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Tra si e no, conflitto e schizofrenia

A chi ricorda la scelta tra la cucchiarella o il battipanni, tra lo zoccolo o la cinghia?


E' sgradevole trovarsi nel mezzo di una dicotomia, di un conflitto alimentato per mesi, di insulti e di minacce, di foschi scenari.

Essere indotti ad immaginare il pericolo dietro un semplice sì o no, assistere a conflitti che non hanno nulla di civile o pacato.

Cosa finisce per provocare dentro avere familiari e parenti che la pensano in modo diverso dal nostro e che voteranno di conseguenza?
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Promuoversi oltre la paura.

Promuovere sé stessi espone a tante paure.
Paure che vengono da lontano, paure che cerchiamo di ignorare, il più delle volte evitando del tutto di farlo.

Non ci proponiamo per un nuovo lavoro, non inviamo un curriculum, non invitiamo una persona che ci piace, ci nascondiamo perché se non ci proviamo, non possiamo neanche fallire.

E di conseguenza, evitiamo di sentirci noi stessi falliti, perché le generalizzazioni senza senso si alimentano in un attimo, l'una con l'altra, lasciando vuoto e desolazione.
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Il senso del proprio racconto

Raccontarsi per apprendere, ricordare, promozionarsi, condividere.

“Ognuno di noi ha una storia del proprio vissuto, un racconto interiore, la cui continuità il cui senso è la nostra vita. Si potrebbe dire che ognuno di noi costruisce e vive un racconto, e che questo racconto è noi stessi, la nostra identità. Per essere noi stessi, dobbiamo avere noi stessi, possedere se necessario ripossedere, la storia del nostro vissuto. Dobbiamo ripetere noi stessi, nel senso etimologico del termine, rievocare il dramma interiore, il racconto di noi stessi. L'uomo ha bisogno di questo racconto, di un racconto interiore continuo, per conservare la sua identità, il suo sé".
Oliver Sacks
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Riscopri la tua storia

Ho passato tantissimi anni somigliando ad altri autori contro la mia volontà, scrivendo come altri autori contro la mia volontà, in sostanza senza riuscire ad avere una voce mia.

Gipi, Il mio lavoro, Roma, Comicout 2014, p. 34


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Ascolto ed amorevolezza di sé

Ritrovarsi in se stessi, come un ritorno in un posto che non ricordiamo più com'è, in cui non andiamo da tanto tempo ed abbiamo paura di trovarlo più polveroso, buio o con troppa roba una sull'altra che non sai neanche più cosa c'è sotto.
Se ti cadrà tutto addosso, o se è vuoto come se non ci fosse stato mai nessuno; di arrivare e sentire una temperatura o uno spazio che ci respinge, pur sapendo che è il nostro.
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E’ proibito non cercare la tua felicita’

Ci proibiamo tante cose, ma non sono quelle giuste, e ci sono troppe cose che ci concediamo, come parlar male a noi stessi, criticare gli altri, che invece se ci proibissimo staremmo tutti decisamente meglio.

Dopo una settimana trascorsa in aula alla ricerca ed esplorazione delle qualità, alla facilitazione della comunicazione ed integrazione tra persone, ho assistito a resistenze e paure di ogni tipo.
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Decidere cosa si vuole nella vita

Alcuni arricciano il naso quando parlo di marketing applicato alla persona, come mettessi insieme profano e sacro.

Sono convinta accada solo perché non si sa di cosa si parla,
perché si crede che il marketing voglia dire vendere vendere vendere indifferentemente.
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Fai esplodere i tuoi colori

Di quante volte scrivo che l'espressione artistica è un canale speciale, privilegiato e bellissimo di consapevolezza, anche se sono abituata a sentirmi dire - soprattutto da chi arriva la prima volta: io non.

Le variazioni sono "non so cosa fare", "non so disegnare", "non sono artistica", "non disegno dalle elementari", "oggi non so che fare".
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Storia di un corpo

Un viaggio di una vita, che si incontra con tante altre ma viste dal punto di vista del corpo, che è contenitore, ma anche strumento.

Un inno alla vita con tutto ciò che include: scoperte, delusioni, amori, scelte in apparenza casuali o obbligate.
Incontri, compresi quelli con i genitori che ci accolgono o respingono alla nostra nascita.

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Sii te stesso


Sii te stesso.  

Tutti gli altri sono già occupati.


Oscar Wilde

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Raccontarsi. Un bisogno di autostima.


Il ricordare o il raccontare ci trasmettono la sensazione di “tenerci insieme”.
Un potere ricompositivo.
D. Demetrio, Raccontarsi.
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Gestire le emozioni in 10 mosse

Ci sono momenti in cui tutto va troppo in fretta, il tutto è troppo e sento il bisogno di rallentare, fare chiarezza, dare un nome, un etichetta che mi aiuti ad elaborare le emozioni, processarle persino come un computer in cui vengono depositati i dati per ritornare ad esserne padrone di farne qualcosa.

