assistenza medica.
27– Minore perdita di energia.
28– Maggiore inclinazione allo sport e all’attività fisica.
29- Significativo miglioramento dell' asma.
30- Migliora le prestazioni in eventi sportivi.
31– Aiuta a stabilizzare il peso ideale.
32– Armonizza il sistema endocrino.
33– Rilassa il sistema nervoso.
34- Migliora l’attività elettrica del cervello.
35- Migliora la capacità di soddisfazione sessuale.

Benefici psicologici
36– Migliora l'autostima.
37– Aumenta il livello di serotonina, influenza l’umore e il comportamento.
38– Risolve fobie e paure.
39– Aiuta a controllare i propri pensieri.
40– Aiuta a mantenere alti i livelli di attenzione e concentrazione.
41– Aumenta la creatività.
42- Aumenta la frequenza delle onde cerebrali.
43- Migliora l’apprendimento e la capacità di memoria.
44– Dona maggior senso di vitalità e di ringiovanimento.
45– Maggiore stabilità emotiva.
46– Migliora le relazioni.
47- Rallenta il processo di invecchiamento della mente.
48– Aiuta a rimuovere le cattive abitudini.
49– Sviluppa l’intuizione.
50– Aumenta la produttività.
51– Migliora i rapporti a casa e al lavoro.
52- Da la capacità di vedere le cose da una prospettiva diversa.
53- Aiuta a non dare importanza a problemi di lieve entità.
54– Migliora la capacità di risolvere problemi complessi.
55– Purifica il carattere.
56– Sviluppa la forza di volontà.
57– Favorisce una maggiora comunicazione tra i due emisferi cerebrali.
58– Fa reagire in maniera più rapida e più efficace a un evento stressante.
59- Aumenta la capacità di ascolto ed empatia.
60- Accresce il tasso di intelligenza.
61– Aumento la soddisfazione sul lavoro.
62- Aumenta la capacità di entrare in relazione con i propri cari.
63- Riduce il rischio di malattie mentali.
64- Favorisce un comportamento più socievole.
65– Rende meno aggressivi.
66– Aiuta a smettere di fumare e di bere.
67– Riduce la necessità e la dipendenza da droghe, pillole e farmaci.
68- Riduce le ore di sonno necessarie per recuperare energia.
69- Diminuisce il tempo necessario per addormentarsi e riduce l’insonnia.
70– Aumenta il senso di responsabilità.
71- Riduce la rabbia da traffico (road rage).
72– Diminuisce il pensiero inquieto.
73– Diminuisce la tendenza a preoccuparsi.
74– Migliora le abilità.
75- Aiuta a dare giudizi più precisi.
76– Aumenta la tolleranza.
77- Fa agire in modo composto e costruttivo.
78- Rende la personalità più equilibrata.
79– Sviluppa maturità emotiva.

Benefici spirituali
80- Aiuta a guardare le cose in prospettiva.
81- Procura la pace dei sensi, la felicità.
82- Aiuta a far scoprire i propri scopi.
83- Favorisce l’auto-realizzazione.
84- Aumenta la comprensione.
85- Dona sicurezza in se stessi.
86- Fa comprendere maggiormente se e gli altri.
87– Porta corpo, mente, spirito in armonia.
88- Crea un livello molto profondo di rilassamento spirituale.
89– Aiuta ad una maggiore accettazione di se stessi.
90- Aiuta a perdonare.
91- Modifica l’atteggiamento verso la vita.
92– Crea un rapporto più profondo con Dio.
93– Aiuta a raggiungere l’illuminazione.
94- Accresce la saggezza.
95- Aiuta a vivere il presente.
96- Aumenta la capacità di amare.
97- Scopre il vero sé aldilà dell’ego.
98- Fa sperimentare un senso interiore di consapevolezza.
99- Conferisce un senso di unitarietà con l’Universo.
100-Aumenta la sincronicità nella propria vita.

L'elenco è preso da 100 reasons to meditate

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La meditazione batte i farmaci
100 effetti POSITIVI senza effetti negativi.




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I danni del NON ascolto

Una delle necessità umane più profonde è quella di  ESSERE ASCOLTATI.
Quando queste semplice necessità viene soddisfatta da un ascolto attento, empatetico, ci sentiamo completi e pronti ad andare avanti.

E' incredibile quanto avanti possa andare la guarigione quando la nostra storia, i nostri sentimenti o le nostre opinioni vengono anche solo ascoltati, anche se non vi è alcun cambiamento della situazione.

La necessità di essere ascoltati CONVALIDA la nostra VERITA', la nostra INDIVIDUALITA' e la nostra stessa ESISTENZA.

Se NON possiamo ESSERE ASCOLTATI, cessiamo di esistere in tutto tranne che nella nostra mente.
Ci sentiamo IMPAZZIRE, DUBITIAMO della nostra VOCE INTERIORE e della nostra REALTA'.

Quando NON possiamo credere alla nostra ESPERIENZA, siamo separati dal corpo e, di conseguenza, dalla realtà.

Anodea Judith
Il libro dei Chakra p.404



E forse non finiamo all'inferno per quello che facciamo.
Forse finiamo all'inferno per quello che non facciamo.

C. Palahniuk

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Aprirsi all'ascolto

Mi piace il verbo sentire..

Sentire il rumore del mare, sentirne l'odore.
Sentire il suono della pioggia che ti bagna le labbra, sentire una penna che traccia sentimenti su un foglio bianco.
Sentire l'odore di chi ami, sentirne la voce e sentirlo col cuore.
Sentire è il verbo delle emozioni, ci si sdraia sulla schiena del mondo e si sente...

Alda Merini


E se esistesse un posto dove ascoltare in assoluta libertà e sicurezza  i tuoi pensieri, le tue parole, le tue emozioni.
Dove raccontare la tua storia senza giudizi e condanne, con la certezza di essere accolti ed ascoltati.

Un giorno, magari oggi, scopri che questo mondo esiste,  si chiama counseling,  non è terapia, ma ascolto, dove poggiare la tua schiena e farti sostenere e riprendere fiato, dalle mareggiate della vita.

Dove ascoltare le tue onde, guardarle crescere e quietarsi.
Farlo insieme ad un altro che ti è accanto fino a quando potrai di nuovo concederti il tempo di ascoltarti dentro anche quando sei solo, con uguale rispetto e calore.



Vieni ad ascoltarti, a parole o con i gesti.
In un percorso individuale o in un esperienza nutriente e rilassante in gruppo.
Per scoprire che aprirsi all'ascolto è una ricchezza e ti arricchisce, ti fortifica e ti aiuta nelle tue relazioni e nella vita di ogni giorno.

Paola Bonavolontà



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Amore, amicizia e relazioni scontate


L’Amore non muore mai di morte naturale.
Muore per abbandono, per cecità, per indifferenza, per averlo dato per scontato, per inanità, per non essere stato coltivato.
Le omissioni sono più letali degli errori consumati.
Anaïs Nin




Crediamo di poter rinviare, fregarcene del modo in cui trattiamo gli altri, o peggio li ignoriamo.

Crediamo di lasciar che le cose restino lì, a prendere polvere.
Cose, persone e relazioni.
Tanto sono lì per noi, crediamo.
Possiamo riprenderle quando vogliamo, se mai ci accorgessimo di volerle ancora e che in effetti
meritano la nostra attenzione, il nostro impegno quotidiano.
Impegno?
Parola uscita dal vocabolario in una società sempre più narcisista.


Impariamo anche a nutrirle le cose, e le persone e le relazioni.
Ad accorgerci ogni giorno che non sono scontate, dovute, assicurate.

Un terreno che lasciamo incolto viene curato da qualcun altro che si vuole bene.
Se il terreno incolto è dentro di noi, incolto resta.
A spaccare le zolle e a volere acqua e nutrimento, a urlare, e di nuovo a pretendere che sia qualcun altro che se ne prenda cura
Perché alcune persone pensano che la loro esistenza sia fatta solo di pretese,
anche se prendono a calci, anche se vomitano sul divano buono di quell'altro.