Per gli amanti del controllo, le emozioni sono IL male, perché non si possono controllare, ma possiamo farci qualcosa su come le interpretiamo e reagiamo.
Sono un timone, non una vela.
Le emozioni ci aiutano ad identificare i nostri bisogni.
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Omosessualità e mancanza di empatia

Ho ascoltato lacrime e singhiozzi, ricordi di parole e giudizi mai dimenticati, ho visto lottare contro la propria omosessualità od anche passarci attraverso senza domandarsi nulla, per poi uscirne dopo anni come da una casa abitata per qualche tempo e mai rimpianta.
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Come diciamo addio

Partenze e addii, chiusure, cancellazioni, nuovi inizi.
In un mondo che cambia con un click, sempre di più, sempre più di noi e sempre più di ogni età, gestiamo le nostre relazioni su un touch screen, non su una bocca, un viso, occhi, mani.


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Scomparire- il fenomeno del Ghosting

Mi sembra di vivere in un mondo in cui stiamo perdendo le più semplici capacità umane.
Saper salutare ad esempio.
Non si saluta più, si scompare.

Il fenomeno del ghosting, ossia diventare un fantasma, in italiano: sparire, tanto comune e diffuso da diventare oggetto di studio.
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La paura del giudizio della gggente

Tra qualche giorno presenterò al convegno Reico- Associazione Italiana Counseling- un intervento dal titolo: 

Dare to be different.
Permettiti di essere differente.

Il punto di partenza sarà il Personal branding, ma anche senza entrare nello specifico e svelarne i contenuti, è un argomento che ci riguarda tutti, per la nostra crescita e felicità, per diventare ciò che siamo, per permetterci di essere chi siamo, senza ferire gli altri, ma senza neanche negare noi stessi.


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La vita davanti

Girati indietro a rannicchiarsi sul passato, a cosa ci è stato fatto, a quanti bisogni i genitori hanno ignorato, a quanto abbiamo perso a rincorrere una luce che non riusciva ad accendersi, un faro ad illuminare il cammino, a riscaldarci dentro.

Così fino ad oggi, tra un avrei potuto ed invece, avrebbero dovuto.

Però poi io ti chiedo (perché me lo sono chiesta io per prima, eh)

COSA PUOI FARE ADESSO
con il tempo che hai davanti e ciò che ti è capitato già e cosa ancora non ti è capitato mai.


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Quando il bambino era bambino

Quando il bambino era bambino,
se ne andava a braccia appese.
Voleva che il ruscello fosse un fiume,
il fiume un torrente;
e questa pozza, il mare.

Quando il bambino era bambino,
non sapeva d'essere un bambino.
Per lui tutto aveva un'anima, e tutte le anime erano tutt'uno.
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La fierezza dei propri talenti

Oscar Wilde scrive "Non c'è cosa che l'arte non possa esprimere", nei laboratori artistici esprimiamo emozioni, desideri, direzioni, fiducia. Esprimiamo e ritroviamo noi stessi, potenziati.

Ho provato tante volte a raccontare cosa può succedere in un laboratorio di crescita personale attraverso la creatività.
Una sola risposta è riduttiva, perché ognuno incontra le proprie, ciò che ha bisogno di vedere, esplorare e chiarire dentro di sé, senza interpretazioni dall'esterno.
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Buon 1° Maggio

Il mio mestiere è vivere la vita.

Lucio Battisti
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Superare il trauma

Le immagini sono una comunicazione potente, dentro e fuori di noi.
Anche per motivare, descrivere azioni e possibilità.
Così ho trovato questa campagna internazionale per la Fondazione David Lynch, firmata da Herezie e Peter Lippmann intitolata"Trauma".
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La tentazione di essere felici

Sono una lettrice compulsiva, oltre alle letture "tecniche" mi piace trovare pagine dove prendo insegnamento, dove sento empatia e vicinanza, dove le teorie diventano storia delle persone, dove ritrovo scritti pezzi di pensieri miei mai chiariti, come ad esempio questo:

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Il tempo per te

Il tempo:
Siamo abituati sempre a dire che non ce n'è, ma lui c'è, siamo noi che lo usiamo in modo che sembra scivoloso a volte.
Non ce lo prendiamo per noi stessi, a volte lo pretendiamo da altri, lo buttiamo via, ciondoliamo tra le lancette.
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Perché la vita è un attimo

Scelgo questa canzone, tra le tante sue che amo e mi accompagnano e hanno accompagnato tante persone anche nei miei laboratori.


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Vogliamo davvero stare bene?



Ho imparato tante cose conducendo i gruppi.

C'è chi prova emozioni piacevoli, estremamente piacevoli, eppure scappa. Non torna.

Diciamo di volerci liberare dallo stress, dalle relazioni superficiali, ma poi quando capita di essere con tutti noi stessi in un luogo di condivisione vera, pronti ad accogliere quello che arriva, allora si fa marcia indietro.

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Il mio passato

Spesso ripeto sottovoce
che si deve vivere di ricordi solo
quando mi sono rimasti pochi giorni.
Quello che è passato
è come se non ci fosse mai stato.
Il passato è un laccio che
stringe la gola alla mia mente
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1,2,3,4,5 Si fa presto a dire Relazioni

Ci sono cinque assiomi della comunicazione, gli esperti li conoscono bene,
e magari le prime volte che si sente il nome di questi assiomi c'è bisogno di farselo ripetere, chi è e come si scrive.
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