Omettono. Omettono di considerare il loro contributo nella relazione.
O nella non relazione.
Omettono di accorgersi della loro violenza.


Anche una preghiera lo dice "parole, opere e omissioni".
Chi chiude gli occhi sulla propria violenza, pensa di essere stato ingiustamente trattato ed abbandonato.

Ma ha abbandonato per primo. Omettendo anche la carezza di un saluto.


Leggi anche L'amore ai tempi di whatup



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Saper usare, pronunciare, ascoltare, le parole.


Tutto quello che ho per difendermi è l'alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile. Philip Roth

Pietre e bastoni ti rompono le ossa, ma occhio a quelle cazzo di parole. Chuck Palahniuk.


Si impara tardi a difendersi dalle parole. Erri de Luca, Non ora, non qui


Le parole arrivano come pietre, non riesci a fermarle.
Fanno male anche quelle negate, o quelle vomitate.

Le parole sono strumenti di offesa e dimentichiamo di averli.

Li usiamo di corsa, quando la rabbia è tanta e per averle lasciate lì inutilizzate così a lungo non riusciamo a farle uscire nel tono giusto.

A volte non escono e basta. Restano strozzate in gola a lasciare il rimpianto e la colpa di non averle sapute trovare, neanche in nostra difesa.

A volte escono flebili e stanche, con un tono che non convince, pronunciate con un filo di fiato da non essere udite.
La debolezza, lo spavento, l'insicurezza passa non nel contenuto ma dalla forma.

Poi ci sono quelli che ne usano troppe di parole, per confondere e confondersi senza riuscire ad entrare in una relazione realmente intima e nutriente. Neanche con chi amano.
Non sanno dirlo, meno che mai dimostrarlo.

C'è chi usa le parole per fare male, ingannare, ferire. Per dire  bugie agli altri ed anche a se stessi.
Perché sono felici, gridano, ma dentro c'è il vuoto scosso e ferito ancora di più dalla falsità che non convince certo dentro, non rassicura. Non colma.

Se usi la voce per cantare o parlare in pubblico, se vuoi riuscire a saper esprimere un tuo punto di vista,a saper dire quando è il momento giusto, a farti ascoltare ed anche a saper ascoltare,
Sabato 8 Marzo
c'è il laboratorio esperienziale giusto per te.

Attraverso una fantasia guidata e poi colori e suoni, riscoprirai il tuo potere della gola, della comunicazione, a far uscire la voce quando serve, senza urlare e fingere.


Info paola@energiacreativa.org- Roma Eur



Un percorso di counseling individuale può aiutarti a ritrovare sicurezza nelle tue conversazioni, in pubblico e in provato, a saper raccontare e condividere le tue emozioni.
E' importante riuscire a dire, nel luogo e nel contesto giusto le parole che restano in gola e non riescono ad uscire.


Pensavo che tanto mi faceva male la gola, perché è lì che di fermano le tristezze. Stefano Benni

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Le bugie da evitare


La falsità fa male.
A chi sa riconoscerla, a chi invece crede nelle parole dolci e melense, nelle promesse vane per dirla alla Bertoli, alla falsa cortesia.
Fa male a chi la riceve ma anche a chi la fa.
Il nostro corpo riconosce la bugia, e si rivolta.
Si contorce, se state ad ascoltarlo e sa che siete falsi.
Lo sapete voi di voi stessi, e l'autostima si erode, precipita.
Dentro sapete di mentire dunque vi etichettate "cattivi", indegni, bugiardi, falsi.
Oppure mentite anche a voi stessi e vi credete congruenti e leali, trasparenti e veri (si chiama autoinganno).

Non confondere la necessità di essere veri con quella di dover per forza dire tutto ciò che pensate.
Ma pensate tutto ciò che dite.

Se volete essere gentili con qualcuno, cercate la parola tra i pensieri vostri sinceri e gentili che pensate dell'altro.

Non dite "che bel vestito" quando vi fa vomitare.
Non dite "ti sono vicina, un abbraccio fortissimo" quando non vi importa nulla che l'altro stia male.
Non promettete "ci sono sempre per te" quando non regalereste neanche un minuto del vostro tempo.
Usate meno cuoricini su FB. Troppi danno davvero nell'occhio. Non siete Budda per amare così platealmente tutti, sempre. Togliete di valore a quelli che date quando davvero lo intendete.

Non state facendo male solo all'altro.
Se non volete farlo per l'altro, fatelo per voi.
Piuttosto non dite.
Ma, cercare un pensiero sincero e gentile che davvero pensate può rendervi onesti con l'altro e voi stessi.
Può essere un esercizio fantastico a cercare sempre il bello nelle persone e nelle situazioni.


Perciò eliminate modi di dire stereotipati che non pensate da "bella, amore, tesoro" per la vostra vicina che chiamate così solo perché non ricordate il suo nome.
Eliminate "sei fantastica", "sto meravigliosamente" "va tutto alla grande" se non è vero.

Attenzione: non sto proponendo di vomitare sull'altro né la vostra sincerità che fa male né i vostri reali stati d'animo che ovviamente non vanno rivelati sempre, a chiunque ed in ogni situazione.
Sto solo proponendo di ritrovare la vostra onestà tutte le volte che è possibile, e di abbandonare le bugie inutili.
Così da riscoprirvi più veri, dentro, più leggeri, più belli e creativi quando vi scoprite a poter essere voi stessi senza fare male a voi né agli altri, senza dover per forza FINGERE.

"Bisogna assomigliare alle parole che si dicono" Stefano Benni

photo by Thierry le Gouès


Sabato 8 Marzo laboratorio esperienziale del Chakra della gola.
Recuperare la comunicazione onesta, saper esprimere le nostre opinioni, trovare le parole per comunicare le emozioni.






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Tutta colpa del chakra

Hai presente l'Amore disperato, quello che non dormi se ti chiama, se non ti chiama, cioè il più delle volte non ti chiama infatti.

Quello che pendi dalle sue labbra, se solo fosse vicino, ma in effetti è lontano.

Liste di amori impossibili e sfigati, quando guardi quello delle tue amiche ti dici che tu uno così non lo vorresti mai.
Allora via ad immaginare quello che non c'è, l'amore romantico che ti salverà dalla tristezza, dal dolore dalla solitudine.



Un quarto chakra mancante in genere aspetta un cavaliere dall'armatura lucente o una fata madrina che vengano a salvarlo. Lui o lei desiderano che qualcuno veda quanto soffrono e che gli risolvano il problema. (A. Judith)

Oppure hai paura, una paura continua e martellante che l'uomo o la donna per te proprio non esiste, o tu non la incontrerai mai, e se la incontrassi tu non le piaceresti, oppure la faresti scappare via con le tue pretese, le tue gelosie, i tuoi musi.

Magari invece tutto questo discorso proprio non ti riguarda, perché tu hai già chiuso col mondo maschile, e quello femminile pure.
Basta per sempre, ti dici, ma lo fai per difenderti.
Anche se non lo sai consapevolmente, ti sei messa/o un bel cappottino impenetrabile per cui sei freddo ed indifferente, incapace a stabilire legami profondi e amorevoli.
Anche amicali, non solo amorosi.

Poi c'è una persona che ti fa ancora arrabbiare più di tutte, la schifi e la maltratti, se potessi davvero non vorresti vederla più, ma non puoi, perché quella persona sei proprio tu.

Chi non riesce ad amare e farsi amare, di solito non ama un granché neanche se stesso.

E' tutta colpa del chakra.
Vieni a farlo girare di nuovo e per il verso giusto al laboratorio esperienziale del chakra del cuore.
Sabato 22 Febbraio - mattina dalle 11 alle 13 oppure pomeriggio dalle 15 alle 18-

Il mondo e l'amore torna a colori.

Evento su FB qui
Foto dei laboratori sui chakra passati qui





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